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Monza, fine settimana al Binario 7: ecco la programmazione

Monza, fine settimana al Binario 7: ecco la programmazione

18 Marzo 2019

Doppio appuntamento questo fine settimana al Teatro Binario 7 Monza. Venerdì 22 marzo alle 21.00 per la stagione “L’altro Binario” in scena lo spettacolo vietato ai minori di 18 anni “Amore ricucito”.

Mentre sabato 23 alle 21.00 e domenica 24 alle 16.00 per la stagione “Teatro + Tempo Presente” sarà la volta dello spettacolo “Ombretta Calco”: protagonista Milvia Marigliano l’attrice che ha interpretato la madre di Stefano Cucchi, Rita Calore, nel film “Sulla mia pelle”.

AMORE RICUCITO

Uno spettacolo crudo, scabroso e violento tratto dal testo “Stitching” del controverso drammaturgo e regista scozzese Anthony Neilson, esponente della corrente teatrale “in-yer- face-theatre”, nata in Gran Bretagna nel corso degli anni ‘90 e caratterizzata dalla trattazione di temi scioccanti e scandalosi, spesso legati alla sessualità e alla violenza.

Comune negli autori che si rifanno a questo genere teatrale il desiderio di provocare nel pubblico un forte senso di disagio e timore, soprattutto perché le tematiche affrontate hanno la facoltà di urtare la sensibilità dei singoli. Proprio in considerazione della violenza verbale e dei contenuti espliciti la compagnia ha scelto di sconsigliare la visione dello spettacolo al pubblico di età inferiore ai 18 anni.

Sul palco Mirko D’Urso ed Ylenia Santo interpretano una coppia che tenta con ogni mezzo di trasformare la propria morbosa storia d’amore nel legame stabile di una famiglia. “Amore ricucito” tratta in modo diretto e senza filtri il tema della violenza domestica, delle vessazioni psicologiche e del dolore che impedisce di ricucire, dunque guarire, un amore malato.

Note di regia – Gaddo Bagnoli
Un testo scioccante questo di Anthony Neilson in cui una donna e un uomo intrecciano idiosincrasie e speranze in un partita a due giocata sulla violenza verbale, su ricatti psicologici e su improbabili giochi erotici. Un percorso che va a scavare nelle parti più segrete dei nostri cuori, laddove non entriamo mai per paura di ciò che potremmo trovarci. Uno dei temi principali che viene così sviluppato è proprio questa maledetta paura di vivere e di accettare il nostro destino senza domandarsi se ce ne poteva essere uno migliore. La vicenda si sviluppa grazie alla concatenazione di momenti temporali che si alternano. C’è un prima e c’è un dopo. E di mezzo c’è la nascita di un figlio.  Un meccanismo che può far soccombere lo spettatore di fronte alla potente morbosità viscerale di questo lavoro, ma che può anche permettergli di confrontarsi con il proprio egoismo e con la quantità e la qualità di amore che è disposto a dare e a ricevere dagli altri. Questo conflitto continuo legato all’affettività nei riguardi di chi amiamo (figli, compagni di vita, genitori) qui si incontra e si scontra con le radici stesse della nostra umanità. Tra le parole e le azioni disperate dei due protagonisti, si percepisce un urlo interiore senza suono, che denuncia la nostra attuale e devastante solitudine. Un testo crudo, violento, ma di una profondità immensa.


AMORE RICUCITO
di Anthony Neilson
con Mirko D’Urso, Ylenia Santo
regia Gaddo Bagnoli
assistente alla regia Eleni Marangakis
produzione Compagnia Officina Teatro

Data spettacolo: venerdì 22 marzo alle 21.00 (sala Picasso)
spettacolo vietato ai minori di 18 anni

Biglietti: intero € 15 | ridotto € 12 | allievi Scuola di teatro Binario 7 € 10

OMBRETTA CALCO

Chi è Ombretta Calco? Perché si è seduta su una panchina in una giornata torrida di luglio, a pochi passi dal portone di casa sua? Perché deve ripercorrere gli eventi sensibili della sua vita scavando ossessivamente nei ricordi? E perché deve ingaggiare, sotto il sole cocente, un duello con se stessa come se fosse una resa dei conti?

Note di regia – Peppino Mazzotta
Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Riemergono dalla sua anima dettagli, accenti, colori, che riempiono i vuoti e danno nuova luce al quadro complessivo di una vita vissuta con sincera ingenuità, senza risparmi. Fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze, slanci incoscienti verso un futuro che sarà sicuramente migliore, desideri legittimi di una vita normale, inclusa in affetti confortanti e routines rassicuranti. Alla fine del viaggio, come premio per questa ricostruzione meticolosa, buffa e straziante, c’è la risposta o la felicità. Una felicità non eclatante. Una felicità tragica, semplice, minima, discreta e necessaria.

Note dell’autore – Sergio Pierattini
L’estate scorsa trascorsi parte del mese di luglio a Milano. Un giorno mi trovai a passare per piazza Maciachini, diretto a casa di un’amica che abita lì vicino. Erano passate da poco le tredici, e la giornata era torrida. Notai una donna seduta, immobile sopra una panchina. Quando fui a pochi metri da lei rimasi colpito dal colorito pallido del suo viso e dalla posizione del capo, immobile e leggermente reclinato all’indietro. Pensai che stesse dormendo ma avvicinandomi alla panchina notai che aveva gli occhi aperti e che respirava faticosamente. “Si sente bene signora?” le chiesi. Lei voltò lo sguardo verso di me e rispose sorridendo: “Sì, grazie, sto bene, solo un po’ di caldo”. Mi sentii di aggiungere: “Abita qui vicino? Posso accompagnarla se ha bisogno”. “Mi passa… è solo il caldo. Mi è già passato, non si preoccupi”. La salutai e proseguii la mia strada. Un’ora dopo ripassando per la piazza, notai un’ambulanza nei pressi della panchina dove poco prima avevo visto la donna. Mi avvicinai. In quel momento l’ambulanza ripartì a sirene spente. Chiesi a un passante cosa fosse successo. Mi rispose che una donna era stata trovata morta sopra una panchina. Il ricordo di quell’incontro, il senso di colpa di non aver fatto qualcosa che avrebbe potuto salvare la vita a quella donna, resero amari i giorni seguenti. Tornai a Roma ma ci volle molto tempo per dimenticare quell’episodio. Quest’anno, a maggio sono tornato a Milano. Una sera accetto l’invito a cena dell’amica che abita vicino a piazza Maciachini. Manca poco alle otto. Ripasso da quella piazza. Seduta su quella stessa panchina vedo una donna. Mi avvicino: è immobile e il capo è leggermente reclinato all’indietro. È lei. La saluto, sorpreso. Lei alza la testa, mi sorride, ricambia il saluto. Il giorno dopo ho cominciato a scrivere Ombretta Calco.

OMBRETTA CALCO
di Sergio Pierattini
con Milvia Marigliano
regia Peppino Mazzotta
scene Roberto Crea
costumi Rita Zangari
disegno luci Paolo Carbone
produzione Rossosimona

Date spettacolo: sabato 23 marzo alle 21 e domenica 24 marzo alle 16 (sala Chaplin)
Biglietti: intero € 18 | Carta Più Feltrinelli € 15 | ridotto € 12 | allievi Scuola di teatro Binario 7 € 10 | under 18 € 6

Per informazioni e prenotazioni: Teatro Binario 7, Via Filippo Turati 8, Monza
Tel. 039 2027002 | biglietteria@binario7.org

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Fonte Esterna
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