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A Carate si parla di meccatronica: Diego Andreis traccia l’identikit dell’operaio hi-tech - MBNews
Economia

A Carate si parla di meccatronica: Diego Andreis traccia l’identikit dell’operaio hi-tech

Nelle scuole Lombarde si insegna la Meccatronica, il progetto promosso da Assolombarda arriva negli Istituti con un insegnante d'eccezione: Diego Andreis

carate brianza l importanza di chiamarsi meccatronici

Poco gratificante, sporco, a catena di montaggio e spesso mal retribuito. Nell’immaginario collettivo, ancorato al passato, è questa l’idea che ancora si ha degli operai, le cosiddette “tute blu” del comparto metalmeccanico dell’industria italiana. Niente di più lontano dalla realtà che, invece, ci sta mettendo davanti agli occhi un cambiamento importante, un’evoluzione di questa figura professionale che, oggi più che mai, deve essere pronta ad affrontare la IV rivoluzione industriale. Ma quali sono i lavori di domani? Come si devono preparare i ragazzi? Assolombarda vuole dare una risposta a queste domande e lo fa con il progetto #ItaliaMeccatronica: una serie di incontri tenuti all’interno degli Istituti Tecnici Specializzati per raccontare proprio l’evoluzione e il valore della meccanica.

Al Leonardo da Vinci di Carate, 100 studenti a lezione di meccatronica

E’ Diego Andreis, Presidente del Gruppo Meccatronici di Assolombarda e promotore del progetto #ItaliaMeccatronica,  a parlare per primo ai ragazzi: “Il 65% delle persone che le imprese oggi cercano – spiega  – non è disponibile sul mercato, perché le competenze sono sempre più trasversali e avanzate. La scuola non è in grado di stare al passo con i tempi e i giovani cercano corsi che non li porteranno da nessuna parte: tant’è che abbiamo una disoccupazione giovanile al 35,4%”. Ma c’è un ulteriore gap da colmare: secondo Andreis, i giovani devono meglio guardarsi attorno e capire fin da subito cosa chiede il mercato, così da scegliere il percorso di studi più giusto: “è fondamentale che ognuno di voi segui la propria passione – commenta – ma dovete anche cercare, attraverso la scuola e l’università, di acquisire le competenze necessarie e che servono per poter lavorare e cambiare le cose”. Un pensiero non facile da fare proprio, soprattutto se si è dei ragazzi di sedici, diciassette e diciottenni: una fascia d’età che sì, è proiettata già nel mondo del lavoro, ma forse non ancora con il giusto pragmatismo. Per questo, la Dirigente Scolastica della Leonardo da Vinci, Mariagrazia Fornaroli è fermamente convinta che tra l’Istituto e le industrie del territorio ci deve essere un ponte: “Una delle mie preoccupazioni è proprio quella di suggerire ai nostri docenti di tenere i piedi anche fuori – spiega Fornaroli – perché l’autoreferenzialità è sempre un limite”.

Ma che cos’è la meccatronica? Uno sguardo al futuro

La meccatronica studia il modo di far interagire tre sottodiscipline – la meccanica, l’elettronica e l’informatica – al fine di automatizzare i sistemi di produzione ed è oggi una delle discipline più richieste dalle imprese. Non solo, nei prossimi due anni la connessione non riguarderà più soltanto gli strumenti più complessi e di grandi dimensioni, ma anche i componenti più piccoli e meno elaborati.

Nel 2020 – spiega Andreis – avremo 26 miliardi di oggetti connessi: non parliamo più soltanto della lavatrice o del frigorifero, ma sempre più di oggetti che stanno all’interno della catena industriale, non solo la macchina del caffè ma addirittura le componenti che costituiscono la macchina stessa. Il mondo sta diventando digitale: quarta rivoluzione industriale è un tema ancora più ampio della semplice informatizzazione della fabbrica. La connessione porta maggiore velocità, multidimensionalità, interconnessione, democratizzazione e soprattutto un nuovo capitale umano, con la persona che torna al centro del mondo molto più che in passato”. E i numeri confermano quanto la meccanica sia il pilastro fondamentale per l’Italia: 1,5 milioni di addetti, vale il 48,1% dell’export italiano e l’attivo dell’interscambio è di 52 miliardi. Produce il 47% del valore aggiunto del manifatturiero e l’80% della produzione viene effettuata ad alta e medio-alta tecnologia. In Lombardia ci sono 34mila imprese, che danno lavoro a 432 mila addetti, per un controvalore del 30.

“Voi potete fare la differenza – conclude Diego Andreis rivolgendosi ai ragazzi – nelle vostre mani avete già uno strumento importantissimo per cambiare le cose, il vostro smartphone: qui dentro c’è tutto. Dovete solo imparare ad usarlo al meglio.”