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Legata con i cavi elettrici, presa a pugni e bottigliate per ore dal fidanzato

Legata con i cavi elettrici, presa a pugni e bottigliate per ore dal fidanzato

11 Marzo 2019

Chiusa in casa, presa a calci e pugni, costretta a toccare cavi elettrici scoperti, poi legata e percossa su tutto il corpo con una bottiglia per ore.

Drammatico l’episodio di violenza a cui una donna residente a Triuggio è stata sottoposta nella notte tra sabato 9 e domenica 10 marzo. Aguzzino il suo compagno, da tempo aggressivo e persecutorio, dalla cui cattiveria la donna è riuscita a salvarsi per miracolo, recandosi da sola in ospedale, da dove è partita la segnalazione al personale della Polizia di Stato.

I poliziotti sono intervenuti presso l’Ospedale San Gerardo di Monza nel pomeriggio di domenica 10 marzo. La donna, con il volto gonfio e tumefatto, lividi su tutto il corpo e vistosi segni attorno al collo ha riferito di essere stata aggredita nella notte dal compagno, identificato in M.M., 35enne di origine egiziana, con precedenti per lesioni, tentata estorsione e guida in stata di ebrezza.

Nella serata precedente l’uomo le aveva fatto una sortita all’uscita del posto di lavoro, sperando di coglierla in atteggiamenti affettuosi con altri uomini ed avere così la prova di un suo tradimento, di cui la accusava da tempo e da lei sempre negato. I due si sono poi recati presso l’abitazione di Triuggio della donna, dove l’uomo ha dato di matto.

Dopo gli insulti e le botte, l’ha costretta a toccare gli estremi di un cavo elettrico scoperto, facendo saltare il salvavita. Poi, riconnesso quest’ultimo, le ha attorcigliato il cavo elettrico al collo e ha iniziato a percuoterla su tutto il corpo con una bottiglia. Solo alle 5 del mattino, la donna è riuscita a calmarlo, liberandosi e riuscendo a raggiungere  l’ospedale: 22 i giorni di prognosi.

Davanti agli agenti, la donna ha così raccontato del suo calvario, riferendo che da circa un mese il fidanzato era diventato aggressivo e persecutorio, accusandola insistentemente  di tradirlo con altri uomini. Ha raccontato poi di numerosi episodi di violenza, due in particolare in cui l’uomo l’ha presa a pugni, gomitate sul volto e calci. In nessun caso la donna aveva denunciato, terrorizzata da possibili ritorsioni.

 

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Eleonora D'Errico
Giornalista professionista, appassionata di scrittura, lettura e parole. Per me la vita è riassumibile in alcuni concetti basilari: posti da vedere, persone da conoscere, vite da scoprire e storie da raccontare. Amo la natura, le mie due gatte, le cose semplici e il profumo delle pagine dei libri vecchi. Sono una sognatrice e un’idealista, credo fermamente nel potere del giornalismo costruttivo e nella forza delle parole.


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