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Floriani, il bullo confessa: con una lettera si scusa con la prof

A due settimane dall'accaduto, il 16enne della terza elettricisti è crollato. Convocato un nuovo Consiglio di classe per stabilire il provvedimento disciplinare con cui sarà punito

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Ha confessato lo studente del Floriani che ha lanciato la sedia contro la prof. Due settimane di pressing delle forze dell’ordine, della dirigenza scolastica, delle istituzioni e dei media lo hanno fatto crollare.

Così il 16enne della terza elettricisti ha scritto una lettera di scuse alla professoressa ferita, rientrata a scuola ieri, lunedì 12 novembre.

La confessione arriva a due settimane dall’accaduto in cui i Carabinieri hanno sentito a uno a uno gli studenti presenti al momento del lancio della sedia che ha colpito la docente ferendola alla spalla. Il colpevole aveva mantenuto il silenzio anche durante il Consiglio straordinario convocato lunedì scorso 5 novembre per fare luce sulla vicenda, nemmeno i compagni avevano parlato.

Negli ultimi giorni, però, il cerchio si era stretto attorno a due ragazzi, giudicati possibili responsabili: forse per questo il ragazzo ha deciso di confessare o forse semplicemente perché ha capito che quella che era partita come una “bravata” era in realtà qualcosa di molto più grave.

Ora si dovrà decidere la punizione per quanto accaduto, che ha due risvolti: uno penale, dal momento che l’aggressione nei confronti della prof ha i contorni di un reato, e uno disciplinare. Per quanto riguarda quello penale, potrebbe essere evitato nel caso in cui la docente ritirasse la denuncia, mentre quello disciplinare potrebbe venire deciso durante un nuovo consiglio di classe convocato per venerdì 16 novembre. Ancora non si sa se anche la classe verrà in qualche modo punita per aver taciuto.

Intanto arrivano i primi commenti sulla confessione del ragazzo. «La responsabilità è di tutti i ragazzi che hanno partecipato all’inaccettabile agguato – ha chiosato Massimiliano Capitanio, deputato della Lega – Anche di quelli che non hanno saputo o voluto dire di no. Ben vegano le scuse a cui dovrebbe seguire il perdono umano. Ma il gesto non potrà o dovrà passare senza conseguenze perché la scuola e la vita non sono un video di youtube. Capire la differenza tra un gesto, una parola e un like rappresenta un’emergenza irrimandabile».

(Ultimo aggiornamento mercoledì 14 novembre alle 13.20)