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Varedo: area SNIA sotto assedio. La RAI annuncia un’inchiesta

Varedo: area SNIA sotto assedio. La RAI annuncia un’inchiesta

17 Dicembre 2018

L’ex aria Snia, a Varedo, torna a far parlare di sé. Dove prima c’era un cancello mal ridotto, a pochi passi dal passaggio a livello, ora c’è un muro. A poco è servito l’intervento dell’amministrazione comunale, che nelle scorse settimane ha fatto erigere il divisorio, proprio in sostituzione di quel cancello. E se l’idea era quella di evitare un facile accesso  a tossici e senzatetto all’ex area industriale, le cose non sono andate per il verso giusto.

Il muro fatto erigere dal Comune

I motivi del “mal funzionamento” sono principalmente due. Il primo è che lungo tutta la banchina, la cinta muraria che divide la stazione dal relitto industriale è facilmente scavalcabile. Il secondo, invece, è più “strutturato”. Se non altro maggiormente pensato. La logica del resto è semplice. È quella del “se tu mi alzi un muro, io invece te lo buco e ci entro con più comodità”. È proprio a questo che gli “abitanti” della Snia avranno pensato. E così hanno fatto. A pochi passi dal termine della banchina, i “residenti” Snia hanno creato un comodo passaggio. Demolendo parte del muro. Spianando anche la strada da fastidiosi rovi. Un sentiero, questo, che porta dritto dritto verso il cuore della città, una delle più grandi aree dismesse d’Europa all’interno di un paese.

Buco che dà accesso all’ex area Snia

E mentre la giunta Vergani si dice pronta a murare la porta di ingresso, dalla città fantasma arriva un’inquietante testimonianza. “Quello al suo interno – spiega una fonte – è un vero e proprio ecosistema suddiviso in due diverse fasce di popolazione. Da una parte – chiarisce – c’è chi cerca una casa, un luogo sicuro. Dall’altra parte, invece, c’è chi mette in atto il proprio business”.  Veri e propri clan di spacciatori, fanno i loro affari. Mentre alla clientela, a quanto pare, viene offerto un vero e proprio servizio a 5 stelle. Fatiscenti stanze dove consumare lo sballo vengono infatti messe a disposizione dei tossici. Persone, queste, che fanno una scelta ben precisa. Quella di scendere nella stazione di Varedo per andare a consumare in uno spaccio a cielo aperto. A qualsiasi ora. Le cose del resto non cambiano. Anzi, meglio se fatte di giorno. Sì, perché quando cala il buio…  Grazie all’intervento del prefetto di Monza Giovanna Vilasi, che lo scorso 23 ottobre ha compiuto un sopralluogo all’interno dell’area, le forze dell’ordine sono state messe a pattuglia della stazione. Dalle 17.30 alle 19 circa. Un lasso di tempo, questo, che è stato considerato come “fascia oraria protetta” dato il buio che arriva presto, in questo periodo d’inverno. Un’operazione che restituisce una certa serenità alla cittadinanza. Testimonia P., che è un padre di famiglia. “Con mia figlia che torna a casa dall’università a quell’ora, mi sento più sereno. Peccato – spiega – che la fascia oraria sia stretta considerando che i tossici frequentano la zona in qualsiasi fascia oraria, festivi e festività comprese”.

Se il controllo sembra essere un deterrente, e in una certa misura rassicura i cittadini, la buona nuova deve ancora arrivare. Sicurezza. Tranquillità. Serenità. Lo chiedono a gran voce gli abitanti. E, a tale proposito, qualcosa è stato fatto. Domani mattina, infatti, alle 7,30 è stato fissato un evento, tramite cui i cittadini potranno esprimere la loro voce e sensibilizzare l’opinione pubblica. Lo potranno fare assieme alla Rai, lì presente per realizzare un’inchiesta sull’ex area Snia. Lo potranno fare assieme ai politici presenti, tra cui diversi consiglieri regionali e provinciali. Un’opportunità, insomma, per provare a lanciare un grido d’aiuto e fare qualcosa, forse, di concreto.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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