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Seveso, i genitori della "Toti" chiedono risposte concrete

Seveso, i genitori della “Toti” chiedono risposte concrete

7 Maggio 2019

A volte la scuola, intesa come spazio fisico, non basta. È il caso della primaria “Enrico Toti” di Seveso. Situata in via Gramsci, a Baruccana, la struttura è ormai da anni palesemente inadeguata a ospitare un numero sempre crescente di studenti, tanto che ogni settembre, pur di poter fare spazio a una nuova classe, si sacrifica un pezzo della scuola: un laboratorio o la porzione di un atrio.

Una situazione insostenibile denunciata da tempo dai genitori che hanno scelto la “Toti”, tanto che lunedì 29 aprile si sono presentati in consiglio comunale per avere risposte chiare sulle soluzioni proposte dall’amministrazione. Una decisione presa d’istinto dopo una riunione, nata dall’urgenza di sapere cosa succederà ai propri figli di qui a qualche mese.

«Non c’è più spazio – spiega Sebastiana Alonzo, rappresentante del comitato genitori -. Ci hanno detto che per il prossimo anno hanno intenzione di delocalizzare le classi quinte all’interno dell’oratorio di Baruccana, che però non è a norma per quanto riguarda la sicurezza». I genitori hanno chiesto al sindaco Luca Allievi risposte concrete, ma, se nel corso del consiglio comunale il sindaco ha cercato di smorzare i toni, non ha nemmeno dichiarato di aver trovato una soluzione definitiva. «Non c’è nulla di certo – continua Alonzo -, anche l’incontro fatto in precedenza con la commissione scuola non ha portato a nessun risultato. Ora chiederemo un incontro ufficiale al sindaco: vorremmo, tra le altre cose, che alle classi quinte fosse garantita la collocazione presso la “Toti”, magari tramite la soluzione di prefabbricati. Chiediamo risposte precise e avremo tolleranza zero soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Si tratta di scuola dell’obbligo, ed è compito del comune garantire che si svolga secondo le migliori modalità possibili».

«Il problema è nel breve termine – conferma Erica Masiero, membro del consiglio di istituto e mamma di due studenti della “Toti” -, si tratta di quattro classi quinte che non si sa dove saranno a settembre. Le famiglie temono soprattutto la dislocazione in altre sedi: preferiremmo la soluzione dei moduli container, per le classi ma anche per ricreare spazio ai laboratori che, negli anni, sono stati sacrificati». E sul lungo periodo? «Il problema della mancanza di spazio c’è da almeno 8 anni – dichiara Alonzo -. L’ex sindaco Paolo Butti aveva previsto l’ampliamento del plesso, ma non se ne è più parlato. E anche ammesso di trovare oggi i fondi per far partire il cantiere, i lavori durerebbero tra i 18 e i 24 mesi».

«La soluzione dell’ampliamento diventerebbe abbastanza lunga, stiamo lavorando per l’imminente – conferma l’assessore ai Lavori Pubblici Natale Alampi. Che però rassicura -: il 23 maggio terremo un incontro pubblico dove presenteremo tutti i progetti per la “Toti”. Non vorrei fare anticipazioni – premette -, ma posso dire che si tratta di un progetto che abbiamo in mano da giugno dell’anno scorso». La speranza è che il progetto in questione possa restituire agli studenti della “Toti” non solo gli spazi per le aule, ma anche quelli per i laboratori. «La scuola aveva un’offerta formativa di un certo tipo – ha raccontato infatti Masiero, il cui figlio maggiore frequenta la classe quinta -. Negli anni, però, i laboratori e le attività si sono persi per creare nuove classi. Oggi rimane solo il laboratorio di informatica, peraltro ampiamente utilizzato». Sarebbe un vero peccato se anche questo ultimo spazio venisse sacrificato.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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