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Per i suoi 30anni, Arca riparte da un grande progetto

Per i suoi 30anni, Arca riparte da un grande progetto

7 Giugno 2019

Dal 15 marzo 2006 ad oggi, si calcola che i volontari di Arca hanno collaborato con l’équipe dell’Unità Operativa di Cure Palliative all’assistenza di 15 mila pazienti, tra l’hospice del presidio ospedaliero di Giussano Carlo Borella e l’assistenza domiciliare presso le abitazione dei malati. Un intero paese. Un numero importante che mette in risalto il grande lavoro degli oltre 50 volontari di Arca.

Fa il punto della situazione, al 30esimo anniversario dell’Associazione, il Presidente Mario Caspani:“i nostri volontari sono la vera anima di Arca, un gruppo di persone comuni che mettono a disposizione dei malati il loro tempo, spesso sottraendolo alla propria famiglia – afferma, con un velo di commozione – un lavoro, il loro, non certo facile perché a stretto contatto con la morte. Ecco perché i nostri corsi di formazioni sono intensi e con un costante supporto psicologico. Qual è la loro soddisfazione? Dare anche un solo attimo di serenità a chi ha perso ogni speranza”.

Nata ufficialmente l’11 dicembre del 1989 a Desio grazie a Ilvano Desiderati, primario di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale, oggi Arca è attiva all’interno dell’hospice di Giussano e a domicilio, sul territorio di 52 comuni della brianza (Carate, Desio, Seregno e Vimercate), per una popolazione complessiva di 692mila abitanti.

 

Nunzio del Sorbo:
“Abbiamo sempre più bisogno di realtà come queste”

Sono poche le parole del Direttore generale ASST Vimercate, ma cariche di significato: “grazie, grazie, grazie – dice rivolgendosi direttamente ai volontari – mi prendo solo un minuto per ringraziare voi e tutte le associazioni di volontariato che sono sempre presenti nelle nostre realtà. E noi abbiamo sempre più bisogno della vostra presenza e del vostro contributo – e aggiunge – la Brianza è un territorio davvero ricco di volontariato e mi rendo orgoglioso perché è una presenza davvero speciale che rende bene l’idea della voglia di lavorare e dell’operosità che da sempre caratterizza il popolo brianzolo”.

Insomma, Arca rappresenta un vero e proprio servizio di eccellenza, e a sottolinearlo è Paola Buonvicino, Assessore al comune di Desio: “Arca risponde ad un bisogno, è vicino ai cittadini, è un insieme virtuoso tra pubblico e privato – spiega – quindi non possiamo che andarne orgogliosi, per questo come Amministrazione ci impegneremo sempre, e sempre di più, per sostenere l’Associazione”.

Arca: 30 anni accanto ai malati

E per celebrare questi tre decenni di attività e sostengo ai pazienti, Arca ha in programma moltissimi eventi e iniziative per festeggiare insieme ai volontari e alle famiglie il loro 30esimo compleanno. Il primo appuntamento in calendario è fissato per domenica 30 giugno, con la corsa podistica “Arcamminando”, camminata non competitiva con partenza, alle 8, dall’ingresso dell’ospedale Borella.

Ad ottobre, poi, ci sarà il convegno sul volontariato, il momento più alto delle celebrazioni. Ma non è tutto. In aggiunta al calendario degli appuntamenti, in occasione del 30esimo di Arca, l’Associazione ha introdotto due distinte iniziative: Arpaterapia e la ricerca sul delirium nei pazienti terminali.

“La musica è spesso di casa all’hospice in quanto risponde alla crescente esigenza di umanizzazione dei luoghi di cura – spiega il Presidente Mario Caspani – in occasione dei 30 anni, Arca ha aperto le porte all’arpa: una scelta non casuale se si pensa che le corde di questo strumento possiedono un suono quasi magico in grado di alleggerire la situazione di disagio e sofferenza. Ricordo un aneddoto speciale – racconta – quando avevamo invitato una violinista per un pomeriggio di musica con i pazienti: ad un certo punto, una signora si è alzata e si è messa a danzare in mezzo alla sala. Un momento davvero unico”.

Ricerca sul delirium nei pazienti terminali

Fedele alla propria mission, Arca ha stretto una partnership con l’Istituto Mario Negri, finanziando con un importo di 45mila euro uno studio sul delirium nei degenti in hospice. La durata è di tre anni. In particolare, il progetto è incentrato sulla diagnosi precoce e sul trattamento appropriato di quello che in psichiatria viene indicato come stato confusionale acuto, un sintomo che in maniera frequente affligge i pazienti terminali: un lavoro scientifico di altissimo profilo condotto dal personale dell’Unità Operativa di Cure Palliative di Giussano e da un settore ad hoc dell’istituto di ricerca Mario Negri.

Il progetto coinvolgerà una platea di 800 pazienti rendendolo tra gli studi scientifici di maggiore impegno condotti negli ultimi anni in questo campo.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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