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Ecco una sfida a colpi di conoscenza per grandi e piccini, arriva il GiocaMonza

Ecco una sfida a colpi di conoscenza per grandi e piccini, arriva il GiocaMonza

5 Aprile 2019

Se le tante storie personali di ognuno di noi cominciano dalla Storia collettiva in cui siamo tutti immersi e con essa, inevitabilmente, si intrecciano, ecco qualcosa che può essere ben più di un passatempo o di un divertimento.

Da Piazza San Paolo all’Arengario, da piazza Duomo al Ponte di San Gerardino. Fino alla Cappella Espiatoria e a Piazza Citterio, meglio conosciuta come Re da Sass. Luoghi, personaggi e, appunto, storie che GiocaMonza racconterà, in un modo particolare, nel cuore della città di Teodolinda. Per tutto il mese di Aprile. Con ben 6 appuntamenti.

Se sapete dove scorreva la vecchia Roggia Pelucca o cosa si nasconde dietro alcune delle piazze e vie di Monza, potete anche sperare di vincere a questo gioco itinerante. Se, invece, siete semplicemente curiosi di imparare cose sconosciute, allora avrete un motivo in più per partecipare a questa iniziativa gratuita organizzata da Centro Ecostudi, in collaborazione con il Comitato per il Parco di Monza, la neonata associazione Monza Reale (leggi l’articolo) e con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monza.

“I concorrenti saranno divisi in squadre e dovranno rispondere ad una serie di una decina di domande sulla nostra città, cercare dettagli più o meno nascosti, raccogliere notizie, magari interpellando i passanti” spiega Matteo Barattieri (nella foto in apertura mentre accompagna un gruppo al Parco), uno degli ideatori di GiocaMonza, impegnato da anni nel settore della didattica e della divulgazione.

“Domanda e risposta sul luogo in cui avviene il gioco e sui suoi dintorni – continua – vince la squadra che per prima riesce a superare tutte le prove. Al termine di ogni puntata, una panoramica sulle tante tematiche affrontate, in una sorta di visita guidata sui generis”.

Il primo appuntamento di GiocaMonza, che si svolgerà alle ore 15, ma in un paio di occasioni avrà come scenario il capoluogo della Brianza nelle ore serali, non sarà a Piazza San Paolo domenica 7 aprile, data annullata per cause di forza maggiore. Ma quella di venerdì 12 al ponte di San Gerardino. L’idea comunque nasce da molto più lontano.

“Da anni ho spesso a che fare, nei diversi ambiti dedicati alla didattica in cui lavoro, con scolaresche e gruppi – afferma Barattieri – faccio spesso questo tipo di attività ludica e piace molto perché permette di conoscere in maniera divertente il presente e il passato di un territorio o una città che, magari, si visita per la prima volta. E, così, io e alcuni amici abbiamo deciso di organizzare ufficialmente il GiocaMonza”.

Alla possibile curiosità suscitata in chi ascolta e partecipa si accompagnano spesso aneddoti che da soli valgono un racconto a parte. “Ero a Trieste come accompagnatore di un gruppo e alcuni dei presenti hanno coinvolto un signore anziano del posto – ricorda l’ideatore di GiocaMonza – quest’uomo ci ha dedicato 15 minuti del suo tempo parlandoci di particolari e storie che difficilmente avremmo trovato sui libri di storia e sulle guide turistiche”.

A volte, poi, la competizione diventa davvero agonistica. E coinvolge i grandi ancora più che i bambini. “Eravamo a Brunico in una piazza vicino all’Ufficio di informazioni turistiche – continua – qualche padre di famiglia, che partecipava al gioco, è corso nell’Ufficio per raccogliere elementi utili per rispondere alle domande e impediva l’accesso agli altri”.

Il mese di Aprile sarà anche un test per valutare l’interesse dei cittadini del capoluogo della Brianza e non solo per GiocaMonza. “Vedremo quale riscontro ci sarà – spiega Barattieri – se dovesse essere positivo, si potrebbe anche pensare di organizzarlo in luoghi, come il Parco, logisticamente più impegnativi, prevedere premi o, addirittura,  fare un vero e proprio campionato con le stesse squadre che si sfidano nel corso dei mesi”.

Insomma la strada è avviata e il seme della conoscenza sta per essere gettato. Nei prossimi giorni starà alle persone dimostrare se hanno voglia di raccogliere questa piccola, grande, sfida.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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