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Amerigo Milano, a Monza apre la vetrina del saper fare a km 0

Amerigo Milano, a Monza apre la vetrina del saper fare a km 0

10 Dicembre 2018

Un luogo innovativo dove scegliere e acquistare oggetti completamente artigianali e made in Brianza. Ma anche uno spazio dove guardare, discutere e imparare. Tutto con un unico filo conduttore: diffondere la cultura del bello e del design. E’ questo l’obiettivo Amerigo Milano Concept Store, che ha appena aperto i battenti in via Carlo Alberto, nel centro di Monza.

“Vogliamo offrire un ambiente accogliente dove andare non solo a fare shopping, ma anche per assaporare le novità e le tendenze internazionali nel campo del design – spiega l’architetto Matteo Perego (nella foto in basso), fondatore del marchio nato a Meda insieme alla sorella Daniela, anche lei architetto – una vetrina per conoscere in anteprima le tendenze, le innovazioni, le idee e i progetti”.

Nell’Amerigo Milano Concept Store, dunque, non ci sarà solo spazio per i numerosi oggetti in vendita. Pezzi unici, che spaziano nelle categorie del Pets, Home, Shoes e Urban Bikes,  realizzati a mano e personalizzabili. L’intenzione dei fondatori del brand, che nel suo nome richiama l’italianità ed abbina l’esploratore Amerigo Vespucci per la sua capacità di conquistatore e navigatore e la città di Milano come capitale del fashion e del design, è di andare molto oltre.

 

“Ci poniamo come uno spazio non tradizionale di incontro e confronto, un luogo dove poter realizzare, almeno una volta al mese, eventi culturali dedicati al mondo dell’arte, del fashion e del design – afferma Perego – il primo sarà il prossimo 20 dicembre con il Xmas Party. Nel nostro negozio di via Carlo Alberto avremo anche un’area dedicata all’interior design e alla progettazione”. La creazione del Amerigo Milano Concept Store, il primo negozio di questo tipo a Monza, è una tappa di un cammino avviato dal marchio brianzolo due anni fa.

“Abbiamo fatto il processo contrario a quello della maggior parte delle aziende – racconta il fondatore – nasciamo come azienda digitale e piattaforma e-commerce su cui è possibile acquistare tutti i nostri prodotti, come le slippers, particolari scarpe di cui si può scegliere il colore e personalizzare con le proprie iniziali, ma poi abbiamo deciso che era il momento di dare maggiore visibilità agli oggetti che progettiamo e realizziamo grazie alla sapienza, poco pubblicizzata, degli artigiani locali”.

“Ecco perché abbiamo creato un luogo fisico dove è possibile toccare con mano questi oggetti e acquistarli fisicamente, ma anche semplicemente vederli e poi, successivamente, con calma, magari da casa propria, comprarli attraverso la nostra piattaforma e-commerce – spiega Perego – la scelta di unire in questo modo on e off-line è quella che ci convince di più per rilanciare il bello e il saper fare, in una direzione che è contraria a quella oggi spesso intrapresa dal consumismo”.

La filosofia alle spalle del marchio Amerigo Milano comincia a dare i suoi frutti. “Attualmente vendiamo per il 70% all’estero e per il 30% in Italia – afferma il fondatore del brand – i nostri prodotti sono acquistati in 19 Paesi”. Con una base che comincia ad essere solida, è inevitabile guardare al futuro con ambizione e voglia di crescere. “Il Concept Store di Monza, nel nostro progetto, è solo il primo di una sorta di catena commerciale – annuncia Perego – abbiamo già in programma di aprire spazi di questo tipo a Milano e Zurigo”.

Così, proprio quando la Triennale del Design dice addio alla Villa Reale di Monza (leggi l’articolo), c’è chi si impegna per portare la tradizione dell’artigianato brianzolo, con un passato e un presente molto solido soprattutto nel legno e nell’arredo (vedi l’approfondimento), anche oltre i confini italiani.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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