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DIARIO DI VIAGGIO. Caucaso: alla frontiera di Kazbegi

DIARIO DI VIAGGIO. Caucaso: alla frontiera di Kazbegi

3 Giugno 2019

Sono in viaggio in Caucaso e noi li stiamo seguendo virtualmente pubblicando i loro racconti. Gli studenti della 3D e 3E dell’Istituto Vanoni di Vimercate, indirizzo Turismo ci stanno raccontando giorno per giorno il loro tour che hanno interamente programmato con il progetto “Viaggi Diversi” allo scopo di approfondire la materia dell’Itinerario turistico.

Bellissimo progetto!

TAPPA 3

Sveglia alle 6:30, occhi assonnati e capelli in disordine è così che inizia il sesto giorno. Dopo aver scalato le salite ai monasteri armeni e aver navigato il lago di Sevan è oggi il giorno in cui si entra in Georgia cambiando stato, lingua (altrettanto incomprensibile!) e moneta.

Per molti di noi è la prima volta in cui si affronta una vera frontiera.

Dall’Armenia ci si arriva per una strada panoramica in un territorio disabitato. Poi si scende, si prendono con sé i bagagli, e si attraversano i check point armeni.

Tutto fila liscio e quindi risaliamo sul pullman nella cosiddetta “terra di nessuno”, ripartiamo per fermarci poco dopo al confine georgiano. Stesso rituale. Si scende e ci si presenta ai controlli.

In pochi giorni i nostri passaporti nuovissimi hanno accumulato molti timbri!

Arrivati in Georgia i nostri obiettivi diventano imboccare la strada militare georgiana e raggiungere l’alto Caucaso nella zona di Kazbegi, a 7 km dal confine russo con l’Ossezia del Nord.

La strada militare è una strada costruita dai russi durante lo zarismo per prendere e controllare il Caucaso. Oggi è uno dei principali valichi che attraversano la catena tra Mar Nero e Mar Caspio.

Fino a qualche anno fa era ritenuto un percorso pericoloso: sterrato e a strapiombo, percorso da molti mezzi pesanti. Negli ultimi anni è stato asfaltato e messo in sicurezza e si presenta oggi come una sicura e panoramica strada di montagna. Per gli armeni è l’unico passaggio (via Georgia) via terra praticabile con la Russia.

La prima fermata salendo verso i monti è la fortezza di Ananuri: tra le sue mura maestose e imponenti ci lasciamo trasportare dalla pace e la tranquillità del grande lago artificiale che la costeggia.

Proseguiamo in un ambiente via via più montano. Schiviamo le mucche che vagano libere sulla strada, osserviamo file di bancarelle che vendono ogni prodotto tradizionale: sciarpe, cappelli, miele, frutta secca, formaggi, vino e souvenir.

Arriviamo poi al monumento dell’amicizia, circondati da vette innevate. Il monumento dell’amicizia a pochi chilometri dal confine Russo rappresenta la celebrazione dei rapporti di  “pace” tra la Russia e la Georgia ai tempi dell’Unione Sovietica. Oggi non è esattamente così. Infatti le nostre compagne che ci fanno da guide prima ci spiegano il significato dei mosaici realizzati in epoca comunista e poi ci raccontano come oggi i rapporti tra i due paesi siano molto più tesi.

Si arriva finalmente a Kazbegi. Una località povera, fatta di case scalcinate e con tetti in lamiera prevalentemente, ma anche luogo bellissimo, pieno di verde, di ruscelli, in cui camminando per strada ti capita di accarezzare mucche e cavalli liberi.

Arriviamo al nostro hotel, l’hotel con la vista più bella di tutto il viaggio. Una volta qui metà del gruppo sceglie di intraprendere la salita a piedi verso la chiesa della Santa Trinità di Gergeti. Gli altri invece tra tendiniti, stanchezze e vertigini, optano per una salita con mezzi fuoristrada.

Panorama mozzafiato, ambiente pulito e fresco: ci sentiamo bene, tante sono le sensazioni che si possono percepire durante il sentiero.

La chiesa di Gergeti è un simbolo importante per la Georgia, uno dei più fotografati, nonostante si trovi ad un’altezza di 2.200 metri.  Un vero balcone sul Caucaso.

Scendiamo dalla chiesa di Gergeti che ormai il sole è tramontato. Doccia, cena, una riunione con i nostri docenti in cui ci confrontiamo su come stanno andando questi giorni. Un bel momento in cui ci sentiamo “gruppo”.

Poi la buonanotte e un breve ma intenso sonno!

La mattina seguente lasciamo l’alto Caucaso per trasferirci nella capitale Tbilisi. Lungo la strada di discesa prima di entrare in città sostiamo al monastero di Jvari a Mtskheta, l’antica capitale della Georgia.

Il monastero si erge in una posizione panoramica su un promontorio che domina la valle sottostante e la confluenza tra il fiume Mtkvari e un suo affluente. Il monastero, più vicino allo stile ellenico, degli altri che abbiamo visto, è oggi inserito nella lista dei beni protetti per la sua unicità dall’UNESCO.

È poi la volta di Tbilisi, che ci accoglie con le sue temperature a 30 gradi centigradi. Ma la capitale ve la raccontiamo nella prossima puntata!

Denisa Negrea
Anna Sugoni
Alice Corbetta
Marika Vertemara
Arianna Ripamonti
STUDENTI DEL VANONI DI VIMERCATE

PUNTATE PRECEDENTI
TAPPA 1
TAPPA 2

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Fonte Esterna
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