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Il Museo d'Arte di Lissone punta sul design di grandi nomi e giovani promesse

Il Museo d’Arte di Lissone punta sul design di grandi nomi e giovani promesse

18 Febbraio 2019

‘Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito’. Le parole di un antico proverbio cinese giungono a Lissone per la presentazione delle nuove opere di design all’interno del MAC – Museo d’Arte Contemporanea.
L’attesa collezione, che verrà inaugurata con la mostra ‘Guardare la luna, non il dito’ il prossimo 23 febbraio alle ore 18, porterà nel lissonese i grandi nomi della storia del design italiano – Aulenti, Botta, Colombo, De Lucchi, Magistretti, Sambonet – e darà spazio alle giovani promesse del settore. L’obiettivo annunciato dagli organizzatori è quello di ridisegnare e riprogettare l’anima dell’intero museo, dando rilievo al design di qualità, punto di forza storico del territorio brianzolo.

Una passione per il design

L’attenzione del MAC per il design non è recente: dal 2007 la programmazione si rivolge anche a questo tipo di arte, istituendo un premio biennale per i giovani progettisti. Nel settembre dello scorso anno si è costituito il primo nucleo di opere all’interno delle sale museali e, in breve tempo, la neonata collezione si è ampliata considerevolmente. Allo stato attuale è composta da un centinaio di oggetti e da più di trecento disegni tecnici, unitamente a un nucleo di materiali afferenti al visual design.
“E’ nata una collezione che prima non esisteva – ci spiega Alberto Zanchetta, curatore della mostra – e potrà essere a disposizione della cittadinanza. Voglio sottolineare il fatto che c’è una valenza storica significativa dietro a questo progetto. Abbiamo voluto mostrare l’identità lissonese di ‘capitale del mobile‘ per sottolineare il fatto che la comunità ha un passato manifatturiero e artistico importante. Adesso, oltre alle opere e i dipinti già presenti, ci saranno in modo permanente oggetti di design e di visual design. Abbiamo disegni originali, progetti tecnici, oggetti di produzione classici, ma anche un gruppo di opere più ‘sperimentali’, meno conosciute”.

 

 

“La collezione – continua Zanchetta – vuole avere un respiro internazionale con nomi noti al pubblico, ma anche dare spazio alle giovani promesse brianzole, due fra tutti Lorenzo Damiani e Brian Sironi”.
Quando gli chiediamo qual è l’opera che preferisce o a cui tiene particolarmente sorride: “Eh no, non posso dirvene una soltanto, è impossibile. Mi piace particolarmente la sedia Fronzoni ’64, ha un minimalismo che personalmente adoro. Ma è impossibile non citare lo storico Componibile di Castelli Ferrieri rivisitato da Fabio Novembre, che salta subito all’occhio. Tra le opere più particolari invece segnalo il Segavento di Livio e Piero Castiglioni”.

Un impegno collettivo

“Questo progetto – spiega l’Assessore alla Cultura del comune di Lissone Alessia Tremolada – è frutto di un lavoro di squadra, di una sinergia tra amministrazione comunale, direttore del museo, uffici, dirigente, personale. Ed è possibile grazie all’impegno quotidiano degli attori coinvolti. Ci tengo a parlare a nome dell’intera amministrazione: il MAC ha fatto un’evoluzione e adesso mostra al pubblico una Lissone patria dell’artigianato. In questa collezione c’è la nostra tradizione ma, contemporaneamente, c’è innovazione e futuro. È faticoso portare l’arte contemporanea tra i cittadini? Assolutamente sì, ma vogliamo farlo. Mi piace pensare che stiamo facendo qualcosa oggi per il futuro della nostra comunità domani”.

 

Numerosi i partner tecnici coinvolti: Alessi, Alias, Artemide, Bottega Ghianda, Cappellini, Caimmi Brevetti, Cini&Nils, Diamantini Domeniconi, Gruppo Sambonet, Horm Italia, Kartell, Magis, Martinelli Luce, Officinanove, Pinetti, Poltronova,‬‬‬ Riva 1920, Serralunga, Slide, Zanotta.

La mostra ‘Il dito e La luna’ sarà aperta al pubblico dal 23 febbraio al 21 aprile.

Orari e info ai numeri 039 2145174 – 039 7397368 o sul sito del museo.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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