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La Monza del futuro, i Comitati dei cittadini lanciano il Libro bianco 2.0

La Monza del futuro, i Comitati dei cittadini lanciano il Libro bianco 2.0

19 Novembre 2018

Parco culturale del Villoresi, il Bosco del Ricordo, la Biblioteca civica al vecchio Ospedale San Gerardo, un nuovo tracciato della Metro 5 che dovrebbe arrivare a Monza. Sono queste alcune delle proposte contenute nel “Libro Bianco 2.0”. Che, dopo la prima edizione del 2015, raccoglie l’insieme delle denunce e delle soluzioni messe a punto dal Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza. Una realtà, nata nel 2010, frutto dell’impegno dei cittadini di diversi quartieri del capoluogo della Brianza.

Il “Libro Bianco 2.0”, presentato presso il Centro civico di Triante, tocca diverse tematiche: dall’urbanistica partecipata allo Zero consumo di suolo, dal ruolo strategico delle scuole alla riqualificazione delle aree dismesse, dalla realizzazione di parchi, aree verdi e piste ciclabili fino alla mobilità dolce e alla valorizzazione di complessi monumentali, naturalistici e culturali.

Un’ampia visione di come potrebbe e dovrebbe essere Monza. Con un destinatario principale. L’attuale amministrazione comunale, guidata dal 2017 dal sindaco Dario Allevi e dalla sua Giunta. Che vengono invitati ad invertire una rotta capace di portare, nel corso degli anni, Monza e la Brianza ad essere tra le 10 province più inquinate d’Italia e, per il consumo di suolo, la più cementificata.

Un cambio di direzione che, come spiega Giorgio Majoli, il portavoce del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza, dovrebbe partire da una variante al PGT (Piano Governo del Territorio), non solo, come annunciato, normativa, ma anche cartografica. In modo che, attraverso i Piani attuativi approvati e non ancora realizzati in questi anni, si possa migliorare la qualità della vita a Monza rendendola una città più sostenibile.

I contenuti del “Libro Bianco 2.0” – Il documento è strutturato in due parti. La prima è una sintesi che tocca i punti fondamentali individuati dal Coordinamento. La seconda è, invece, una raccolta dei contributi dei diversi Comitati.

“Abbiamo voluto fare un’analisi non solo delle problematiche, ma anche delle proposte per lo sviluppo di Monza – spiega Marina Cirulli, referente del Comitato di via Blandoria – auspichiamo, anche in campo urbanistico, una partecipazione più diretta e consapevole dei cittadini, perché la pianificazione del territorio non può che partire dall’identità e dall’attrattività per progettare la Monza del futuro”.

Uno dei punti di partenza è tener conto di ciò di cui il capoluogo della Brianza ha bisogno. “Prima di tutto non ha bisogno per esempio di nuova edificazione su suolo libero, di nuovi volumi di traffico, di nuova edilizia residenziale che non tiene conto delle statistiche sull’andamento della popolazione, con, ad oggi, quasi 7mila alloggi non occupati e un incremento di 4mila abitanti entro il 2037, della sottovalutazione delle sue potenzialità in ambiti quali la cultura, la scuola, la natura – afferma Cirulli – c’è, invece, bisogno, ad esempio, di un rilancio del Parco e della Villa Reale, della difesa del suolo e del sottosuolo, con la tutela della aree verdi e la bonifica delle cave”.

IDENTITA’ e ATTRATTIVITA’

“Monza ha una storia millenaria con solide basi, che soffrono di una scarsa consapevolezza e vanno quindi fatte emergere prima di tutto nella cultura ambiente e quindi potenziate con opportune iniziative – sostiene Giacomo Correale, referente del Comitato di via Boito Monteverdi – nel nuovo Pgt deve essere riaffermata la “Destinazione a verde” dell’intero Parco con interventi di restauro di Villa e Parco, perché bisogna abbandonare la visione distorta che ha portato a ritenere che per l’identità e il nome di Monza sia più importante avere il Gp di Formula 1 che non investire i 22 milioni di dollari l’anno nella rinascita di un complesso monumentale che, se non ci fosse l’autodromo, potrebbe rientrare a buon diritto fra i beni tutelati dall’Unesco e candidare Monza a Capitale europea della cultura”.

