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Monza, quando le piste ciclabili diventano un percorso a ostacoli

L'associazione Monza in bici contesta la decisione del Comune di installare barriere a ridosso degli incroci con auto: "Ciclisti penalizzati"

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Piste ciclabili a ostacoli. L’associazione Monza in Bici punta il dito contro l’amministrazione comunale colpevole non solo di riservare poche risorse per la realizzazione di nuove tratti ciclo-pedonali, ma anche di essere poco attenta alle reali esigenze di chi si muove su due ruote.

Il casus belli di questa nuova polemica sono le barriere alternate installate lungo la pista di via Regina Margherita. Un provvedimento preso per moderare la velocità dei ciclisti in vista di incrocio con auto, ma che in ogni caso ha suscitato più di una perplessità.

Dall’associazione hanno sottolineato a chiare lettere che questa barriere “costringono i ciclisti a scendere e di fatto a dare la precedenza a chi si sposta in macchina. In teoria, nel nome della sicurezza, in realtà a questi incroci esiste già una segnaletica molto chiara che dà la precedenza alle bici”. Le piste ciclabili di Monza non sono certo in cima ai pensieri delle giunte che si sono succedute in questi ultimi anni alla guida della città. Per farla breve, non spiccano né per lunghezza, né per organicità. Sono uno spezzatino. Un po’ qua, un tratto là, senza molta logica.

I DATI

La mancanza di comunicazione tra pista e pista è una costante tutta monzese: spezzoni abbandonati, che si interrompono in parcheggi o contro muri, si incontrano in ogni quartiere. In totale, la città vanta poco meno di 30 km di ciclabili a fronte di una rete stradale di circa 250 km e di una estensione territoriale assolutamente contenuta, cosa che potrebbe favorire proprio la professione a usare la due ruote invece della macchina. Il tutto, ovviamente, senza scordare una manutenzione sempre più occasionale e povera.

 

Le barriere sono così diventate la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza. “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di cittadini, pedoni e ciclisti, come noi critici sulla loro installazione, che considerano questi manufatti un inutile intralcio alla normale percorribilità dei vialetti ciclopedonali, soprattutto per chi si reca a scuola o al lavoro in bicicletta – hanno aggiunto dall’associazione -. In effetti, queste barriere sono un ulteriore ostacolo per ciclisti e pedoni, e un segnale di maggiore attenzione alle auto anzichè allo sviluppo della mobilità ciclistica e sostenibile, invocata ormai da tutti come concreto aiuto per battere l’inquinamento e i mutamenti climatici”.

La richiesta dell’associazione inoltrata all’amministrazione attraverso una lettera aperta all’assessore alla Viabilità, Federico Arena, è di procedere con la rimozione.

FINANZIAMENTI REGIONALI

Nel frattempo, la giunta regionale ha dato via libera a un finanziamento di quattro progetti in altrettanti Comuni di Monza e Brianza per lo sviluppo e la messa in sicurezza delle piste ciclabili. I Comuni che hanno ottenuto lo stanziamento sono Monza (75 mila euro), Giussano (100 mila euro), Lissone (100 mila euro) e Varedo (40 mila euro). “Si tratta in totale di 315 mila euro per quattro progetti per un costo complessivo di 950 mila euro – ha spiegato il consigliere regionale della Lega, Alessandro Corbetta -. Oltre un terzo del costo dei lavori sarà coperto da Regione. A dimostrazione dell’interesse che c’è sempre stato da parte del governo lombardo a far sviluppare i progetti meritevoli”.