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Agro-industria, FLAI Cgil Mb: “Il nostro impegno su Contrattazione e servizi!” - MBNews
Economia

Agro-industria, FLAI Cgil Mb: “Il nostro impegno su Contrattazione e servizi!”

Matteo Casiraghi, segretario provinciale della categoria sindacale, rilancia in quest'intervista l'impegno in difesa dei diritti, non solo economici, dei lavoratori di questo comparto produttivo.

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Il ruolo del sindacato, in un mercato del lavoro diventato sempre più complesso, precario e frammentato, viene a volte messo in discussione e fatto oggetto di critiche e polemiche. Succede anche per il settore dell’agricoltura e dell’industria di trasformazione alimentare. Due categorie con centinaia di lavoratori anche a Monza e in Brianza. Che non sempre vedono riconosciuti i propri diritti , non solo economici.

Ecco allora che FLAI (Federazione Lavoratori Agro-Industria) Cgil Monza e Brianza, nei fatti smentendo il sentire negativo di parte dell’opinione pubblica, rilancia fortemente il proprio ruolo al fianco dei lavoratori. E si candida a sostenerli nella capacità di contrattare, rivendicare, tutelarsi e fare democrazia.

Obiettivi sicuramente di alto livello, per i quali il sindacato di via Premuda a Monza lavora costantemente tutti i giorni. Tante le azioni messe in campo in questa direzione. Come spiega in quest’intervista ad MBNews Matteo Casiraghi, Segretario Generale FLAI Cgil Monza Brianza.

Il settore dell’agro industria e della trasformazione alimentare ha un peso importante a Monza e in Brianza. Ci può indicare le caratteristiche principali?

Abbiamo molti giovani che in questi ultimi anni hanno deciso di ricostruirsi esperienze professionali nel settore artigianale (birrifici e panificazione), ma anche nel settore agricolo (apicolture, zafferano e manutenzione del verde). Centinaia di lavoratori sono anche occupati nel sistema industriale. Pensiamo alla Granarolo di Usmate Velate, la Rovagnati di Arcore Biassono Villasanta e la Star di Agrate Brianza.

In questa situazione cosa significa fare sindacato?

In realtà così diverse fare sindacato è prima di tutto un gran bisogno, che porta i lavoratori ad organizzarsi liberamente aderendo alla nostra FLAI. Lo scopo è essere in grado di agire non solo nel proprio interesse individuale, ma soprattutto per un interesse collettivo.

Le problematiche da affrontare sono sicuramente tante, ma qual è il vostro maggior impegno?

 E’ sicuramente la Contrattazione collettiva. La svolgiamo a vari livelli: nazionale, territoriale e aziendale. Serve a regolare le condizioni del lavoro e i suoi riconoscimenti economici, come la retribuzione base dei  lavoratori. Il problema vero è applicare, riconoscere ed estendere a tutti il riferimento della Contrattazione collettiva. Perché non tutti i lavoratori occupati nello stesso posto di lavoro hanno riconosciuta la stessa Contrattazione collettiva. Questo avviene per opportunità delle aziende, che puntano ad ottenere il maggior profitto.

Ci può fare alcuni esempi pratici?

 Un lavoratore dipendente agricolo deve essere pagato in base a quanto previsto da due Contratti collettivi (nazionale e provinciale Monza e Brianza), ma molti sono costretti a lavorare con la Partita IVA. Un lavoratore dipendente della panificazione deve essere pagato in base a quanto previsto da due Contratti collettivi (Nazionale e regionale lombardo). Un lavoratore dipendente della industria alimentare può essere pagato in base a quanto previsto da due Contratti collettivi (nazionale e aziendale).

Oltre alla Contrattazione collettiva, quali sono oggi le altre esigenze dei lavoratori dell’agro-industria?

 Rivolgersi al sindacato significa avere delle risposte alla soddisfazione anche di bisogni individuali. Ad esempio poter essere assistito nella compilazione della dichiarazione dei redditi e della domanda di assegno familiare o nella presentazione dell’Isee. Fare parte del sindacato significa anche sapere che se lavoro nel settore artigiano si possono avere delle provvidenze economiche a favore dei propri familiari e figli. Se invece si lavora nell’industria alimentare significa poter beneficiare di prestazioni sanitarie oppure coperture assicurative.

Nel settore agricolo capita anche piuttosto spesso che molti lavoratori solo rivolgendosi al sindacato vengano a conoscenza della Disoccupazione agricola, un diritto che si matura se si lavora almeno 102 giornate nel biennio.

 Siamo in una fase di trasformazione e ricomposizione del mondo del lavoro. Questo pone anche in Brianza una questione legata alla legalità e alla democrazia. Cosa fa la FLAI Cgil in questo senso?

Non esistono più molte grandi fabbriche manifatturiere. Ormai siamo nell’epoca “dei lavori”. La grande fabbrica è diventata il territorio. Un luogo sempre più complesso in cui muoversi per vivere e lavorare. E dove conciliare il tempo di vita con quello di lavoro significa rinunciare a dei pezzi di vita. Organizzandosi facendo sindacato per noi significa agire come sentinelle della legalità. Infatti il sistema di appalti e di frammentazione del lavoro, che ha favorito la criminalità, si è ripercosso negativamente sulla condizione dei lavoratori.

Quali sono i casi concreti più significativi nel nostro territorio di questo sistema?

Nella vertenza industriale di Panem abbiamo assistito all’arresto sia del Curatore fallimentare nominato dal Tribunale di Monza sia di un imprenditore che a suo tempo si interessò allo stabilimento per tramite del Ministero dello Sviluppo Economico. La Panem è fallita salvo poi riavviarsi grazie a nuovi imprenditori.

Negli appalti della manutenzione del verde alcune imprese, come Malacrida e Grignola, sono oggetto di indagine per comportamenti turbativi e illeciti. Centinaia di lavoratori costretti a lavoro non regolarmente retribuito o addirittura con contratto delle pulizie pur essendo giardinieri.