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Seveso, via la scala antincendio dalla scuola: un mese senza risposte

Seveso, via la scala antincendio dalla scuola: un mese senza risposte

6 Dicembre 2018

È un mese che Domenico Cristiano aspetta una risposta dall’amministrazione di Seveso in merito alla rimozione della scala antincendio della scuola primaria “Bruno Munari” dell’Altopiano, dove questa estate è stato aperto un cantiere per la riqualificazione e la bonifica da amianto della struttura.

Nel frattempo la scala è stata effettivamente abbattuta, come previsto dal progetto, per poter permettere la costruzione della nuova palestra. Non è chiaro, però, come la “Bruno Munari” gestirà la sicurezza in questo periodo in cui è priva di un’uscita di emergenza: Cristiano ha affermato di aver già contattato i vigili del fuoco e di voler procedere con un nuovo esposto ai carabinieri.

Anche perché i suoi non sono dubbi dell’ultimo minuto. Lo scorso 4 novembre Cristiano, che ha una figlia che frequenta proprio la “Bruno Munari”, si era infatti rivolto all’ufficio protocollo domandando che fossero rese note «le motivazioni ed i contenuti delle relazione che i professionisti, incaricati di adeguare il piano di sicurezza, redigeranno per garantire l’assoluta sicurezza del personale docente e discente la Scuola Munari una volta rimossa la scala antincendio esterna e fino alla chiusura del cantiere». La richiesta, con preghiera di inoltro a sindaco e consiglieri, aveva ricevuto qualche giorno più tardi, come risposta, l’invito a rivolgersi direttamente ai consiglieri comunali tramite le e-mail reperibili sul sito del Comune. Cosa che è stata fatta, ma, per ora, senza risultati evidenti. «Faccio notare che ho utilizzato il canale istituzionale ponendo una domanda lecita, legittima e circostanziata. Non affermo niente ma pongo un quesito – ha affermato Cristiano -. Non c’è stata reazione alcuna dell’assessore competente o di altro soggetto interno della residenza comunale».

Sembra dunque si stia replicando la situazione di un paio di mesi fa. Cristiano, «da cittadino e papà preoccupato», aveva scritto al sindaco Luca Allievi e all’assessore ai Lavori pubblici Natale Alampi per conoscere le motivazioni dell’interruzione dei lavori, indagando se ci fossero resti di amianto pericolosi per studenti e docenti. La replica ufficiale era arrivata un po’ più tardi dei 30 giorni stabiliti, tramite un comunicato apparso sul sito del comune che rassicurava i sevesini sulla correttezza delle procedure di cantiere e, al contempo, accusava Cristiano (e l’ex sindaco Paolo Butti, che Cristiano aveva sostenuto alle amministrative di giugno) di «fomentare paure tra i genitori degli alunni della scuola Bruno Munari nell’auspicio di recuperare quel consenso elettorale perso dopo 5 anni di pessima amministrazione».

Interrogato in merito, Alampi ha confermato che il piano di sicurezza è quello stilato dai professionisti che hanno seguito il progetto: la risposta si sta facendo attendere perché bisogna tenere conto di tutte le persone e tutti gli enti a cui è stata rivolta la domanda, ma, garantisce, verrà presto data al diretto interessato. L’assessore ai Lavori pubblici ha inoltre voluto rassicurare sia Cristiano sia gli altri cittadini e genitori della regolarità della situazione:«Anche io sono padre – aggiunge – e queste cose mi stanno ugualmente a cuore. Senza contare che la sicurezza è una priorità, non solo di questa ma di tutte le amministrazioni».

«Dato il tema della mia interrogazione, sulla scorta della precedente risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, ho pensato di chiedere la pubblicazione degli atti che attestano, come la Legge vuole, che la rimozione di una delle due vie di esodo della scuola durante i lavori di cantiere non pregiudica la sicurezza degli occupanti in caso di evacuazione dello stabile – ha dichiarato ancora Cristiano -. Il mio solo interesse è tutelare la sicurezza dei bambini e quella di mia figlia in primis. Confesso – conclude – di provare un senso di profonda frustrazione per la mancanza di considerazione e di sensibilità nei confronti di un cittadino che pone domande in modo cortese e ossequioso e che, quando non è accusato di diffondere il panico, viene completamente ignorato».

In apertura, il cantiere a settembre

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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