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I (primi) 50 anni del CAI Muggiò. "Abbiamo trasformato la nostra passione in solidarietà"

I (primi) 50 anni del CAI Muggiò. “Abbiamo trasformato la nostra passione in solidarietà”

15 Maggio 2019

‘Excelsior’, letteralmente ‘più in alto’, è il titolo di una famosa poesia di Henry Wadsworth Longfellow, poeta ed educatore statunitense, tra i primi letterati oltre Oceano a raggiungere la fama internazionale. Negli Stati Uniti tutti sanno che l’espressione latina è il motto dello Stato di New York, che ha fatto della propria capitale il simbolo della città proiettata verso altezze impensabili.

Non molti sanno, però, che ‘Excelsior’ è anche il motto del CAI, la più antica e vasta associazione di alpinisti ed appassionati di montagna in Italia. Organizzato in strutture territoriali e periferiche dotate di una propria autonomia, il club è diffuso in modo capillare anche sul territorio di Monza e Brianza. Abbiamo incontrato i soci del CAI Muggiò, che sabato 11 maggio hanno organizzato nel cuore di Parco Casati una giornata per presentare le prossime attività in programma.

50 anni di attività

Vicino ai pannelli illustrativi ci sono volontari temerari, speranzosi che il tempo regga nonostante i nuvoloni grigi in arrivo. Tra loro c’è anche Giovanni Radaelli, lo ‘storico’ Presidente della sezione di Muggiò.

“Organizziamo moltissime cose – esordisce – e quest’anno anche con maggior entusiasmo, considerando che stiamo per spegnere 50 candeline. Siamo autonomi solo dal 2001, ma abbiamo iniziato attivamente nel 1969, quando eravamo sottosezione del CAI Lissone. Forse le nostre attività più celebri sono quelle relative al trekking e all’alpinismo, ma vi posso assicurare che il CAI è molto di più.
E i nostri oltre 500 soci lo sanno”.

L’impegno con le giovani generazioni

“Facciamo tante attività con le scuole – prosegue il Presidente – grazie alle collaborazioni che abbiamo stretto con le scuole elementari e medie del comune di Muggiò. Penso che il cambiamento debba partire da questi luoghi: bisogna educare i ragazzi non solo ad amare la natura, ma a rispettarla. Ognuno di noi vede tutti i giorni la maleducazione delle persone: è normale pulire una strada e poi trovare qualcuno che è passato lì con la macchina e ha buttato dei sacchi della spazzatura? Per me no. L’associazionismo vuol dire anche questo: mettersi a disposizione per cambiare le cose, sia con azioni concrete, sia con il dialogo e il buon esempio.

Le lotte politiche ‘green’ dei giovani d’oggi? Le guardo con attenzione, ma mi chiedo: a cosa sarebbero pronti a rinunciare per diminuire l’impatto ambientale? Sono invece felice che a partire dal prossimo anno sarà obbligatoria l’ora di educazione civica. La trovo una cosa di buon senso. Sapete cosa aggiungerei? – dichiara sorridendo – economia domestica. C’è tanto da recuperare!”

I problemi del gruppo

Ma non è sempre tutto rose e fiori. “I problemi che il CAI vive, almeno nella nostra realtà, sono principalmente due – spiega Radaelli. Il primo è relativo al ricambio generazionale. Stiamo cercando di attivare più corsi possibili per far appassionare i ragazzi alla montagna e si sta creando un gruppetto, ma non è semplice. A questo proposito abbiamo messo in piedi anche un progetto parallelo che si chiama ‘Family CAI’ con l’obiettivo di dare spazio alle famiglie, tutte, comprese quelli con bambini o adolescenti.

Il secondo problema, anzi incubo, è la burocrazia. Siamo stufi: per offrire un bicchiere di vin brûlé non so quanti permessi ti servono. E poi ci sono le marche da bollo, i documenti da compilare, l’ASL da contattare: e tutto ciò senza avere garanzie particolari, perché basta un po’ di pioggia e l’evento salta”.

I prossimi appuntamenti

“Continueremo ad organizzare eventi per tutto l’anno – aggiunge Anna Pessina, membro del direttivo CAI Muggiò “e andranno avanti i percorsi intrapresi nei parchi comunali”.

“A breve organizzeremo una gita di una settimana in Sicilia, per scoprire da vicino le bellezze vulcanologiche dell’Etna. Mi piace citare questo viaggio, ma ci sono cose anche ‘meno impegnative’ che facciamo nei week-end o in giornate singole” – aggiunge Antonino Ragusi, referente per i progetti scolastici.

“Come vedete – dichiara in conclusione il presidente – ci teniamo impegnati. Vi invitiamo a passare in sede da noi per farvi conoscere tutti i nostri appuntamenti futuri. Siamo un gruppo che si diverte, che sa stare insieme, che ha costruito un percorso fatto di passione e complicità. Facciamo anche cultura, ci tengo a dirlo, e la decliniamo in solidarietà: non si può far finta di niente con chi è più sfortunato di noi. Il volontariato e l’associazionismo sono questo in fondo e, alla fine, se ci credi, ti ripagano sempre”.

Per conoscere i prossimi incontri e le attività del gruppo è possibile visitare il sito all’indirizzo www.caimuggio.it   oppure telefonare al numero 039.79.04.43.

La sede è in via De Amicis, 3A, Muggiò.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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