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Busnago, cucciolo attaccato e dilaniato da un cane libero nel pratone

Busnago, cucciolo attaccato e dilaniato da un cane libero nel pratone

18 Marzo 2019

Sbranato da un labrador liberatosi dal guinzaglio. Venerdì mattina il tragico episodio, consumatosi nel prato verde di Busnago che collega via Gramsci al Globo.

A raccontare la tragedia, con la voce ancora affranta, Andrea Vocci, che da Roma dove lavora, nella giornata di venerdì, il giorno dopo la sciagura, è salito di corsa. Per vederci chiaro e per sbrigare le pratiche “post mortem”, dal momento che il cane era intestato a lui.

“Una signora era a passeggio nel pratone con un labrador nero e un australian shepard, entrambi senza guinzaglio – racconta Andrea – mio padre era anche lui a passeggio con il suo (mio) yorkshire, appena accanto alla piazzola dove si trovano i bidoni dei condomini. Nonostante la distanza comunque ragguardevole, alla vista del labrador, i cani hanno iniziato ad agitarsi.

Solo allora la donna li ha legati, ma il labrador è riuscito comunque a divincolarsi e ha puntato il cucciolo. Mio padre ha provato a “rifugiarsi” nella piazzola dei bidoni ma vedendosi raggiunto, ha deciso di lanciare il cagnolino fuori dalla recinzione per provare disperatamente a metterlo in salvo. Solo che ha per così dire peggiorato la situazione. Immediatamente individuato dal cane, insolitamente aggressivo per il tipo di razza, è stato preso per la gola e dilaniato, ed è morto di lì a poco per le ferite“.

Un racconto tremendo che il padre di Andrea, pensionato, ha avuto la forza di raccontare al figlio nonostante lo shock fortissimo dell’accaduto inatteso. “Non è la prima volta che la donna si mette in evidenza per una condotta negligente nei confronti dei suoi e degli altri cani – ha poi aggiunto Andrea – in passato è già stata segnalata almeno due volte perchè i suoi cani erano scappati. Ora per l’episodio di giovedì ho deciso di sporgere denuncia alla Polizia Locale e posso annunciarle che le farò causa per risarcimento danni, perchè voglio andare fino in fondo.

E d’altra parte non mi so spiegare nemmeno un temperamento così irruente da parte di un labrador, che è una razza notoriamente piuttosto mansueta. E qualcosa ne capisco, visto che mi adopero anche in un’associazione animalista. Tanto che, volendo vederci chiaro, mi sono pure fatto stampare la sua scheda all’anagrafe per non avere nessun dubbio. Una conferma in più che il suo modo di tenere gli animali lascia a desiderare”.

Il confronto che si è consumato è stato decisamente impari, mettendo a confronto una taglia media di 20/25 chili e una toy di 3 e mezzo. Infatti non ha lasciato scampo al cucciolo che Andrea adorava e aveva imparato ad amare anche per la sua indole insolitamente mite e docile per uno yorkshire. Dall’altra parte, l’episodio ripropone il tema sempre attuale dell’educazione cinofila, che a qualche padrone, più che proposta, andrebbe imposta.

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Matteo Lucchini
Amante dell'arte e della (buona) musica, mi diverto ad addentrarmi negli angoli inesplorati della cronaca locale, alla ricerca di verità e curiosità del borgo accanto. Scrivo per passione. Lo stile? Per me non è importante, è tutto.


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