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Mafia e tangenti, 98 indagati tra Lombardia e Piemonte. Arresti anche in Brianza - MBNews
Attualità

Mafia e tangenti, 98 indagati tra Lombardia e Piemonte. Arresti anche in Brianza

Coinvolti politici, amministratori pubblici e imprenditori, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d'asta

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In corso in questo momento, dalle prime ore dell’alba di oggi martedì 7 maggio, un’operazione che vede coinvolti i Comandi Provinciali dei Carabinieri di Monza e Brianza e della Guardia di Finanza di Varese: 95 le persone indagate e 43 i provvedimenti cautelari eseguiti (12 in carcere, 16 agli arresti domiciliari, 3 all’obbligo di dimora e 12 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) nei confronti di esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, gravitanti tra la Lombardia e il Piemonte, ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, e finalizzata al compimento di plurimi delitti di corruzione, finanziamento illecito ai partiti politici, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazione per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abusi d’ufficio.

L’operazione, nelle province di Milano, Varese, Monza e Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti, vede coinvolti 250 militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Varese e dei Carabinieri di Monza Brianza, con il supporto dei reparti territorialmente competenti.

I provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano (D.ssa Raffaella Mascarino), su richiesta della Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia (Procuratore Aggiunto D.ssa Alessandra Dolci e i Sostituti Procuratori D.ssa Silvia Bonardi, Dott. Adriano Scudieri e Dott. Luigi Furno), all’esito di attività investigativa sviluppata dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Busto Arsizio (VA) e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Monza, che ha fatto emergere l’esistenza di due sodalizi criminali, attivi nelle province di Milano e Varese, costituiti da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, dediti alla commissione di più delitti di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici.

Tra gli arrestati ci sono il consigliere regionale Fabio Altitonante, sottosegretario all’area Expo della Regione Lombardia, il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee, e l’imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D’Alfonso.

Nell’inchiesta  c’è anche un episodio di “istigazione alla corruzione”, contestato all’ex coordinatore provinciale di Forza Italia di Varese, Gioacchino Caianiello, nei confronti del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che è parte offesa e non risulta indagato.