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Scatto dopo scatto, ecco il Carnevale di Venezia. Che spettacolo!

Scatto dopo scatto, ecco il Carnevale di Venezia. Che spettacolo!

19 Febbraio 2019

Si è aperta la nuova edizione del carnevale veneziano. “Due giornate baciate dal sole – raccontano alcuni residenti – dopo tanti anni che l’opening era afflitto dal maltempo”. Spiega il capo di Gabinetto del sindaco, Morris Ceron che con il Carnevale “si rinnova una tradizione, che è anche un momento di festa, di condivisione e partecipazione”. Una tradizione che si rinnova quasi da un millennio – la prima testimonianza del Carnevale risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094 – e che ancora oggi è capace di affascinare grandi e piccini provenienti da tutto il mondo.

Due innamorati giocano tra di loro gustandosi l’atmosfera scherzosa

Festa grande a Venezia per quello che è uno dei più conosciuti ed apprezzati carnevali al mondo. E se il sipario si è aperto nel corso dello scorso fine settimana, sabato 16 e domenica 17 febbraio, con la famigerata “Festa veneziana sull’acqua“, la manifestazione carnevalesca durerà fino a martedì 5 marzo. Sono circa 150 gli eventi previsti dall’amministrazione comunale, che quest’anno punta tutto sulla campagna “EnjoyRespectVenezia“. Per un Carnevale sostenibile, capace di rispettare la città. “Ognun corre a qualche invito, chi a giocar chi a ballar”. Lo diceva Carlo Goldoni e di fatto è questa l’atmosfera che si respira in città. Venezia, un luogo di incontro tra due mondi diversi. Quello tra L’Occidente con l’Oriente. Quello tra il faceto con il serio.

Insomma, un grand opening iniziato sabato sera con “Blame the Moon, tutta colpa della luna“, spettacolo organizzato da Studio Festi e da Seconda Materia Artistic Group, e che si è concluso nella mattinata di domenica 17 con la seconda parte della festa sull’acqua. Un corteo di 130 barche e 800 vogatori mascherati, che da Punta delle Dogana sono giunti in rio di Cannaregio. Ed ecco che dal “carro” dalla pantegana sono stati liberati i palloncini, una tradizione dal sapore propiziatorio, che auspica alla città una buona annata. Nel caso infatti i palloncini volino verso il centro cittadino, ecco che per Venezia sarà un anno all’insegna della fortuna e della prosperità. E quest’anno così è stato.

L’arrivo della parata in rio di Cannaregio

MBNews ha voluto seguire l’evento e raccontare, anche tramite un video, il fascinoso spettacolo della festa.

Il Carnevale di Venezia è un incontro tra storia e tradizioni. Un evento, soprattutto, che fin dalle origini vuole essere un periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, a volte un po’ libertini, dove lo spirito è sempre stato quello di evadere dalle noie della vita comune. “Semel in anno licet insanire“. Una volta l’anno, dicevano i Latini, è lecito impazzire. Un aforisma, questo, che i veneziani non si sono fatti ripetere due volte.

ALCUNE CURIOSITÀ

Una delle curiosità più divertenti riguarda le vere protagoniste dell’appuntamento annuale. Le maschere. Lo scopo del carnevale, infatti, è sempre stato quello di dar sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano in città. Una sorta di catarsi insomma, che grazie all’anonimato garantito dai costumi restituiva una sorta di livellamento sociale. Non c’era più distinzione tra povero e ricco. Tutti erano uguali dinnanzi al comune saluto “buon giorno signora maschera”.  Non era quindi un caso che la pubblica derisione rivolta alle autorità e all’aristocrazia era prassi autorizzata dalla Serenissima.

Ma qualche “furbetto”, fin da subito, se ne approfittò per escogitare una serie di malefatte. Del resto l’occasione fa l’uomo ladro, in questo caso “goloso”. Uno dei maggiori esempi è quello inerente agli uomini, che travestiti da donne o con indosso abiti religiosi, approfittavano delle loro mentite spoglie per entrare nei luoghi sacri e quindi compiere atti libertini  con le monache. Questo il motivo, senza troppi fronzoli, per il quale, da allora, è vietato entrare in chiesa vestito in maschera.

IL CARNEVALE VENEZIANO DI OGGI

I tempi dei bagordi e del libertinaggio, caso a parte per qualche festa privata, è ormai storia passata. La domanda sorge allora spontanea. Tra leggenda e tradizioni qual è la valenza che oggi il carnevale ha per i veneziani?

A rispondere è stato un residente. Alvise Luchetta. “Venezia – racconta – è sempre stata una città delicata e fa fatica a contenere un così grande marasma di persone. E se da una parte – precisa Alvise – questa festa rappresenta un momento topico per chi ha un’attività commerciale, dall’altra parte non è più ben vista dai residenti. Dai pochi veneziani – ci tiene a precisare – che sono oggi rimasti in città. Troppi disordini e situazioni concitate rendono la città invivibile”. Insomma, secondo Alvise, che è un po’ l’opinione comune di molti veneziani, lo spirito del carnevale è andato a perdersi, ma resta il fatto che ogni anno gente da tutto il mondo, in maschera visita la città lagunare. La voglia di evadere e di essere uno, nessuno e centomila, rimane e continua ad affascinare. Lo spirito originario forse si è perso, ma non si è persa la magia. Quella di Venezia e del suo Carnevale.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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