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Monza: weekend al Binario 7, ecco la programmazione

Monza: weekend al Binario 7, ecco la programmazione

4 Febbraio 2019

Fine settimana da non perdere al Teatro Binario 7 di Monza. Si parte venerdì 8 febbraio con un doppio appuntamento: in Sala Chaplin per la stagione “Young Adult” in scena alle ore 21.00 “It’s app to you”, da un’idea di Leonardo Manzan il primo videogioco a teatro; sempre alle ore 21.00 ma in Sala Picasso per la stagione “L’altro Binario” sarà la volta di “Lei”, uno spettacolo dove la danza si confronta con la narrazione e il gioco teatrale.

Il giorno seguente, sabato 9 febbraio, alle 21.00 in sala Picasso, per la stagione musicale “Terra” “Pensavo fosse un pianoforte”, il “pittore di suoni” Andrea Benelli sul palco con Andrea Zaniboni. Il fine settimana si chiude domenica 10 febbraio alle 16.00 in sala Chaplin per la stagione “Teatro + Tempo Famiglie” con la fiaba africana “Il sogno di Tartaruga”.

 

IT’S APP TO YOU

Algoritmo, figura divina condannata a scrivere eternamente nuove storie per il gioco, sta ultimando la stesura del nuovo episodio. 46 è il personaggio del videogioco: una ragazza che si risveglia morta nella sua stanza. Deve scegliere il suo giocatore dalla platea e sceglierà Luigi, solipsista, alter ego umano di Algoritmo, fermamente convinto che tutto il mondo sia solo il frutto della sua immaginazione. Luigi dovrà scaricare sul suo cellulare “It’s app to you”, un’applicazione per connettere il suo smartphone al videogioco e poter così governare e muovere 46. Lo scopo del gioco è trovare l’assassino di 46 e ucciderlo. Nella ricerca degli indizi, tra tutorial, dialoghi impossibili e sfide da superare, realtà e virtualità si scontrano.

Ma le indagini non portano da nessuna parte e la storia sembra senza capo né coda: nessun sospettato, nessuna prova. Luigi è in difficoltà ma 46, stranamente, insiste affinché il giocatore completi il gioco. La partita però non termina, la missione non è compiuta, Algoritmo decreta i “Game Over” e il gioco ricomincia da capo. Stessa storia, stesse indagini, ma questa volta qualcosa è cambiato e il precipitare degli eventi porterà i due personaggi a sovrapporsi fino ad una fatale sostituzione finale, in cui ad avere la meglio sarà proprio il gioco.

Note di regia. L’indagine sulla realtà virtuale e sulle forme sempre più avanzate di tecnologia ci ha portati verso quello che è poi diventato il tema principale dello spettacolo: il libero arbitrio. L’uomo è padrone delle proprie scelte? Quando noi diciamo sì anziché no lo abbiamo detto noi o qualcuno lo ha detto al posto nostro? Qual è il limite della nostra libertà? Queste domande sono diventate il motore principale di “It’s app to you”. In scena un videogioco: un sistema in cui le scelte sono limitate e già prestabilite da algoritmi matematici. La tecnologia diventa in questo modo un termine di confronto per mettere in discussione la nostra stessa umanità. L’uomo è libero di agire, di scegliere? O anche lui si muove in un sistema, per quanto ampio, di possibilità limitate e finite? Nella scrittura è maturata l’idea di confondere i due piani, di creare un videogioco che sceglie il giocatore e non il contrario, di incastrare, in un rito apparentemente senza fine, il giocatore all’interno della virtualità. Intrappolato in un tempo irrisolto, un tempo non lineare ma ciclico, che obbliga a ripetere il gioco da capo e sempre allo stesso modo, il giocatore non ha vie di uscita ed è proprio nella vittoria che trova la sua fine. Vogliamo credere che la libertà dell’uomo non sia un codice già scritto, ma il sospetto è lecito: se così fosse, saremmo in grado di superare il nostro algoritmo?

Data spettacolo: venerdì 8 febbraio alle ore 21.00 – Sala Chaplin
Biglietti: intero € 12 | allievi Scuola di teatro Binario 7 € 10 | under 18 € 6

 

LEI

Chi è Lei? Lei è una donna, a metà di un’età di mezzo, alla ricerca di qualcosa di autentico. Nella ricerca arranca, si attorciglia, impara a camminare, si traveste, si trasforma, sorride. È immobile, frenetica, impotente, formale, normale. Per riuscire ad assomigliarsi davvero si spinge a uscire da sé, dal fardello dei giorni e delle ore che si trascina dietro. Lo fa nel tentativo di ricollegarsi all’intuito perduto, alle proprie radici, all’eterno femminino che sonnecchia dentro ogni donna: alla lupa che come un’ombra la segue dalla notte dei tempi.

Ad accompagnarla in contrappunto Lui, che la studia, la provoca, cerca di capirne il viaggio compiendo il proprio e ricordandole quanto in lei ci sia qualcosa di ogni altra lei, di ogni altro tempo e di ogni altro spazio. E che l’unica strada per ritrovarsi è cominciare a considerarsi interi, in connessione con il flusso pulsante della vita: creature fragili e insieme potenti che custodiscono il mistero dell’esistere.

“Lei” nasce dalla (ri)lettura di alcuni testi antropologici e filosofici, in particolare “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estes e “Natura uomo donna” di Alan W. Watts, e riscopre al tempo stesso una ricerca familiare per ricollegare questa “lei” ad altre “lei” che l’hanno effettivamente preceduta.

