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La Brianza solidale in piazza: "Vogliamo un territorio più giusto, aperto e felice"

La Brianza solidale in piazza: “Vogliamo un territorio più giusto, aperto e felice”

25 Marzo 2019

Pace. Questa la bandiera scelta in testa al corteo. Per una camminata festosa e solidale a ricordo di quanto l’inclusione debba abbattere l’esclusione. Più di 1600 persone – duemila secondo gli organizzatori – hanno manifestato ieri per le vie del centro. Tante anche le sigle – più di cento – dalla Cgil a Emergency, dall’Anpi agli scout di Seregno e Monza, da Rete Brianza Pride a Amnesty, da Libera alle Acli. Clicca qui per la lista completa delle adesioni.

Persone sorridenti e senza “paura dello straniero” che sono scese in piazza per dire che l’accoglienza è possibile. Hanno sfilato così per 2 km partendo da Piazza Trento passando per l’Arengario, il Re de Sass, via Manzoni, via Italia, per poi tornare in piazza davanti al Comune.

“Nella nostra provincia – si sente dai microfoni – vivono oltre 70.000 persone di origine straniera, che quotidianamente creano ricchezza economica e sociale. Rappresentano anch’essi il presente che costruisce il futuro”. Dopo le critiche dalla destra per voce del Movimento nazionale per la sovranità (Mns), che aveva chiesto alla Questura di non autorizzare la manifestazione, è arrivata la risposta con un messaggio forte che unisce e non divide: “Gli stranieri sono una ricchezza da coltivare e non una pianta da estirpare”. “Solo così – continuano al microfono – si garantisce sicurezza”.

In strada c’era infatti anche chi in “questi anni difficili” si è impegnato “quotidianamente in un’opera straordinaria di solidarietà – si legge nell’appello della rete – per rendere migliore la qualità della vita di tutte le persone che hanno deciso di fare della Brianza il proprio luogo di vita e di progetto”.

“Questa rete non si può disperdere – dice Simone Pulici di Cgil Brianza – ma dev’essere la rete che aiuta a trasformare la nostra società”.

Insieme alle associazioni anche famiglie, bambini e giovani. Monza si è colorata così di un corteo pacifico e d’impatto, che vorrebbe una “resistenza civile ampia, diffusa, unitaria”. Brianza accogliente e solidale si definisce così antifascista e antirazzista, perché si batte “per il riscatto dei più deboli e per scelte diverse sull’immigrazione”.

I denigratori e contestatori di questa posizione li chiamano buonisti, per altri sono cittadini consapevoli che si battono per la difesa dei più deboli. Ancora una volta una divisione netta spezza la società italiana.

Articolo di Ludovico Di Muzio

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