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Il Comitato Maria Letizia Verga compie 40 anni: “La lotta alla malattia non si ferma”

Il Comitato Maria Letizia Verga compie 40 anni: “La lotta alla malattia non si ferma”

21 Marzo 2019

Quaranta anni. E sarebbero già tanti. Ma sono perfino pochi se messi a confronto con 2000. Che è il numero di bambini guariti dalla leucemia dal 1979 ad oggi, grazie all’attività del Comitato Maria Letizia Verga. La Onlus monzese,  capace di mettere insieme medici, ricercatori, operatori sanitari, genitori, volontari e sostenitori in una sorta di famiglia molto allargata, ha festeggiato i suoi quaranta anni in una serata al Giardino dei Pensieri di Laura presso l’azienda Geico Taikisha di Cinisello Balsamo.

Ma soprattutto ha celebrato tutto quello che il Comitato, profondamente collegato all’Ospedale S. Gerardo, è riuscito a realizzare nella ricerca, cura e assistenza contro la leucemia del bambino. Una malattia che nel 1979, quando è morta la bimba di 4 anni a cui è dedicata questa realtà ormai consolidata e cresciuta negli anni, uccideva i bambini colpiti nel 75% dei casi.

E, forse, al di là della commozione e dell’entusiasmo per il traguardo dei 40 anni, il numero che racconta meglio di tutti quanto sia successo nelle ultime quattro decadi è questo: oggi l’85% dei bambini malati di leucemia guarisce.

Un miglioramento esponenziale che ha origine dalla ferrea volontà e determinazione di un papà, Giovanni Verga, colpito da un lutto terribile. La tragica morte della figlia lo spinge nel 1979, con un gruppo di genitori, ad impegnarsi totalmente perché sempre meno bambini possano essere vinti dalla leucemia. Quel papà, che nel 2019, proprio nel giorno di San Giuseppe, può festeggiare i 40 anni del Comitato da lui fondato, ha trasformato un sogno in una incredibile realtà. Passo dopo passo.

Le tappe principali di questo percorso sono scolpite nella memoria e sui volti di chi ha voluto crederci sin dall’inizio. Come i dottori Giuseppe Masera e Momcilo Jankovic, che nella serata alla Geico Taikisha, condotta da Rudy Zerbi, personaggio televisivo noto soprattutto per le sue partecipazioni al programma “Italia’s Got Talent”, salgono sul palco insieme ad altri medici del Centro Maria Letizia Verga e ad alcuni ex pazienti.

Come dimenticare, allora, che nel 1982 la sede del reparto di Ematologia pediatrica si sposta dalla Clinica De Marchi di Milano all’Ospedale San Gerardo di Monza. Dove nasce una nuova Clinica pediatrica, quella dell’Università Milano-Bicocca e un nuovo Centro di Ematologia pediatrica. Ma soprattutto comincia a prendere forma connubio sperimentale  tra pubblico e privato sociale, unico in Italia.

Nel 1993 inizia la sua attività il nuovo Day Hospital. L’anno dopo viene costituita la Fondazione “Matilde Tettamanti Menotti De Marchi”, diventata ormai un’eccellenza italiana nel campo della ricerca contro la leucemia del bambino, perfettamente integrata con una struttura di cura.

Poi ancora nel 1999 la Cascina Vallera, di fronte all’ospedale San Gerardo, diventa un residence di 3 piani e 16 alloggi per ospitare i piccoli malati e le loro famiglie. Quello stesso anno si inaugura a Monza il Centro Trapianti di midollo osseo, che oggi, con 800 trapianti, rappresenta il 10% di tutta l’attività trapiantologica in Italia.

E, così, si va avanti fino al 2002, quando viene creato il Laboratorio di Terapia Cellulare “Stefano Verri”, autorizzato alla produzione di farmaci sperimentali. Dieci anni fa, nel 2009, nasce la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM), con soci fondatori il Comitato Maria Letizia Verga, la Fondazione Tettamanti e l’Ospedale San Gerardo. Oggi gestisce direttamente i reparti di ostetricia, neonatologia, pediatria ed ematologia pediatrica del principale nosocomio di Monza.

Quindi si arriva al 2015, anno davvero cruciale per la Onlus che combatte la leucemia infantile. Viene inaugurato il Centro Maria Letizia Verga. Che in un edificio di quattro piani unisce in un sistema integrato tutto quello che serve per la ricerca, la cura e l’assistenza ai malati e alle loro famiglie.

Un luogo dove hanno la loro casa i progetti più innovativi in questo campo sanitario. Dalla medicina di precisione, che consente di definire una terapia personalizzata, alla patente genetica. Fino all’immunoterapia adottiva Car-T, una terapia cellulare che colpisce in maniera mirata uno specifico bersaglio tumorale.

Quaranta anni, insomma, lunghi da raccontare e ricchi di storie. Alcune salgono sul palco del Giardino dei Pensieri di Laura. Come Lorena, prima bambina, curata grazie al Comitato Maria Letizia Verga, guarita dalla leucemia. Oggi è nonna ed è profondamente convinta del valore della comunicazione nel rapporto con il malato. “Qualsiasi cosa tu hai, devi saperlo – afferma – perché non puoi combattere contro qualcosa che non conosci”.

Alfredo, Tommy, Luca, Isi, Jessica ed Edoardo hanno vissuti e desideri diversi. Ma tutti hanno affrontato e sconfitto un male. Sono stati guerrieri accompagnati da eroi con le sembianze di medici, infermieri e ricercatori del Comitato Maria Letizia Verga. Che non può e non vuole fermare la propria missione. Anzi. Ha un obiettivo alto ed ambizioso. Trasformare quell’85% nel 100% di bambini guariti dalla leucemia. Come spiega Andrea Biondi, Direttore della Clinica Pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma.

Un concetto alla base anche della nuova campagna di comunicazione e raccolta fondi dal significativo titolo “40 anni insieme. Noi contiamo gli anni in guariti”. L’importanza della ricerca e l’ostinazione dei sogni sono anche le linee guida del pensiero di Giovanni Verga, sempre in sella a quel Comitato che porta il nome della figlia scomparsa nel 1979.

Un pezzo di futuro nel campo della medicina e della salute, insomma, passa per Monza. “E’ un onore per me essere il sindaco di una città che ospita una realtà che rende orgogliosa tutta la nostra comunità” afferma Dario Allevi, presente alla serata di festeggiamenti per i 40 anni.

Il prestigio della Onlus monzese per lo studio e la cura della leucemia del bambino ha da tempo superato i confini della nostra città, della Regione Lombardia e, perfino, dell’Italia. Come dimostra anche la recente visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Centro Maria Letizia Verga (clicca qui). D’altro canto chi è al servizio della salute collettiva, in particolare dei più piccoli, parla una lingua universale. Quella del cuore e dell’impegno umano.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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