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Pechino-Parigi a bordo di una Fiat d’epoca, via alle donazioni per il Comitato Verga

Pechino-Parigi a bordo di una Fiat d’epoca, via alle donazioni per il Comitato Verga

15 Maggio 2019

Il conto alla rovescia è ormai iniziato. Mancano poco più di due settimana alla tanto atteso, e un po’ temuta, ora X. Che scatterà il prossimo 2 giugno. Quando Enrico Paggi e Federica Mascetti, due pensionati di Varese, ex marito e moglie partiranno da Pechino alla volta di Parigi a bordo della loro Fiat 124 spider BS1 del 1971.

Una gara non competitiva di circa 13.500 km, lunga 35 giorni, che si tiene ogni tre anni. Ma soprattutto un eccezionale viaggio avventuroso che per i due lombardi, appassionati di auto storiche, ha un profondo legame con Monza (leggi l’articolo).

Perché Enrico e Federica, che nella vita hanno lavorato nel campo commerciale e finanziario, con la loro partecipazione alla Pechino-Parigi sosteranno, il Comitato Maria Letizia Verga di Monza, che da 40 anni è impegnato nella ricerca, cura e assistenza dei bambini colpiti da leucemia e linfoma.

Il progetto di raccolta fondi, che punta a raccogliere 14mila euro, uno per ogni chilometro della gara, da destinare all’acquisto di un macchinario per la mappatura genetica, è partito da pochissimi giorni sulla piattaforma web “La rete del dono”

Ma la corsa del bene, quella che in fondo conta di più, ha anche altri strumenti da utilizzare. La coppia di Varese, che amano da sempre viaggiare e collezionano anche mezzi della Seconda Guerra mondiale, infatti, faranno anche di più per la Onlus monzese.

“Abbiamo preparato delle magliette, con stampato anche il nostro numero di gara, 50, che daremo a tutti i bambini che incontreremo durante il nostro viaggio – annunciano Enrico e Federica, rispettivamente pilota e navigatore alla Pechino-Parigi – inoltre abbiamo già scritto l’introduzione al libro fotografico sulla nostra avventura, che contiamo di pubblicare ad ottobre”.

Mentre il motore della beneficenza si è già messo in moto, quello della Pechino-Parigi, gara ripresa in epoca moderna dopo l’edizione del 1907, quando arrivarono al traguardo solo 4 equipaggi e vinse il principe Scipione Borghese insieme al suo navigatore il giornalista del Corriere della Sera Luigi Barzini, sta per accendersi.

Il 2 giugno dalla Cina partiranno 105 equipaggi provenienti da tutto il mondo. Quattro saranno italiani. Per tutti l’obiettivo è di arrivare, sani e salvi, il 7 luglio a Place Vendôme a Parigi. Per farlo dovranno affrontare 10 ore al giorno di guida, con “tappe cronometrate”, da 350 km/giorno su strade sterrate e difficili, fino a 600 km/giorno su vie percorribili. E dovranno attraversare Mongolia, Siberia, Kazakistan, Russia, Finlandia, Repubbliche Baltiche, Germania, Polonia, Belgio e Francia prima di arrivare a destinazione.

“La nostra Pepa, come chiamiamo la Fiat 124 spider BS1 rossa del 1971 su cui viaggeremo, è stata preparata a dovere per la competizione ed è già a Pechino dopo un viaggio di più di un mese dall’Inghilterra – raccontano Enrico e Federica – noi partiremo il 25 maggio dall’Italia, ci fermeremo un paio di giorni a Shanghai per poi arrivare a Pechino”.

Con l’avvicinarsi inesorabile del 2 giugno la tensione dei due pensionati di Varese inevitabilmente sale. “Stiamo completando le ultime incombenze burocratiche tra vaccinazioni, visti e satellitare – affermano – continua anche la nostra preparazione fisica con massaggi e ginnastica perché sosterremo uno sforzo non indifferente”.

A pochi giorni dalla partenza (cliccando qui sarà possibile seguire gli aggiornamenti sulla gara di Enrico e Federica), la coppia lombarda di appassionati di auto storiche, per la prima volta impegnati in una prova automobilistica così impegnativa, sta vivendo naturali momenti di incertezza.

Mentre non ci sono dubbi sulla loro amicizia con Giovanni Verga, fondatore del Comitato intitolato a sua figlia, Maria Letizia, una bimba di 4 anni morta nel 1979 per colpa della leucemia.  D’altro canto il presidente della Onlus monzese ha più di un estimatore dalle parti di Varese. Non a caso il 5 maggio gli è stata consegnata la Girometta d’oro 2019, massima onorificenza varesina.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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