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Villa Bagatti Valsecchi dal futuro incerto: il Comune vorrebbe annullare gli atti di vendita

Villa Bagatti Valsecchi dal futuro incerto: il Comune vorrebbe annullare gli atti di vendita

3 Maggio 2019

La tempesta sembrava essere cessata. Falso allarme, villa Bagatti Valsecchi, dopo la sentenza “villa munda“, che ha visto cadere tutti i capi di accusa, è ancora travolta dal ciclone. Il Comune, che nel frattempo si era costituito parte civile, ha chiesto ora un parere legale per capire se sia possibile annullare gli atti di vendita della villa.

Il nocciolo della questione, da cui tutto parte e si sviluppa, rimane il valore dell’immobile, stimato 6 milioni di euro, ma che il Comune contesta impugnando una perizia dell’agenzia delle Entrate, che invece valuta la villa 3,8 milioni. “L’amministrazione – ha quindi dichiarato Matteo Figini, assessore agli affari Legali – vuole andare a fondo della vicenda anche in sede civile e far luce su quanto richiesto dalla Corte dei Conti nel 2013, soprattutto considerando che si tratta dei soldi dei varedesi”.

Sull’annosa questione non tardano le contestazioni, quelle del capo gruppo del PD Stefano Zini. “Se c’erano i presupposti per chiedere l’annullabilità degli atti – asserisce Zini –  avrebbero dovuto verificarlo prima e non dopo 8 anni. Molto probabilmente o sono confusi o non hanno digerito la sentenza e stanno pensando ad una strada alternativa“. La sentenza, di fatto, ha stabilito che il presunto reato di corruzione non sussiste e ha pertanto assolto tutti gli indagati. A questo punto la questione rimane aperta, la banca ha elargito 6 milioni di euro e qualcuno li deve restituire. Una patata bollente insomma, che in un modo o nell’altro va risolta. “Le strade da perseguire – conferma Matteo Figini – erano due. Il processo in corso, che se avesse riconosciuto il fatto avrebbe sgravato il Comune dalla cifra in eccedenza, era la prima strada. Ora – sottolinea – rimane quella di sentire un parere legale. Sarà quindi il giudice a sentenziare quali atti potranno essere annullati“.

Ma dove risiede il perché di tutta la diatriba? Semplice, villa Bagatti Valsecchi, oggi bene della Fondazione La Versiera 1718, deve andare in capo al Comune. Piccolo passo indietro. Era il 2010 quando l’allora giunta Daniel, tramite delibera del C.C. n. 1 del 15 gennaio, aveva espresso la volontà di procedere all’acquisizione di villa Bagatti Valsecchi. A questo punto, con la successiva delibera del Consiglio Comunale n. 26 del 19/07/2010, viene costituita la Fondazione La Versiera 1718 , con l’obiettivo di realizzare l’acquisto senza incidere sul bilancio comunale“. Successivamente, però, tra il 2011 e il 2013, la Corte dei Conti, dopo aver analizzato tutte le delibere che hanno portato all’acquisto dell’immobile, ha stabilito che la Fondazione non rappresenta il miglior strumento giuridico e che la sua unica finalità è invece stata quella di eludere il patto di stabilità. Motivo per il quale il Comune è stato sanzionato. E motivo, oggi, per il quale il Comune sta cercando di capire come agire.

Dall’altra parte, più tiepide sono state le considerazioni di Stefano Guagnetti, consigliere M5S. “Tutto parte a monte – asserisce – perché ci sono stati due tipi di errori. Uno politico con la Giunta Daniel e il secondo tecnico con la successiva giunta Marzorati, che tra l’altro avrebbe anche potuto non procedere con l’acquisto. Ora Vergani si trova a dover risolvere degli errori fatti dal centro Destra”.

A caldo arriva la risposta del primo cittadino. “Prima di tutto – controbatte a Zini il sindaco Vergani – una sentenza non si digerisce, ma si rispetta. In secondo luogo – sottolinea – la confusione è stata fatta in fase embrionale dalla giunta Daniel, che ancora prima dell’acquisto effettivo, in fase elettorale vantava l’acquisizione.” Lui, il sindaco, non le manda certo a dire e passa quindi in contropiede. “Gli errori che devo risolvere – rimbecca a Guagnetti – sono quelli del centro sinistra, che oltre al problema villa Bagatti  ha creato il problema Cimep”. Il fatto rimane, villa Bagatti deve passare al Comune. “Uno dei nostri primi atti del 2017 – specifica Vergani -, fu elaborato proprio per riportare la villa in capo al Comune”. E perché un immobile passi in capo ad un ente pubblico, la legge stabilisce la necessità che il bene venga periziato. Così è avvenuto. Verso la fine del 2018 l’Agenzia delle Entrate ha valutato la villa  3,871 mila euro. Un valore certo, in dissonanza con la valutazione che stima la villa 6 milioni. “Di più, per legge, non possiamo dare – precisa Vergani – e da qui noi vogliamo ripartire”.

Dello stesso avviso è Matteo Figini, che prima di tutto chiarisce come sia sempre stato contrario all’acquisto della villa, già quando era consigliere nella giunta Daniel. “Per me la villa ha sempre rappresentato un buco nero per le casse Comunali. Per legge può essere perseguita l’annullabilità degli atti, soprattutto a fronte di incongruenze. Ora stiamo aspettando un parere legale per capire come comportarci. Ci vorrà del tempo – conclude – e a risposta data valuteremo il da farsi”.

 

 

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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