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Rivoluzione digitale, al Collegio Guastalla di Monza l’arte è anche virtuale

Rivoluzione digitale, al Collegio Guastalla di Monza l’arte è anche virtuale

1 Marzo 2019

L’arte, la cultura, la storia, considerate a volte noiose, possono diventare molto moderne e interessanti. Perfino avvincenti. Anche per i giovani e i bambini. Basta usare nel modo giusto i numerosi canali e strumenti digitali oggi a disposizione e avere anche il coraggio di percorrere strade sperimentali. Come ha scelto di fare il Collegio della Guastalla di Monza. Che per aprirsi al territorio e rendere attuale la sua lunga storia, iniziata a Milano nel 1557 e poi a Monza, nell’attuale viale Lombardia, dal 1938, ha presentato tre novità in un colpo solo.

Un nuovo sito web, che raccoglie e propone, in una sorta di mostra virtuale, una raccolta del ricchissimo patrimonio artistico, storico e architettonico del Guastalla. La guida “Una scuola di cinquecento anni tra arte e cultura”, la prima dedicata al Collegio della Guastalla. E, non ultimo in ordine di importanza, il BAMM (Bambini al Museo a Monza), nuovo museo per bambini.

Le iniziative sono state realizzate grazie all’intervento di un numero notevole di interlocutori. Dal Centro di Ricerca per l’Educazione attraverso l’Arte (C.R.E.A.) dell’Università Cattolica di Milano, diretto dalla professoressa Cecilia De Carli, che si è occupato della nuova galleria virtuale online, nell’ambito di un più ampio progetto di valorizzazione del Guastalla, avviato nel 2017 con il contributo della Fondazione Cariplo, a Creando, società che ha progettato e sviluppato il sito web.

Passando per i consulenti, tra i quali Marco Speciale, le insegnanti e gli alunni, che hanno avuto un ruolo importante. Senza dimenticare il patrocinio dell’assessorato all’Istruzione del Comune di Monza, guidato da Pier Franco Maffè. Come spiega ad MBNews Francesco Valenti, il Rettore dello storico Collegio, istituto paritario che copre tutto il ciclo scolastico. Dal nido alla scuola superiore, con i due indirizzi del Liceo Scientifico e del Liceo Economico Sociale.

LA COLLEZIONE ON LINE

Studiare e catalogare il patrimonio di opere d’arte in possesso del Collegio della Guastalla, che nella sua sede di Monza, la tardo settecentesca Villa Barbò Pallavicini, con il suo parco di circa 20mila mq, ha ospitato oltre 35mila studenti dal 1938 ad oggi, è stato il primo passo. Un impegno non indifferente se si pensa che stiamo parlando di circa 500 tra preziosi dipinti, suppellettili, strumenti scientifici, a cui aggiungere documenti d’archivio risalenti anche al XVI secolo.

La prima fase di studio ha permesso poi la selezione di una ventina di opere, da inserire e presentare nel nuovo sito web e anche nella guida, che è cartacea, ma disponibile anche in formato e-book e scaricabile gratuitamente dal sito dell’istituto monzese. Ci sono, tra le altre opere d’arte, “La Crocifissione” recentemente attribuita a Carlo Donelli detto il Vimercati e la “Sacra famiglia con Sant’Anna e San Giovannino” della scuola di Bernardino Luini.

“La Guastalla può essere definita una scuola-museo che educa sin da piccoli alla bellezza, all’ordine e alla misura – spiega Grazia Massone, curatrice del progetto  e membro del Comitato scientifico di CREA – siamo entusiasti dall’idea alla base di quanto realizzato e crediamo che le forme comunicative utilizzate possano suscitare interesse in un pubblico ampio. Un segnale in questa direzione – continua – può essere considerato anche l’annuncio che il prossimo 15 marzo la Panini darà vita alla prima raccolta di figurine dedicate all’arte”.

Dal punto di vista tecnico e visuale il nuovo sito è concepito come una Galleria virtuale che permette di accedere alle opere non soltanto con contenuti tradotti anche in inglese. Ma anche di “passeggiare” nel sito scegliendo il proprio percorso ideale, seguendo le orme della Contessa Ludovica Torelli, fondatrice del Collegio, o navigando nella cronologia, oppure seguendo il tema che maggiormente interessa il visitatore.

“Attraverso dei filtri sono state create delle possibilità narrative e una trasversalità dei contenuti – spiega Sarah Dominique Orlandi, project manager di Creando-Idee e strategie per la cultura – inoltre, con le tecnologie più aggiornate, un vero unicum in Italia in siti di questo genere, le opere sono scomponibili secondo una lettura cromatica, l’analisi della struttura interna della composizione o, ancora, guardando l’opera nella versione in bianco e nero, che permette di scoprire la luce interna al quadro”.

IL BAMM

Costruire un percorso duraturo di apertura al territorio e educazione alla conoscenza di un patrimonio artistico-culturale non poteva prescindere dai più piccoli. E, così, a completamento del progetto, ecco il BAMM (Bambini al Museo a Monza). Che, nel caso del Collegio della Guastalla, è qualcosa di più e di diverso da un museo per bambini.

“Si tratta di dare la possibilità ai bambini e ai ragazzi, alle scuole e alle famiglie di imparare un metodo per guardare l’arte, l’architettura e il Parco di questo istituto – afferma Massone – ecco perché cominceremo a dare l’opportunità di un incontro diretto e ravvicinato con le opere della Collezione”.

In questa direzione l’obiettivo è di partire a tutti gli effetti con il prossimo anno scolastico. Ma, intanto, è terminata la sperimentazione dei percorsi e delle attività, che ha visto impegnati gli studenti di alcune classi campione di ogni ordine di scuola del Collegio della Guastalla.

“Una delle iniziative, in particolare, è stata incentrata sul quadro “Ritratto di bambina” – racconta la curatrice del progetto  e membro del Comitato scientifico di CREA – con i bambini delle quinte abbiamo disegnato ed analizzato dei particolari del quadro, ricostruito degli oggetti, come il vestito della protagonista”.

Gli studenti del Master in Servizi educativi del Patrimonio artistico, dei Musei storici e di Arti visive dell’Università Cattolica di Milano hanno condotto il laboratorio annuale di progettazione realizzando alcuni percorsi sperimentali.

Il percorso intrapreso dallo storico istituto paritario monzese ha, dunque, una direzione precisa. C’è un chiaro punto di partenza. Ma non si sa ancora dove possa arrivare. Anche perché il patrimonio attualmente a disposizione nella galleria virtuale è una piccola parte di un complesso ampio e, in parte inesplorato, di opere.

“Ci interessa valorizzare il legame tra cultura e bellezza perché, come diceva San Benedetto, dove le persone vivono insieme, deve regnare la bellezza – afferma il Rettore Valenti – vogliamo fornire al pubblico esterno dei percorsi che potranno anche essere concordati”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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