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Vimercate, furti a catena all’isola ecologica: volontari senza tregua

Volontari dell'isola ecologica di Vimercate disperati per i continui furti nel sito comunale.

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Un’altra mazzata per i volontari dell’isola ecologica di Vimercate.

Gli addetti, che a fine anno lasceranno a CEM la gestione del sito di stoccaggio, ultimamente, per un motivo o per l’altro non possono certo dormire sonni tranquilli. E anche se il congedo si avvicina, vorrebbero passare la mano in un momento di tranquillità e non di burrasca come invece si sta verificando, tra incomprensioni con l’amministrazione… e furti.

Già, perchè da novembre i raid dei ladri in via del Buraghino sono diventati un problema, con gli operatori impegnati, oltre a prestare l’opera, anche a fronteggiare l’emergenza incursioni. Per giunta senza tutele da parte del comune e delle divise, e senza videosorveglianza.

“Già ad inizio mese abbiamo dovuto registrare un primo furto – ha spiegato Giuseppe Giunteri, responsabile cittadino di UNITALSI – si sono introdotti  portando via un bel bottino e nella notte tra domenica e lunedì la situazione si è riverificata. Hanno forzato la recinzione dell’uscita della discarica.

Ma stavolta, oltre al materiale di rifiuto, sono entrati nei nostri spogliatoi razziando gli effetti personali dei volontari e hanno rotto i lucchetti dei cancelli dove teniamo l’attrezzatura che usiamo per il recupero dei materiali (cacciaviti, trapani, martelli) e hanno fatto mambassa”.

I bersagli preferiti sono comunque sempre gli stessi: componenti elettroniche, motori di frigoriferi e strumentazione in metallo, da rivendere al mercato nero o riutilizzata come attrezzatura da scasso per altri furti. Da qui il forte sospetto del volontario che, desunta la medesima mano degli autori dei due blitz, ritiene si possa trattare di un gruppo di rom accampati nelle vicinanze della piattaforma. Le stesse persone che spesso s’introducono nella struttura e chiedono di portare via materassi, divani e ingombranti.

Per i due episodi il volontario ha sporto denuncia ai Carabinieri, ma non si contano nemmeno tutti gli altri accessi incontrollati che avvengono regolarmente al calar del sole, quando gli addetti abbandonano la discarica.

“Devo ammettere che in 25 anni che siamo qui non ci siamo mai trovati così male con le amministrazioni – ha dichiarato Giunteri – È tutto lasciato al caso, compresa la sicurezza dell’isola ecologica. La telecamera lì dove è stata installata non serve a niente perchè appena la vegetazione ricresce copre tutta la visuale ed è come non averla (peraltro la telecamera non è nemmeno in funzione ndr). Avevo anche consigliato di predisporre la cartellonistica bilingue perchè ormai, visti i tempi, è importante attrezzarsi in questa direzione, e non ho visto niente.

Lo stesso vale per il contatore degli accessi all’isola, che sarebbe quantomeno utile per verificare il numero degli accessi giornalieri, visto che anche i non residenti ormai si fanno prestare la tessera dei servizi dai residenti per entrare. Per non parlare del problema del rifiuto verde: ormai non ci sta più niente qui, e la Tecnogarden, l’impresa qui a fianco convenzionata per il recupero dello scarto vegetale compostato, non riesce a utilizzare tutta la montagna di residuo che si accumula. Vedremo quando andremo via noi come sapranno gestire anche questa situazione”.

La scarsa sicurezza ha convinto i volontari a chiudere il sito nella giornata di lunedì. Allarme poi rientrato solo con la mediazione dell’Ufficio Ecologia. Ma il problema è tutt’altro che risolto, dato che la discarica resta ad alta esposizione di altri episodi simili. E basta fare un giro attorno alla struttura di via del Buraghino per rendersi di tutta la sporcizia che governa il perimetro dell’isola ecologica.

Gran parte sono oggetti che i ladri lasciano per terra quando escono dalla struttura perchè ingombranti o inutili da portare via. “I gruppi di PuliAmo Vimercate sarebbero potuto passare anche da qui, ma è più bello farsi pubblicità sui social nei punti in vista del paese che attorno alla discarica”, ha commentato Giunteri in tono sarcastico.

Discarica recintata tra l’altro da una cancellata piena di rappezzi in ferro, fatti dai volontari, che ormai, dato il grado di abbandono in cui è lasciato il luogo, si occupano anche di quelle mansioni, come riparare i danni al sito, che non dovrebbero competere a loro.

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