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Da detenuti ad imprenditori: A Monza prende il via il protocollo per il reinserimento sociale

Da detenuti ad imprenditori: A Monza prende il via il protocollo per il reinserimento sociale

4 Aprile 2019

Dare una seconda possibilità, guardando al lavoro come ad uno strumento fondamentale per il reinserimento sociale. Questo è l’obiettivo che ha mosso associazioni di categoria e istituzioni, nell’avviare un progetto formativo dedicato all’imprenditorialità e rivolto agli ex detenuti.

Il nostro intento è quello di avvicinare il pianeta del carcere al mondo del lavoro, che toglie dall’ozio e dà dignità“. Lo aveva spiegato la direttrice del carcere di Monza, Maria Pitaniello lo scorso 15 maggio durante la firma del protocollo di intesa, il primo a livello nazionale, per il reinserimento lavorativo di ex detenuti. Ed è sull’onda di questo protocollo, che proprio ieri, mercoledì 4 aprile, all’interno della sede dell’Ordine dei Commercialisti di Monza ha preso avvio il corso di orientamento all’autoimprenditorialità.

Si tratta di un progetto che asseconda la vocazione degli ex detenuti presi in considerazione. Quella di voler fare qualcosa di proprio nella vita, sfruttando delle specifiche capacità. Ma, soprattutto, vuole essere un modo concreto per allontanarli dall’illegalità. A spiegarlo è stato proprio  Giuseppe Airò, presidente della sezione dibattimento penale del tribunale di Monza. Il magistrato ha posto l’accento sulla necessità di far intravedere agli ex detenuti che un’altra strada esiste. “Un modo concreto – ha spiegato – per combattere la recidiva. Del resto – chiarisce Airò – se non hanno un aggancio con la vita vera, sono portati a delinquere ancora”. E in questo caso la statistica fa da testimone. Il livello di recidiva di chi lavora scende ad un 19% circa. Quello di chi non lavora, invece, sale al 70%.

Responsabilizzare, quindi, diventa la parola d’ordine. E c’è chi vuol fare il parrucchiere e chi l’artigiano. C’è, in sostanza, chi ha voglia di rimettersi in gioco ed avere una seconda possibilità. “Aiutati che il ciel ti aiuta”, dice il detto, ma in questo caso, senza un aiuto che viene dall’alto, i buoni propositi sarebbero rimasti tali. “Investire nella risocializzazione di queste persone – sottolinea Airò – ha un ritorno in termini di sicurezza collettiva”. Ed è qui che subentrano le associazioni di categoria. Da Assolombarda ad Apa Confartigianato, passando per Unicredit che, come ha raccontato Massimo Giannotti, ha fornito micro crediti a persone non bancabili.

Il corso è rivolto ad un gruppo di 15 persone, tutti in affidamento o in regime di messa alla prova. Mentre il corso, si ricorda, è strutturato all’interno della sede dell’Ordine dei Commercialisti. Prevede sette incontri per un totale di 14 ore, ogni mercoledì dalle 16 alle 18. Due ore tonde tonde durante le quali si avvicenderanno in cattedra diversi esperti. Quelli di Assolombarda, per quanto riguarda l’idea di impresa. Gli esperti dell’Ordine dei Commercialisti per i moduli di fiscalità e finanza, ed esperti di Unicredit per per i moduli di competenze bancarie e finanziamenti all’imprenditoria. Ultimi, ma non ultimi, gli esperti di Apa Confartigianato, per i moduli di marketing e comunicazione.

Una formazione a tutto tondo, insomma, che vuole promuovere una vocazione verso competenze ben specifiche.

“In un contesto economico come quello attuale – ha commentato Fabio Colombo, vicedirettore del presidio territoriale di Assolombarda – è importante stimolare l’imprenditorialità e supportare percorsi formativi che abbiano al centro la crescita delle parti più fragili della società”. Dello stesso avviso è stato Federico Ratti, presidente dell’Ordine dei Commercialisti, che ha sottolineato l’importanza del percorso formativo. “Questo progetto – ha spiegato – va nella direzione voluta dal protocollo e siamo lieti che questo corso sia svolto presso la nostra sede, che ospita iniziative rivolte al mondo economico e sociale”.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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