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Abusi sessuali su minori: drammatica piaga sociale con difficili iter giudiziari

Abusi sessuali su minori: drammatica piaga sociale con difficili iter giudiziari

20 Marzo 2019

Depressione, disturbi alimentari, abuso di droghe e alcol, istinti suicidi. E’ quanto rischia un bambino vittima di abuso sessuale durante la fase di crescita e per tutta la sua vita. A dirlo è l’ultimo rapporto del Cesvi, che nel giugno scorso ha presentato “LiberiTutti”, il primo indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia. A Monza, nei giorni scorsi si è tornato a parlare del dolore e delle conseguenze connesse ai maltrattamenti e agli abusi sessuali sui minori, per una sentenza della Cassazione che, a distanza di 15 anni, ha fatto sì che la condanna di un baby sitter brianzolo per molestie sessuali e maltrattamenti su due bambini sia eseguita.

I fatti risalgono all’incirca al 2005, quando una bimba di soli 5 anni e il fratellino di 7, sono finiti nelle grinfie di un 16 enne, il quale avrebbe dovuto badare alla prima e aiutare nei compiti il secondo, protetto dalle mura della loro casa in Brianza. L’adolescente però ha diretto le sue attenzioni sessuali verso la piccolina, costringendo il fratello maggiore a tacere sotto minacce. Gli abusi sono durati tre anni, fin quando la piccolina non ha trovato la forza di parlare con la sua famiglia che, nel 2009, ha denunciato il giovane. L’iter giudiziario, cinque gradi di giudizio in dieci anni, ha costretto le piccole vittime a rivivere quell’incubo per ottenere giustizia, sempre al fianco dei genitori e assistiti da psicologi. A 30 anni oggi, l’orco andrà in prigione, dove sconterà sei anni di carcere.

Emergenza sociale

L’abuso fisico e sessuale, il maltrattamento all’infanzia, spiega il rapporto del Cesvi, rappresenta una delle più esecrabili emergenze sociali, non solo per la sproporzione di forze tra il maltrattante e il maltrattato e per il tradimento della fiducia dei bambini/e negli adulti, ma anche per le conseguenze di medio-lungo termine sulla salute e l’equilibrio psicologico dei maltrattati e più in generale su tutta la società. Nell’ultimo rapporto annuale del Telefono Azzurro, è emerso ogni 72 ore circa si verifica un caso di abuso sessuale su minore, in 4 casi su 10 la vittima ha meno di 10 anni, con una prevalenza di bambine (71,7%), e in un caso su tre la vittima tace per paura e vergogna.

A fronte di un fenomeno di cui in Italia migliaia di bambini e adolescenti sono vittime, Cesvi ha avviato un lavoro di ricerca per analizzare la condizione di vulnerabilità al maltrattamento infantile nei differenti territori italiani. È nato così LiberiTutti, l’Indice, che restituisce una classifica delle regioni del nostro Paese sulla base di un indicatore che sintetizza fattori di rischio e offerta dei servizi, relativi tanto alla categoria dei bambini/e potenziali vittime quanto a quella degli adulti potenzialmente maltrattanti. I servizi sociali dei Comuni italiani seguono ogni anno quasi 100.000 bambini/e maltrattati, circa 9,5 minori ogni 1.000 residenti. La WHO (World Health Organization) stima che per ogni caso conosciuto ce ne siano almeno altri 9 sommersi che non verranno mai seguiti né curati.

Le conseguenze

Nel caso di abusi sessuali, in Italia li subiscono il 4,2% dei bambini, le conseguenze di breve periodo sono l’ansia verso il futuro oppure la trasmissione di malattie veneree. Indizi di abusi emotivi, invece, possono essere il cambiamento nel comportamento di bambini e bambine, pianto costante etc. A lungo termine si può verificare a depressione, ansia, disturbi dell’alimentazione nonché portare le vittima a tentare il suicidio o ad abusare di droghe.

Segnali a cui prestare attenzione

In caso di sospetti abusi su minori, è sempre importante rivolgersi a un medico, a uno psicologo e alle forze dell’ordine. Ci sono alcuni comportamenti sentinella che possono aiutare a comprendere se un bambino sotto i sei anni sia o meno stato vittima di abusi sessuali, e sono: disturbi del sonno e delle condotte alimentari, lamentele per dolori fisici (cefalea, dolori addominali), preoccupazioni insolite, paure immotivate, rifiuto nel mostrare il corpo nudo, esplosioni emotive improvvise (pianto, crisi di rabbia, mutismo). E ancora, isolamento familiare/sociale, aggressività contro adulti/coetanei, autolesionismo, interesse sessuali e comportamenti sessualizzati inappropriati all’età, particolari caratteristiche del gioco.

 

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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