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Vimercate, Strada Cavallera: bruciate e distrutte le barriere che bloccano la strada

Appiccato nella notte di sabato un doppio incendio alle barriere di cantiere agli accessi della Strada della Santa.

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Un’altra secchiata di “benzina sul fuoco” sulla controversa Cascina Cavallera. Un doppio incendio è stato appiccato nella notte tra venerdì e sabato da ignoti ai danni delle barriere di plastica che delimitano il discusso tratto di strada che separa le frazioni di Oreno e Cascina Bruno.

Le fiamme si sono alzate nella notte e l’intervento dei Vigili del Fuoco è stato richiesto intorno alle 2.30. Le operazioni sono durate svariate ore e solo di mattina, con l’arrivo dei Carabinieri, intorno alle 8, l’incendio è stato definitivamente domato.

L’azione è comprensibilmente legata proprio alla scelta unilaterale del comune di Vimercate di chiudere il passaggio per sempre alla circolazione stradale, divenuta realtà il 6 maggio scorso. Come noto, la decisione di rendere il segmento da carrabile a ciclopedonale, a scapito quindi dei veicoli, ad eccezione dei trattori stradali, ha suscitato un’imponente levata di scudi da parte dei residenti di Cascina del Bruno che rientrano sotto il comune di Vimercate, esercenti compresi.

Molti coloro che hanno contestato l’allungamento dei tempi di percorrenza per raggiungere l’attigua frazione di Oreno e il centro di Vimercate, per portare i figli all’asilo, andare al lavoro, e per l’insorgere di altre problematiche.

Solo pochi giorni dopo la chiusura, i residenti hanno così inviato una lettera in Prefettura per sottoporre la questione e chiederne la riapertura, e il 20 maggio scorso a Vimercate si è tenuto un consiglio comunale straordinario chiesto dalle opposizioni di PD e Vimercate Futura, alla presenza anche delle autorità arcoresi, escluse dal dialogo sulla chiusura della strada.

Scopo dell’assemblea era trattare l’argomento e vedere di trovare una soluzione che potesse venire incontro anche ai residenti del Bruno. Ipotesi però sfumata. Chissà se questi gesti vandalici siano figli della protesta?