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"Centro del Riutilizzo" di Lissone buona la partenza. Ecco come funziona

“Centro del Riutilizzo” di Lissone buona la partenza. Ecco come funziona

15 Febbraio 2019

Il centro di riuso di Lissone è una stanza dei ricordi. La sensazione quando si varca la porta è la stessa di quando si entra nella cantina di casa dopo molto tempo e ci si perde tra giocattoli ed elettrodomestici che sembrano appartenere ad un’altra epoca. Questa volta però i ricordi sono collettivi, appartengono ai cittadini lissonesi che hanno deciso di donare i propri oggetti del passato per dar loro nuova vita.

Si chiama “Centro del Riutilizzo”, è situato accanto alla Piattaforma Ecologica di via delle Industrie, frazione Santa Margherita. Realizzato tramite fondi regionali, che hanno coperto circa il 70% dei costi complessivi, il centro fa della cultura del riuso il suo punto di forza.

COME FUNZIONA?

Il funzionamento è semplice: ogni cittadino residente a Lissone può consegnare oggetti in buono stato che, dopo essere stati adeguatamente controllati, catalogati e inseriti nel sistema, potranno essere ritirati da altri utenti.

Tutti i giovedì dalle 14.30 alle 17.00 e il sabato mattina dalle 9.00 alle 13.00 all’interno della struttura c’è Michele, del Consorzio Comunità Brianza, gestore del servizio. È lui ad accogliere i lissonesi che si avvicinano per portare oggetti o per fare un semplice giro tra gli scaffali. Nel tavolo dove registra i nuovi prodotti chiede nome, cognome e codice fiscale da inserire nel sistema, domandando sempre se l’utente è residente a Lissone.

“Questo criterio – racconta – è necessario per il funzionamento della struttura. È un progetto pilota, deve essere per forza limitato ad un numero ristretto di cittadini, per non creare file o allungare i tempi di registrazione e ritiro. Però sta andando bene e potremmo diventare un modello per gli altri comuni del territorio o – perché no? – ampliarci noi stessi”.

La piattaforma online

Accoglie tutti con un sorriso e qualche espressione dialettale, trasformando uno spazio asettico, periferico, dal nome un po’ ‘demodé’ in un luogo piacevole da visitare. Vi si trova un po’ di tutto dentro: c’è un tritacarte, una luce da lettura, una ventiquattrore, qualche pupazzo, dei guantoni da box. Una signora in coda porta degli oggetti da cucina: “fan sempre comodo – sorride – ho una borraccia, un porta brioches, un cuoci uova e anche un minipimer”.

Il progetto funziona – continua Michele – ma bisognerebbe aumentare la comunicazione o ripensarla, magari con delle nuove grafiche, perchè questo luogo ha un grandissimo potenziale”.

E’ disponibile anche la piattaforma online del Centro. “Il lavoro che facciamo sul sito è importante –  spiega Michele – e permette di ampliare il numero degli utenti: cataloghiamo tutti gli oggetti con un codice specifico e li mettiamo in rete dando qualche info in più, in modo che i cittadini possano vedere in anteprima quello che abbiamo sugli scaffali. Comincia a prendere piede e per essere all’inizio siamo molto soddisfatti”.

Un progetto per il sociale e l’ambiente

Con Michele c’è anche Jerry, 26 anni, proveniente dalla Nigeria. È un migrante richiedente asilo, inserito dal consorzio nel progetto. Inizia a prendere confidenza con il sistema: inserisce i dati, fa le foto ai prodotti, aiuta a catalogare e ritira ciò che portano i cittadini. Ci mostra il lavoro che fa con il tablet e ci racconta che il sistema permette di ritirare 1 prodotto alla volta per un massimo 4 oggetti l’anno ad utente, in modo tale da prevenire irregolarità o difformità nel ritiro.
La domanda a Michele viene spontanea: che cosa rischiano questi ragazzi con l’introduzione del Decreto Sicurezza? “E’ una bell’interrogativo, ma non possiamo saperlo – risponde – le conseguenze dell’attuazione non sono ancora chiare”.

Fa bene anche all’ambiente il Centro di Riutilizzo di Lissone. “Attraverso il progetto, in prospettiva, si risparmieranno chili e tonnellate di spazzatura – aggiunge Michele – diminuendo i livelli di emissioni Co2 e di polveri sottili nell’atmosfera”.

Ci sono oggetti curiosi ovunque. Se Michele e Jerry ci mostrano un omino appendiabiti in perfetto stato come oggetto più particolare, un signore anziano si avvicina e mostra un telefono-fax: “l’ho usato dieci volte al massimo – sorride– alcune generazioni di adesso, magari, non ne hanno mai visto uno”.

Il sito con il catalogo in continuo aggiornamento è disponibile al seguente link http://www.qrmobile.org/riusolissone. Info e domande all’indirizzo mail riusolissone@gmail.com o sul sito.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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