IL BOSCO DEL RICORDO

Il territorio a Est di Monza e l’asse viale delle Industrie-viale Stucchi sono tra quelli su cui, secondo il Coordinamento, si deve intervenire. “In una visione lungimirante dello sviluppo della città l’intero asse viabilistico – spiega Paola Sacconi, referente del Comitato Sant’Albino – potrebbe essere riqualificato paesaggisticamente per collegare e distribuire una serie di servizi di scala comunale: dal Parco del medio Lambro al Cimitero, al Centro natatorio, allo Stadio, al Palazzetto dello sport”. E le idee per questa zona della città non mancano.

“Si potrebbe realizzare, come nel nord Europa e in altre parti d’Italia, un vero e proprio Bosco del ricordo, su terreni adeguati, dedicato alla sepoltura dei resti, opportunamente cremati, dei defunti – continua Sacconi – altra iniziativa possibile è l’Arena per spettacoli all’aperto sulle ex Cave Rocca”.

EX BUON PASTORE E GLI SPAZI PER LE SCUOLE

Gli edifici scolastici di Monza sono di vecchia data e versano in condizioni critiche. Ecco, allora, che una delle soluzioni può arrivare anche dal riqualificare un complesso architettonico di notevole interesse storico, come l’ex Buon Pastore, situato nel quartiere Triante. “La vecchia struttura dell’area Buon Pastore, già adibita a scuola negli anni ’70-‘80, potrebbe essere ristrutturata per essere destinata ad aule, palestre e spazi per le vicine scuole- propone Rita Caldarelli, referente del Comitato Buon Pastore – l’Hensemberger ha aule in locazione in via Magenta, il Mosè Bianchi ha “in prestito” spazi nella sede della Provincia, con conseguenti spese di importo rilevante, il Frisi occupa praticamente tutte le aule disponibili”.

UNA BIBLIOTECA AL VECCHIO SAN GERARDO

Sul futuro dell’area del nosocomio di via Solferino, realizzato nel 1890 grazie a una cospicua donazione di re Umberto I, tanto si parla in vista della prossima asta di vendita (leggi qui).

Le destinazioni di questi 60mila metri quadrati, ormai dismessi, possono essere tante. “Monza non ha più un progetto per una nuova Biblioteca civica – afferma il referente del Comitato S.Carlo-S.Giuseppe, Villy De Luca – una piccola parte degli edifici potrebbero essere utilizzati per far posto ad una nuova biblioteca. Si deve aprire un dibattito pubblico sulla rifunzionalizzazione dell’ex San Gerardo – continua – l’obiettivo è rafforzare i rapporti di vicinato e il senso di comunità in tutto l’indotto urbano”.

IL PARCO CULTURALE DEL VILLORESI

Coniugare un’infrastruttura come il canale Villoresi e il recupero di aree dismesse presenti lungo il suo corso. E’ questo il significato di questo progetto di rigenerazione urbana. “Il modello è il Cuulturpark di Amsterdam, che da area industriale dismessa è diventata preziosa risorsa di natura attraverso la bonifica del sito, il restauro degli edifici, la realizzazione di percorsi, spazi verdi e corsi d’acqua – spiega Nicola Iannantuoni, referente del Comitato Bastacemento – gli edifici sono stati riconvertiti a nuovi usi, atelier artistici, laboratori artigianali, sale prova musicali, grazie a capitali privati e le attività svolte sono state portate avanti da imprese culturali, dai residenti e dagli squatters”.

IL NUOVO TRACCIATO DELLA METRO

Di metropolitana a Monza si parla da 40 anni. Negli ultimi due anni, però, sono stati fatti passi in avanti. Tanto che sembra ormai pronto lo studio di fattibilità sul prolungamento della linea 5, che prevede un tracciato di 7 fermate con fermate in viale Campania e in via Marsala, ma anche alla stazione FS, in piazza Trento e Trieste, Parco e Villa Reale, l’Ospedale S. Gerardo ed infine il polo istituzionale. Al di là del dibattito sulla reperibilità dei fondi (vedi l’articolo), il Coordinamento propone un’alternativa.

“Il nuovo tracciato è poco efficace a livello trasportistico, anomalo, invasivo ed è stato approvato senza un percorso partecipativo dei cittadini – sostiene Iannantuoni – secondo noi il tracciato più efficace e sostenibile, in prevalenza sotterraneo, deve prevedere 4 fermate Campania, viale Lombardia, Monza Brianza, dietro il Polo Istituzionale e Ospedale S.Gerardo, con direzione nord-est per un futuro ipotetico prolungamento sotto la sp6 Monza-Carate sino alla stazione ferroviaria di Macherio-Sovico”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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