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Il Pd sfila in centro a Monza contro il decreto Salvini: "Crea insicurezza"

Il Pd sfila in centro a Monza contro il decreto Salvini: “Crea insicurezza”

26 Gennaio 2019

Chiamata all’umanità” in centro a Monza indetta dal Partito Democratico, sezione brianzola. “Non siate indifferenti!” – recita uno dei cartelloni portati in strada. È con questo spirito che i democratici monzesi si sono dati appuntamento in piazza Citterio, al Re di Sass, per poi sfilare in corteo “oltre le paure e le speculazioni della destra” – come scrivono su Facebook – attraversando tutto il centro cittadino fino a Largo Mazzini.

“Adesso continuano a usare come parola d’ordine ‘sicurezza’. Io penso – dichiara Matteo Raimondi, segretario PD Monza -sia il via libera per metterci dentro le peggio nefandezze. Noi come PD rispondiamo con ‘protezione’. La protezione sicuramente dei cittadini ma anche di chiunque ne abbia bisogno”. Armati di striscione targato PD in testa al corteo, con molte bandiere del partito, alcune dell’Unione Europea e della pace, altre dei Giovani Democratici e della Cisl, i manifestanti sono passati anche sotto l’Arengario e per via Italia.

“Io sono tra quelli che sono convinti sia giusto rispettare le regole” – esordisce l’ex-sindaco Roberto Scanagatti in risposta al ‘no’ dell’attuale sindaco Allevi sui sindaci ribellatisi al decreto ‘sicurezza’ del ministro dell’Interno Salvini. “Non c’è nessuna contraddizione” – precisa Scanagatti- “Sono un po’ meno d’accordo con quei sindaci che vogliono ostentare la loro negazione di un problema che esiste, e cioè che il decreto sicurezza è un decreto ‘insicurezza’ che provocherà dei guai”.

Sulla stessa linea di pensiero anche altri del Pd monzese: “Noi non è che non ci adeguiamo (ndr. alle nuove norme) – chiarisce Raimondi – cerchiamo di lavorare nell’ottica di portare delle testimonianze a livello nazionale. In tante piazze stiamo assistendo a manifestazioni di questo tipo”.

Foto di Ludovico Di Muzio

Una manifestazione quasi ‘silenziosa‘ quella a cui i cittadini del centro hanno assistito venerdì sera. I manifestanti hanno camminato in mezzo alle vie distribuendo volantini tra la gente. In largo Mazzini poi Pietro Virtuani, segretario provinciale, ha spiegato i motivi del corteo con l’aiuto di un megafono: “Siamo qui in piazza per dire basta a queste azioni che portano avanti una società ingiusta, più divisa, in cui qualcuno viene discriminato, in cui ce la si prende coi più deboli“.

“Siamo qui per dire basta – ha continuato il segretario – alle scelte disumane che il ministro Salvini sta portando avanti, basta alle navi che vengono respinte, alle persone che vengono lasciate giorni e giorni in mezzo al mare senza nessuna risposta. Noi non vogliamo un paese che perde la sua umanità.”

“Le nuove norme mettono in ginocchio tutto il modello di accoglienza disegnato nei governi precedenti a targa centro-sinistra – protesta Raimondi – perché i comuni si trovano a gestire situazioni complesse senza strumenti”. “Superato il modello SPRAR – critica anche Scanagatti – tutte queste persone che attualmente sono sottoposte a una serie di controlli non lo saranno più“.

Foto di Ludovico Di Muzio

Dai militanti del partito si percepisce tanta preoccupazione per le nuove politiche governative, viste come lesione dei diritti umani. “Credo che l’umanità – ribadisce Scanagatti – debba prevalere rispetto alle logiche elettoralistiche“. Virtuani ha parlato invece di una “riscossa” di quella parte di paese che dice “no al razzismo, no alle disuguaglianze, no alle discriminazioni e che vuole farsi carico dei diritti di tutti”.

“Queste persone arrivano in una situazione difficile e un paese civile occidentale deve trovare il modo di accoglierli”. “Quello che è successo a Castelnuovo di Porto – continua Raimondi – è qualcosa di sconvolgente, ai limiti della decenza umana: 500 persone che stavano tentando un percorso di integrazione sono state messe in mezzo a una strada. Lo stato non è stato in grado di garantire quest’integrazione. Colpevole lì è lo stato. Noi vogliamo dire che lo stato non è questo.”

Il dibattito sul nuovo decreto è ancora aperto, e già diversi sindaci brianzoli si sono schierati da una parte e dall’altra. A che risultati porterà sul tema immigrazione, che Raimondi definisce “la sfida di questo secolo”, la rotta politica della giunta monzese capitanata da Allevi?

Articolo, foto e video di Ludovico Di Muzio

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