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A scuola di dialetto monzese: che successo le lezioni di Civicamente!

A scuola di dialetto monzese: che successo le lezioni di Civicamente!

20 Novembre 2018

Esiste o meno un dialetto monzese? Bisogna invece parlare solo di “milanese”? Su questo tema hanno discusso il “Sciür Nava” e il signor Felice Camesasca alla Lezione di Dialetto Monzese in Via Piave 11 a Monza promossa da Civicamente, tra le risate dell’auditorio, in un botta e risposta a suon di dizionari delle lingue locali branditi come fossero spade.
E poi si sono tutti lasciati andare ai ricordi dei giochi che si facevano una volta, tra una poesia in dialetto e l’altra.

Ed è così che, tra gran risate, lacrime di commozione, aneddoti, barzellette sui monzesi e modi di dire, si è svolto il terzo e ultimo incontro dell’originale iniziativa promossa da Civicamente, a cui ha preso posto il giornalista monzese, nonché Giovannino d’Oro 2018 e grande esperto dell’idioma brianzolo, Giancarlo Nava.
La “scuola” di dialetto si è protratta per tre lezioni, tenutesi il 28 ottobre con la parte “Facil facil”, in cui sono stati appresi i primi rudimenti, il 3 novembre “Inscì inscì”, dove si è iniziato a capire come funziona questa lingua, e poi l’ultima lezione del 18 novembre “Per parlà el dialet”.

“È sempre stato un mio desiderio quello di conoscere bene il dialetto della mia città. Potrò mai fare il Sindaco senza sapere il “monzese”? Direi proprio di no – scherza Paolo Piffer, capogruppo di Civicamente in consiglio comunale –  Ad agosto proposi nel gruppo Facebook Easymonza un vero corso di dialetto, proposta accolta con molto entusiasmo. Insieme ai ragazzi di Civicamente ci abbiamo pensato, abbiamo dato la forma a questa idea, trovato uno spazio e così sono nati questi incontri”.

Numeri inaspettati: moltissime le persone, da una giovane coppia di sposini a signori ultraottantenni, soddisfatte della giornata all’insegna del colore locale.
Tra gli “alunni” presenti veri cultori della lingua, chi voleva condividere poesie o libri scritti nel nostro dialetto, e chi, nell’epoca della società più plurilinguista di sempre, desiderava riscoprire e approfondire la cultura e le tradizioni dei propri nonni o della propria terra.

E come non parlare della cantante milanese Lia Moretti, che si è esibita nella sua canzone “Dò lacrimm”, tra la commozione e l’emozione generale, ed ha poi regalato le sue vecchie musicassette e una bellissima poesia in dialetto milanese scritta per sua figlia.

“Tosetta mia”
Quand ghe saroo pu
cercom in di color di al d’ona farfalla
che la te sfiora el vis
e col profumm di fior
le portare per ti tutt el me amor.
Quand ghe saroo pu
cerco in la vos del vent
ch’el giuda coi cavei, el te carezza
e quand sarà el moment
sott vos el disirà tutt el me ben!
Quand ghe saroo pu
e dent al coeur te gh’hee malinconia,
scolta un grisor, son mi…
Te strengiaroo in di brasa e per magi
la te farà sorid la mia poesia.
Quand ghe saroo pu
guard spess la mia fotografia,
col pussee bell sorts te disaroo
proppri ‘me adess…
“Son chi visin a ti, tosetta mia!”.
E per finì
se quand ghe saroo pu,
per vessazioni visin a ti
te podaree cercamm in quello che hoo dii,
mi crede propi che…
gh’hoo nanca pu pagura de morì.

Di seguito il video della sua esibizione canora:

Durante la lezione è stata affrontata anche la grammatica del dialetto, i verbi essere e avere, ed alcuni vocaboli sul meteo, i malanni, le parti del corpo, senza che mancassero mai scontri e vivaci discussioni su quale fosse la forma più corretta da usare. Sapevate che l’anulare si chiama “spusin” e l’arcobaleno “virivinven”? E chi di voi invece ha mai mangiato la brusadela, il pane raffermo abbrustolito che si metteva nel vino o nel latte?

Guest star degli incontri è stato sempre il signor Felice Camesasca, giornalista e scrittore, che segue con particolare interesse la lingua e le tradizioni di Monza e della Brianza. Tra le sue pubblicazioni il “Piccolo dizionario del dialetto monzese” e la storia del rifugio “Alpinisti Monzesi” al Resegone.

E per concludere, il momento più atteso, i detti in dialetto: “A Natal hin tucc fradej, a Sant Steven tiren già foeura i cortej”.

In molti si sono messi in gioco, e la lezione è stata ricca di curiosità, arrivando a far scoprire al pubblico che esiste addirittura il Vangelo e la “Divina Commedia in milanes”.

Al termine del corso è stato consegnato un simpatico attestato di idoneità insieme a dolci tipici della tradizione monzese.

“È stato un successo! Si è parlato un po’ di tutto, ma molte sono ancora le curiosità lasciate in sospeso. Impossibile fermarci ora, diciamo che si è concluso un primo ciclo. Vediamo se ho imparato qualcosa: “I bonn paroll in dialett varan tant e costen pocc” Viva il dialetto!” ha concluso Piffer.

Conoscete altri divertenti aneddoti o detti in monzese?
Condivideteli con noi nei commenti qui sotto!

Articolo di Beatrice Massaro

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