24 Agosto 2019 Segnala una notizia
Da Monza e da Seregno la solidarietà alla professoressa sospesa

Da Monza e da Seregno la solidarietà alla professoressa sospesa

21 Maggio 2019

Sospensione di 15 giorni con dimezzamento dello stipendio. Questa la punizione riservata alla prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria per “omissione di vigilanza” sulle opinioni dei suoi studenti.

Un provvedimento che a molti appare quasi una forma di censura. Per questo stamattina, nel cortile del liceo Zucchi (Monza) e al liceo Parini (Seregno), si sono riuniti molti docenti e studenti.

Allo Zucchi, al posto di spendere il proprio intervallo a svagarsi o chiacchierare, hanno ritenuto doveroso riaffermare la scuola pubblica come spazio d’incontro e confronto. Al microfono poi, alcuni docenti hanno letto gli articoli 21 e 33 della Costituzione italiana, schierandosi a favore della libertà di espressione e insegnamento.
Tra i presenti è spuntato anche un cartello: “sospendeteci tutti“, rivolto all’Ufficio Scolastico che ha preso questa decisione.

Dopo un fragoroso applauso, gli studenti sono tornati nelle proprie aule. Probabilmente con una maggiore consapevolezza critica. Di cosa non è lecito parlare in classe? Questo il quesito che rimbomba nella mente degli insegnanti italiani dopo i fatti di Palermo.

IL CASO
In occasione della Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio, gli alunni quattordicenni di Rosa Dell’Aria, docente di italiano all’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo, hanno realizzato un progetto in cui si accostava la promulgazione delle leggi razziali del 1938 ai provvedimenti del decreto Sicurezza a firma di Matteo Salvini.
Il caso era stato sollevato da una segnalazione anonima diffusa dal monzese Claudio Perconte, attivista di estrema destra e autore de Il Primato Nazionale, la testata affiliata a CasaPound, che in un tweet al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti aveva scritto: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il Reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?”
Lo stesso tweet è stato poi ripubblicato su Facebook da Lucia Borgonzoni, sottosegretaria leghista ai Beni Culturali, la quale ha affermato che la professoressa avrebbe dovuto essere interdetta a vita dall’insegnamento e cacciata con ignominia, aggiungendo di aver già contattato chi di dovere.
Poco dopo, il provvedimento dell’Ufficio scolastico ha raggiunto la professoressa Dell’Aria. Gli alunni hanno aggiunto che il confronto è scaturito da una loro riflessione fatta sul decreto Sicurezza, e sulle similitudini che hanno riscontrato tra questo e le leggi razziali, come ad esempio la violazione di alcuni diritti costituzionali. Sul caso è intervenuta perfino la Digos, che ha interrogato preside e professori.
L’APPELLO “TEACHER PRIDE”
L’iniziativa nasce a Ostia, dal Liceo Anco Marzio, e ha invitato nella mattina di oggi a questa sorta di flash mob ribattezzato Teacher Pride. Attraverso l’ashtag #iononSorveglioSveglio, l’appello ha raggiunto diversi istituti da Bologna a Palermo, ma anche Benevento, Genova, Piacenza, Venezia, Milano, Campobasso, Livorno, Grosseto, Modena.
Alle 11 infatti, le lezioni delle classi che hanno aderito si sono fermate per la lettura degli articoli 21 e 33 della Costituzione.

Articolo di Ludovico Di Muzio

 

FOTO dallo Zucchi
FOTO dal Parini
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