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Danni cerebrali al neonato: cinque medici a processo a Monza

Danni cerebrali al neonato: cinque medici a processo a Monza

5 Dicembre 2018

In carrozzina da quando avrebbe dovuto imparare a camminare, fatica a nutrirsi autonomamente e non comunica. Questa la condizione in cui vive un bimbo di 4 anni che vive con la famiglia in Brianza, affetto da paralisi infantile, per un presunto errore medico.

Per la sua condizione cinque dottori dell’ospedale di Sesto San Giovanni sono finiti a processo in Tribunale a Monza. Oggi in aula a Monza i genitori del piccolo, che si sono riorganizzati la vita per potergli stare accanto, testimonieranno al processo.

A far partire le indagini sull’operato dei medici è stata proprio la loro denuncia. Tre medici, un ginecologo e un neonatologo sono accusati a vario titolo di “negligenza, imprudenza e imperizia” in sala parto e il “ritardo” del suo trasferimento, avvenuto solo due giorni dopo la nascita, in un reparto di patologia neonatale affinché ricevesse le cure più adeguate.
Secondo l’inchiesta la mancata assistenza corretta avrebbe provocato per il piccolo una privazione di ossigeno per circa venti minuti durante i quali i medici non si sarebbero accorti della sofferenza fetale, mentre la mamma era in travaglio, non disponendo immediatamente un taglio cesareo. La vicenda risale al 2014.

Essendo impegnato a dare un’assistenza continua al suo bambino, così come la madre, il padre del piccolo si è assentato spesso dal lavoro, tanto da finire per essere licenziato. La famiglia, di origini egiziane, chiedono un risarcimento per poter dare al loro bambino, invalido al 100 per cento e con una pensione di 500 euro e un bonus erogato da Regione Lombardia di 1000 euro, le cure necessarie.

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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