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Seregno: in classe con maschere bianche per conoscere meglio l'autismo

Seregno: in classe con maschere bianche per conoscere meglio l’autismo

12 Febbraio 2019

Maschere bianche e inespressive. In sottofondo, un rumore monotono e ripetitivo. Così si sono presentati alcuni alunni del Liceo Parini di Seregno. L’obiettivo? Un esperimento educativo-didattico per facilitare la comprensione del fenomeno dell’Autismo.

Un’idea nata dal professore Massimo Rho dopo una sua personale esperienza con un ragazzo autistico in veste di suo insegnate di sostegno: “raccontare e rendere più accessibile-comprensibile la visione del mondo da questo inconsueto punto di vista a ragazzi del Liceo – spiega – un esercizio di empatia quindi, ma non fine a sé stesso, con l’obiettivo ambizioso, in parte realizzato, di spingere spontaneamente i ragazzi a comunicare di più anche con persone che, per condizione o necessità, utilizzano codici comunicativi differenti che vanno comunque rispettati, interpretati e possibilmente compresi. Sono molto felice che il Liceo Parini abbia posto l’attenzione alle problematiche legate alla disabilità e all’inclusione scolastica e sociale”.

L’ESPERIMENTO

Un progetto davvero particolare che ha coinvolto le classi prime, seconde e alcune quarte e quinte del Liceo Parini di Seregno. Una performance unica nel suo genere, il cui obiettivo principale, è stata l’immedesimazione da parte di alcuni studenti volontari e l’esercizio dell’empatia: per qualche istante provare a vedere il mondo come, per quanto possibile, lo vedrebbe un ragazzo con Disturbi dello spettro autistico in condizioni di stress sensoriale.

Ad attenderli in classe, i propri compagni, seduti ognuno al proprio banco ma con in volto una maschera bianca e inespressiva, intenti a fare dei rumori monotoni e ripetitivi: battendo la penna sul banco, aprendo e chiudendo la zip del proprio astuccio … “abbiamo utilizzato semplici espedienti teatrali: maschere, rumori, video e recitazione che derivano dalla mia peculiare formazione accademica – ci racconta il professore Massimo Rho, responsabile del progetto – credo che per capire i bisogni di un soggetto con tale disabilità e sapere in che modo essergli più d’aiuto, esperienze immersive di questo genere possano essere utili e stimolanti per ricordare questa esperienza, riflettere sul problema e comprendere meglio le possibili esigenze di un ragazzo autistico.”

Spesso, infatti,  l’autismo non permette un adattamento funzionale all’ambiente circostante, un cambiamento della routine può causare difficoltà nella risoluzione dei più banali problemi. “Stabilire il contatto visivo e fisico con una persona con gravi Disturbi dello spettro autistico  che utilizza poco (o per nulla) il linguaggio verbale, deve essere fatto con calma e delicatezza, poiché anche il senso del tatto può essere percepito dal soggetto in modo negativo o fastidioso, a volte perfino come una violenza – continua Rho – è necessario parlare piano, scandire bene le parole, poche e semplici e, comunque, trattare persone con questo problema rivolgendosi loro con naturalezza, trattare i ragazzini come tali e adulti come tali non come fossero bambini”.

LE SENSAZIONI 

Per la prima volta, dunque, i ragazzi del Liceo Parini hanno sono stati protagonisti di una “rappresentazione teatrale” – se così la possiamo definire – diversa dal solito che li ha aiutati ad avvicinarsi in maniera differente ma autentica al mondo della disabilità.

Un’esperienza che, da quanto ci racconta il professore Massimo Rho, è riuscito davvero a lasciare il segno: “Le sensazioni provate dai giovani volontari durante la performance immersiva sono state le  seguenti: ansia, paura, no-sense, stranamento, disordine, caos, esclusione, ma in alcuni casi anche divertimento, sorpresa, curiosità … – commenta – Insomma le stesse sensazioni che probabilmente attraversano la mente di un ragazzo con Disturbi dello spettro autistico che non riesce a ordinare gli stimoli sensoriali in modo funzionale all’ambiente e al contesto, non riuscendo di fatto a comprenderlo completamente.”

Un impegno sociale, quello preso dal Liceo Parini, che non si esaurisce in questo esperimento. Il 13 aprile, infatti, verrà ospitata una mostra di un artista di Brera con disturbi dello spettro autistico.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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