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San Gerardo, pazienti a rischio: troppo lunghe le attese per tornare in reparto

San Gerardo, pazienti a rischio: troppo lunghe le attese per tornare in reparto

25 Febbraio 2019

Nemmeno 20 giorni fa le cronache parlavano del San Gerardo in occasione di un eccezionale prelievo di organi a cuore fermo, ora la struttura ospedaliera monzese è finita sotto la lente d’ingrandimento per via di alcuni disagi di cui diversi pazienti sono rimasti involontari protagonisti. Qualcosa nella gestione del trasporto e ritiro malati dagli ambulatori in cui vengono effettuati gli esami, come radiografie, tac o risonanze magnetiche, sembra non funzionare come dovrebbe. Capita che ad attendere per anche un’intera ora, al termine dell’indagine diagnostica, siano persone immunodepresse o affette da tumori. Persone che oltre a sentirsi sfinite dall’attesa, si espongono a potenziali rischi per la loro salute. Il San Gerardo sta verificando lo stato del servizio per valutare attentamente le criticità segnalate.

A quanto pare non si tratta di episodi sporadici, i ritardi si presentano quotidianamente da alcuni mesi. Non solo, si verificano in qualsiasi momento della giornata, non è quindi una problematica legata a un sovraccarico di richieste in alcune fasce orarie.

A essere coinvolti sono i pazienti ricoverati, provenienti da qualsiasi reparto, che vengono accompagnati da una squadra di operatori gestiti da una società esterna (selezionata tramite una gara d’appalto), a fare gli esami oppure qualche visita specialistica.

Dal termine dell’indagine diagnostica o del controllo medico, il paziente attende anche un’ora per poter essere ricondotto nella sua stanza. Non può tornare nella sua camera autonomamente, deve necessariamente essere riaccompagnato dal personale dedicato a tale servizio. Purtroppo però, ogni giorno diverse persone restano in attesa, anche contemporaneamente: ciò significa che può capitare che non sia solo un paziente ad attendere fuori da un ambulatorio o ad esempio dalla sala tac, ma anche 2 o 3 alla volta. Costoro vanno ad aggiungersi alle altre persone in attesa di sottoporsi all’esame. In alcune aree del San Gerardo quindi, rischiano di formarsi ‘stalli’ di malati. Ciò comporta non soltanto un disagio fisico, come spiegato in apertura, ma anche un rischio soprattutto per i pazienti immunodepressi.

Dalle testimonianze è emerso che alcune attese troppo prolungate sono sfociate in momenti di tensione: alcuni familiari al fianco del proprio parente malato hanno alzato la voce e preso a male parole gli operatori o l’ospedale stesso. C’è anche chi ha pensato bene di tornare autonomamente verso la propria stanza spingendo il lettino sul quale era stato trasportato a fare l’esame. Naturalmente il paziente è stato subito fermato, per preservare la sua incolumità.

La replica del San Gerardo

Dopo aver informato la direzione dell’ospedale dei disagi segnalatici è arrivata una replica: “La nuova Direzione Aziendale – sottolinea Mario Alparone, Direttore generale della ASST di Monza – sta verificando lo stato del servizio per valutare attentamente le criticità segnalate e verificare concrete risposte migliorative a tutela dei pazienti dell’ospedale”.

Ci auguriamo che il San Gerardo, centro di eccellenza sanitaria nel cuore della Brianza, possa al più presto porre rimedio alla criticità emersa.

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Beatrice Elerdini
Giornalista per passione e professione, mi occupo ogni giorno di cronaca nera, politica, attualità, economia e musica. Amo viaggiare, per scoprire luoghi il più possibile sperduti e puri, sono attratta dalle macerie, perché è da lì che nascono le cose migliori. Adoro scorgere la verità in fondo agli occhi delle persone, trovare le loro cicatrici, gli amori, le delusioni e i riscatti. Tutto ciò che appare, ma anche ciò che non si vede è materia preziosa da raccontare. 'Scrivo da sempre e per sempre'. Sono profondamente empatica come ogni scrittore e giornalista deve essere e la mia vita non è che un vano riflesso di quella di tutti gli altri, che nelle parole, nude e crude, scorre impetuosa su un foglio vergine. Volete conoscermi meglio? Cercatemi sul web con nome e cognome!


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