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'Il diritto contro i diritti': al Mapelli per parlare di leggi razziali e 'nuovi nemici'

‘Il diritto contro i diritti’: al Mapelli per parlare di leggi razziali e ‘nuovi nemici’

27 Maggio 2019

‘Il diritto contro i diritti’, le leggi razziali del 1938, il nuovo decreto sicurezza, le distorsioni mediatiche sull’immigrazione, sono i temi scottanti affrontati con i ragazzi dell’Istituto Mapelli di Monza, in occasione di un incontro promosso dalla Cisl Monza-Brianza e Lecco.

Presenti anche gli studenti che hanno affrontato il viaggio verso Auschwitz col treno della memoria. Mirco Scaccabarozzi, segretario Cisl Monza Brianza Lecco, Fabio Isman, giornalista e scrittore, Roberto Lusardi, docente di sociologia all’Università di Bergamo, e Alberto Guariso, legale dell’associazione Studio, Diritti e Lavoro, sono una squadra affiatata ed entusiasmante che ha saputo catturare l’attenzione dei giovani e non solo, per oltre 3 ore.

A dare il via alla giornata, Mirco Scaccabarozzi, che coglie l’occasione per porre l’attenzione su un fatto di cronaca accaduto in questi giorni: ‘Vorrei aprire questo incontro esprimendo tutta la nostra solidarietà per l’insegnante di Palermo che è stata sospesa con l’accusa di propaganda politica, per aver letto il Diario di Anna Frank, in classe. Nel nostro Paese abbiamo istituito una giornata della Memoria, non solo, ritengo sia giusto che i ragazzi conoscano i fatti, affinché possano farsi un’idea personale. Ci tengo inoltre a ricordare che per la nostra Costituzione chi sostiene le idee del fascismo commette un reato’.

‘Stiamo vivendo tempi cupi, arrivano segnali preoccupanti anche dal nostro territorio, il nostro impegno è quello di lottare per la tutela dei diritti, è un dovere scritto nel DNA della nostra confederazione. E’ parte integrante del nostro statuto’.

Salto nel passato: le leggi razziali

Con l’intervento di Fabio Isman, giornalista e autore del volume ‘1938. L’Italia razzista’, gli studenti del Mapelli vengono catapultati indietro di quasi un secolo, direttamente al 1938, anno in cui vennero introdotte le leggi razziali nel nostro Paese. ‘Ho condotto un’indagine in svariati archivi, tra milioni di documenti sono andato alla ricerca di ciò che era stato portato via agli ebrei. E ho scoperto che anche a quei tempi esistevano le fake news – spiega lo scrittore – io ne ho individuate tre: l’idea che la persecuzione degli ebrei in Italia sia stata leggera, la convinzione che gli italiani fossero tutti brava gente e infine che fino al 43 non fosse successo niente’.

‘Poco alla volta gli ebrei furono cancellati dal mondo, persino dagli elenchi telefonici. A loro fu impedito di fare qualsiasi cosa: non poterono più lavorare e quelli che un lavoro l’avevano furono licenziati. Non potevano nemmeno avere un hobby: non potevano pescare, andare in vacanza, ballare, cucire, persino fotografare. A loro era vietato l’ingresso nei cinema, nei bar, nei ristoranti, in pratica in ogni luogo pubblico. Ci fu poi la bonifica dei libri e delle cartine geografiche, il divieto dei matrimoni misti. Ben presto arrivò l’ordine di arrestare ogni ebreo e spedirlo nei campi di internamento. Al popolo ebreo furono sottratte ingenti ricchezze, se rivalutate al giorno d’oggi sarebbero circa 150 milioni di euro. ‘.

L’intervento dello scrittore Isman travolge i ragazzi che restano ad ascoltare in religioso silenzio.

La costruzione di un nuovo nemico

Il prof. Roberto Lusardi prende per mano gli studenti e li accompagna direttamente ai nostri tempi, lontano dalla ferita lasciata aperta da Isman. ‘Abbiamo visto come è cresciuto, poco alla volta, l’odio generalizzato verso gli ebrei. Oggi questo meccanismo è ancora più semplice, complici le nuove tecnologie, in primis i social. Ma come si costruisce un nemico nella società contemporanea? – spiega il professore – Innanzitutto è doveroso sottolineare che spesso si cerca un nemico, affinché funga da capro espiatorio per tutta una serie di altri problemi. Gli ingredienti fondamentali sono quattro: abbondanza di pregiudizi e stereotipi, la crisi economica, la disinformazione e l’utilizzo massiccio dei mezzi di comunicazione’.

Sul tabellone scorrono numeri (ufficiali), quelli dei migranti, che in Italia sono 5’144’440, ovvero l’8.5% della popolazione. Dati che contrastano con il concetto ‘di invasione’, di cui si sente spesso parlare sui media.

‘Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze’, è con questa citazione che il prof. Lusardi chiude il suo intervento.

Il Diritto è per tutti 

 

La mattinata informativa con i ragazzi del Mapelli volge al termine con l’intervento di Alberto Guariso, legale dell’associazione Studio Diritti e Lavoro, nonché membro del direttivo nazionale di Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e responsabile del servizio anti-discriminazione dell’associazione. Temi importanti e quanto mai attuali quelli affrontati, in primis il concetto di Diritto, che non può essere il diritto di alcuni a discapito dei diritti degli altri. Guariso si focalizza poi sull’immigrazione e chiarisce diversi aspetti sui flussi migratori, sui diritti dei profughi e ciò che è cambiato a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza.

La giornata organizzata dalla Cisl Monza Brianza Lecco ha avuto il merito di affrontare tematiche fondamentali per il nostro presente e il futuro dei giovani che erano lì ad ascoltare. Se il cambiamento passa attraverso la cultura, oggi è stato posto un importante tassello nel puzzle dell’Italia di domani.

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Beatrice Elerdini
Giornalista per passione e professione, mi occupo ogni giorno di cronaca nera, politica, attualità, economia e musica. Amo viaggiare, per scoprire luoghi il più possibile sperduti e puri, sono attratta dalle macerie, perché è da lì che nascono le cose migliori. Adoro scorgere la verità in fondo agli occhi delle persone, trovare le loro cicatrici, gli amori, le delusioni e i riscatti. Tutto ciò che appare, ma anche ciò che non si vede è materia preziosa da raccontare. 'Scrivo da sempre e per sempre'. Sono profondamente empatica come ogni scrittore e giornalista deve essere e la mia vita non è che un vano riflesso di quella di tutti gli altri, che nelle parole, nude e crude, scorre impetuosa su un foglio vergine. Volete conoscermi meglio? Cercatemi sul web con nome e cognome!


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