In “Lei” la danza si confronta con la narrazione e il gioco teatrale, con la trasformazione e il personaggio, l’azione, l’immagine rappresentativa, il simbolo. Il movimento esprime così una comunicazione chiara e diretta, dove la quotidianità del corpo nei suoi modi usuali e  condivisi procede verso l’archetipo, e il gesto teatrale e la maschera si sublimano nel movimento astratto. Il risultato è uno spazio scenico spoglio, abitato solo da un corpo femminile e da un materasso, nel quale si attraversano, oltre ad immagini concrete e quotidiane, riferimenti a figure mitologiche o divine, personaggi di fiabe o leggende, archetipi. Con “Lei” Sanpapié torna alle origini, a inseguire quella dimensione narrativa più intima e raccolta che tanto ha esplorato, presentando un assolo per corpo di donna il cui cuore sta nel dialogo continuo tra coreografia, drammaturgia e musica e nel profondo rapporto con gli oggetti e i simboli nella loro potenza evocativa.

Sanpapié nasce nel 2007 dalla volontà di quattro ragazzi allora freschi di diploma di accademia: Lara Guidetti, danzatrice e coreografa, Sarah Chiarcos, drammaturga, Marcello Gori, musicista, e Fabio Ferretti, organizzatore. È stata e continua a essere la casa di un gruppo di artisti e di organizzatori in perenne movimento, alla continua ricerca di nuovi stimoli e nuove sfide. Dal 2015 al 2017 Sanpapié ha ricevuto il contributo del MiBACT come impresa di Produzione danza e nella sua storia ha fatto spettacoli anche in Francia, Regno Unito, Spagna, Germania, Portogallo e Cina.

Data spettacolo: venerdì 8 febbraio alle ore 21.00 – Sala Picasso
Biglietti: intero € 15 | ridotto € 12 | allievi Scuola di teatro Binario 7 € 10 | unde18 € 6

 

PENSAVO FOSSE UN PIANOFORTE

C’è chi lo ha definito “pittore dei suoni”, per il modo di comporre ed eseguire brani al pianoforte: Andrea Benelli sarà protagonista del prossimo appuntamento della rassegna “Terra. Musica, voci e paesaggi sonori” diretta da Rachel O’Brien con EquiVoci Musicali. Sabato 9 febbraio con lui sul palco Andrea Zaniboni.

Non solo un concerto, ma un racconto musicale e autobiografico in cui l’artista dialoga con il pubblico e rivela l’ispirazione, i percorsi, le idee, le visioni che stanno alla base della sua arte compositiva. La sua carriera artistica infatti è stata molto originale. Dopo aver collaborato fino al 2013 con l’Orchestra, la Filarmonica e i Cameristi del Teatro alla Scala di Milano in qualità di organista, pianista e clavicembalista sotto la guida dei più grandi direttori del mondo, Benelli decide di intraprendere un nuovo percorso come pianista solista proponendo brani tratti da molti generi musicali e iniziando lui stesso a comporre.

Usa il pianoforte come fosse (anche) un’orchestra: ecco allora che le storie che racconta riescono ad arrivare al pubblico in maniera immediata, con un forte impatto emozionale. Dotato di una indiscussa musicalità, di una tecnica eccellente e capace di una superba interpretazione, Benelli presenta in questo concerto le diverse possibilità espressive del pianoforte alternando alcuni celebri colonne sonore di Vangelis, Morricone, Steiner e Mancini a brani di sua composizione.

Per maggiori informazioni clicca qui

Data spettacolo: sabato 9 febbraio alle ore 21.00 – Sala Chaplin
Biglietti: intero € 12 | ridotto € 10 | allievi Scuola di teatro Binario 7 € 10 | under 18 € 6

 

IL SOGNO DI TARTARUGA

Tartaruga fece un sogno. Sognò un albero che si trovava in un luogo segreto. Sui rami dell’albero crescevano tutti i frutti della terra: banane, datteri, noci di cocco, meloni, miglio, patate dolci, manioca e tanti altri. Tartaruga raccontò il suo sogno agli altri animali, ma tutti risero.

“È solo un sogno”, dicevano. “No”, replicò Tartaruga, “sono sicura che esista davvero. Andrò da Nonna Koko: lei saprà dirmi dove cresce”.  “Aspetta! Andrò io, tu sei troppo lenta!”, disse la scimmia. E si mise in viaggio.

Ma ai sogni occorre credere fino in fondo perché si avverino. E, soprattutto, non bisogna avere fretta: ecco allora che con la sua nota pazienza Tartaruga si mise ad aspettare.

I protagonisti sono gli animali della savana, rappresentati da pupazzi animati a vista. Le musiche sono eseguite dal vivo su ritmi e strumenti africani, con tutta la loro carica di energia, capace di coinvolgere gli spettatori di tutte le età: perché la storia di Tartaruga ci insegna a credere fortemente nei nostri sogni, a lottare perché si realizzino, soprattutto se sono rivolti non solo al bene nostro, ma a quello di tutti. Educazione musicale, educazione ambientale ed educazione alla diversità le tematiche che si intrecciano e si rincorrono per l’intera durata dello spettacolo (adatto ai bambini dai 4 ai 10 anni).

Data spettacolo: domenica 10 febbraio alle 16.00 – sala Chaplin
Biglietti: adulti € 8 | Under 14 € 4

Per info e prenotazioni: Teatro Binario 7, Via Filippo Turati 8, Monza
Tel. 039 2027002 | [email protected]

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Fonte Esterna
Questo contenuto non è un articolo prodotto dalla redazione di MBNews, ma è un testo proveniente da fonte esterna e pubblicato integralmente e/o parzialmente ma senza averne cambiato il senso del messaggio contenuto.


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