18 Settembre 2020 Segnala una notizia
Pgt, metro arriva a Monza. Le opposizioni: "Sicuri saranno tutte rose e fiori?"

Pgt, metro arriva a Monza. Le opposizioni: “Sicuri saranno tutte rose e fiori?”

15 Febbraio 2019

Immaginare la Monza del prossimo futuro passa inevitabilmente per il decidere l’assetto urbanistico e infrastrutturale della città. L’importanza di questi temi è dimostrata dal dibattito in corso sulla variante del Pgt (Piano di governo del territorio) (clicca qui) e sull’arrivo tanto sospirato della metropolitana 5 a Monza (leggi l’articolo). Due argomenti che possono e devono essere correlati per uno sviluppo armonico e sostenibile del capoluogo della Brianza.

Ma se sul Pgt, anche per ragioni politiche, le posizioni in campo divergono, sulla metropolitana lilla, recentemente messa in forse dal sindaco di Milano, Beppe Sala (ecco la news), sembra esserci stato sin dall’inizio un consenso unanime. Almeno fino ad ora. Perché qualche voce non propriamente accordata con il coro dominante comincia ad esserci.

E così nell’incontro “Un progetto per la città: quale sviluppo urbanistico per il futuro di Monza?”, organizzato all’Arci Scuotivento da Lab Monza, lista civica candidata anche alle Elezioni amministrative del 2017, la metropolitana nella città di Teodolinda è stata oggetto di puntualizzazioni, riflessioni e più di qualche dubbio su costi, vantaggi e possibili ricadute per i residenti del capoluogo della Brianza.

“L’arrivo della linea 5 a Monza è un’opportunità importante, che è giusto possa comportare anche modifiche al Pgt, approvato nel 2017, quando non c’era ancora a disposizione il tracciato definitivo – afferma l’avvocato Claudio Colombo, ex assessore comunale all’Urbanistica dalla giunta Scanagatti ed ora impegnato nello stesso ruolo per il Comune di Villasanta – c’è, però, da tenere in considerazione anche i costi che questa opera infrastrutturale comporterà, ad esempio per la realizzazione di un deposito su un’area agricola”.

Per l’esponente della vecchia amministrazione cittadina il discorso sulla metro allunga delle ombre anche sul modo in cui il Comune di Monza, guidato dal sindaco Dario Allevi, sta pensando di cambiare il Pgt vigente.

Se a qualcuno può sembrare scontato che un ex assessore di centrosinistra critichi l’attuale maggioranza di centrodestra, perplessità sull’arrivo della linea lilla a Monza arrivano anche dal di fuori del mondo della politica.

“Monza negli ultimi 15 anni è diventata sempre più il centro di un’area urbana di 800mila abitanti, che in parte gravita su Milano – afferma l’ingegnere Andrea De Bernardi, esperto di mobilità – in questo senso la metropolitana è uno strumento per fare delle cose, ma c’è da considerare che, al confronto di un sistema ferroviario sperabilmente efficiente, non per tutti i cittadini monzesi e brianzoli sarà il modo più veloce per andare a Milano”.

Un semplice calcolo sui tempi di percorrenza sembra aprire un fronte forse poco considerato dall’opinione pubblica. “Dal centro di Monza a Porta Garibaldi con la metro ci vorranno 35 minuti, mentre oggi con il treno ne bastano tra i 18 e i 22 minuti – sostiene De Bernardi – la verità è che la linea 5 a Monza, con le fermate previste dal tracciato ufficiale, sarà sicuramente un servizio utile per i residenti della zona Sud-Ovest della città, compresi Triante e San Fruttuoso, da valutare per chi vive in centro, mentre restano scoperte le zone Est e Nord, dal quartiere Libertà a San Donato e Sant’Albino”.

“Inoltre con la prevista fermata all’Ospedale San Gerardo, unico vero attrattore della città non del centro raggiunto dalla metro, saranno da valutare gli effetti sul quartiere Cazzaniga – continua – in questo caso, infatti, il nuovo mezzo di trasporto potrebbe avere una funzione più urbana, cittadina, visto che da qui per arrivare in centro a Milano con la metro ci vorrebbero ben 45 minuti”.

La metro, comunque, è solo un aspetto, sicuramente quello più sotto la luce dei riflettori, di un più ampio panorama di scelte urbanistiche da compiere a Monza in tempi anche piuttosto brevi. Le posizioni in campo, con la necessità di equilibrare la salvaguardia dell’ambiente e del verde urbano con lo sviluppo economico della città, continuano a suscitare più di una polemica. Tra i più fermi nelle proprie idee c’è il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza, che recentemente hanno messo a punto una serie di proposte contenute nel “Libro Bianco 2.0”.

“I punti fondamentali della nostra visione sono numerose – spiega l’architetto Paola Sacconi, referente del Comitato Sant’Albino – lo zero consumo di suolo, la riqualificazione delle aree dismesse, l’azione sulle aree strategiche pubbliche, la mobilità sostenibile e, alla base di tutto, un’urbanistica totalmente partecipata con il parere obbligatorio delle Consulte quali strumento di rappresentatività dei cittadini”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Legambiente Monza. “Il sindaco Allevi nei giorni scorsi ha ribadito che bisogna cambiare il Pgt per tornare a costruire in città e sbloccare il mercato immobiliare, esigenza di cui Monza, sostanzialmente stabile come numero di residenti negli ultimi 30 anni, non sente il bisogno – afferma l’architetto Giorgio Majoli, membro dell’associazione – tra l’altro basta fare un giro in città, in particolare a Cazzaniga, per vedere che in realtà si sta già continuando ad edificare sulla base di piani attuativi approvati dal 2011 in poi”.

Per capire, allora, che linea di condotta seguire per un sano sviluppo di Monza forse si dovrebbe guardare alle idee approvate nel recente passato. “Nel Documento di piano di qualche anno fa si parlava di Rete dell’urbanità e della naturalità diffusa, di mobilità lenta, di Parchi urbani e dell’istituzione di nuovi Parchi locali di interesse sovracomunale” ricorda l’architetto Christian Novak, coestensore del Ddp del Comune di Monza negli anni del sindaco Scanagatti. Tutto nero su bianco (Ddp_Norme_tecniche_di_attuazione), tutt’altro che un libro dei sogni. Anche perché sognare, almeno in questo caso, potrebbe costare molto caro a tutti.

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" sarai aggiornato in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


Articoli più letti di oggi

Arcore: tre giorni di festa in Villa Borromeo d’Adda

Moltissime le attività e le iniziative in programma da sabato 19 a lunedì 21 settembre, il tutto in massima sicurezza e nel rispetto delle norme vigenti.

“Ciàpa sü e porta a cà”: il primo gioco in scatola sulla Brianza. L’idea di due giovani concorezzesi

L'uscita del gioco è prevista per fine ottobre.

Monza, il Comune vende l’ex Fiera. Ricavi per oltre 5 mln di euro

Un ricorso al Consiglio di Stato rischiava di far saltare l’affare che vede al centro l’area ex Fiera di Monza.

Monza capitale del buon vino: al via Monza Wine Experience

Fino a domenica protagonista in città la manifestazione che ha come protagonista il vino.

Una dottoressa degli Istituti Clinici Zucchi di Monza tra i volti della campagna di Manila Grace

Parte delle vendite di ogni capo della collezione verrà devoluta alla Gruppo San Donato Foundation, a supporto dei suoi progetti di ricerca e delle iniziative di prevenzione per il cuore delle donne.