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Muggiò: alla Toncar dopo gli scontri il sindacato annuncia un nuovo presidio

Muggiò: alla Toncar dopo gli scontri il sindacato annuncia un nuovo presidio

6 Marzo 2019

Non si ferma la protesta davanti ai cancelli della Toncar di Muggiò. Dopo gli scontri violenti avvenuti negli ultimi giorni, gli ex dipendenti della storica azienda di figurine non arretrano e annunciano un concentramento per la giornata di venerdì 8 marzo.
A fianco dei manifestanti il Sindacato S.I. Cobas, che difende i lavoratori, in una nota dichiara: “La Toncar ha licenziato 80 operai violando ogni procedura e legge prevista dalla contrattazione nazionale”.

Da un giorno all’altro – raccontano i manifestanti – ci siamo ritrovati senza lavoro per via della chiusura della Cooperativa che ci aveva assunto. Quello che chiediamo è di essere reintegrati con contratti di lavoro nazionale. Siamo tutti della zona:il nostro mestiere lo sappiamo fare e abbiamo famiglie da mantenere”.

La protesta continua

Pur in forme diverse la vicenda Toncar è aperta da diversi anni, tre precisamente, raccontano i manifestanti e le forze dell’ordine. La situazione è esplosa però dopo il licenziamento in massa di circa 80 operai, quasi tutti stranieri, assunti tramite la Cooperativa One Job, poi chiusa e sostituita con una Srl.
“Quello che non accettiamo – racconta un manifestante – è di essere stati licenziati così dopo anni di lavoro. Gli accordi presi in prefettura non sono stati rispettati e per questo continuiamo lo sciopero, perché i nostri diritti non sono in vendita”.
Il gruppo si è diviso però e, ad oggi, sono comunque 43 i lavoratori che protestano contro le politiche di assunzione dell’azienda. “Hanno spaccato il gruppo – continuano – una ventina di loro sono tornati al lavoro con un contratto diverso pur di lavorare. Noi non siamo d’accordo”.

I licenziamenti su What’s App

Gli ex lavoratori denunciano anche il metodo con cui l’azienda ha agito, raccontando di aver ricevuto messaggi su What’s App dal datore di lavoro. ‘Siamo in chiusura della produzione, domani non venire al lavoro. Grazie’, recita uno.,
“Mi è stato chiesto anche di recarmi a Biassono – ci racconta un operaio – per discutere di una proposta di lavoro, ma quel giorno ero all’ospedale e non potevo andare. Mi è stato risposto che la proposta c’era, se non fossi riuscito a venire la responsabilità sarebbe stata mia, che in fondo ero stato avvisato. Ho l’impressione che non vogliano operai difesi da una sigla sindacale, io però non esco dal sindacato”.

Il presidio dell’8 marzo

Annunciato dal sindacato S.I. Cobas un concentramento davanti ai cancelli di via Sondrio 3. La data scelta per la manifestazione è quella dell’8 marzo, simbolo delle lotte per la parità di genere.
“L’8 marzo – recita il volantino appeso davanti all’azienda –  cade mentre sono aperte lotte importanti di fabbriche con forte presenza femminile: Italpizza a Modena e Tenor a Muggiò (Monza). Alla Toncar lavoratori e lavoratrici lottano contro il licenziamento di tutti i sindacalizzati e l’assunzione al loro posto di lavoratori a 6 mesi, messi a lavorare su turni di 12 ore al giorno, sabato e domeniche inclusi. Ai “vecchi” lavoratori come condizione per lavorare hanno chiesto la disdetta dal SI Cobas (colpevole di aver chiesto il rispetto del contratto nazionale)”.

Adesso manca solo il commento dell’azienda, che abbiamo provato a contattare ma senza successo. Molte le domande e chiarimenti che sarebbe necessario avere.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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