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Hotel de la Ville: 60 anni di lusso tra antico e moderno

Hotel de la Ville: 60 anni di lusso tra antico e moderno

13 novembre 2018

Uno stile classico e d’altri tempi quello dell’Hotel de la Villa a Monza che, però, nasconde un’anima social, sempre pronta a rinnovarsi senza temere il futuro. Tany e Gigi Nardi, i due fratelli che da sei decenni gestiscono la struttura insieme a Francesco, il figlio di Gigi, hanno ben pianificato i loro progetti per gli anni a venire. D’altronde “non ci si ferma mai”, è il loro motto e si parte proprio da un primo e importante traguardo, cioè quello dei 60 anni della loro attività. L’hotel è simbolo e punto di riferimento dell’ospitalità a Monza.

Da Roberto Benigni, a Vittorio Gassman, passando per famosi piloti come Schumacher o Barrichello. Sono davvero tanti i nomi noti dello spettacolo o del mondo dello sport che hanno trascorso almeno una notte nelle meravigliose camere dell’Hotel de la Ville e, passandoci davanti, è davvero impossibile non fantasticare sulle storie che quelle camere custodiscono da sessant’anni. Ma qual è il segreto di un successo che dura da oramai oltre mezzo secolo? Noi di MBNews abbiamo avuto il piacere di  intervistare Gigi Nardi, che ci ha raccontato la storia dell’Hotel de la Ville e qualche divertente aneddoto.

 

Da albergo con 10 stanze e Small Luxury Hotel con 70 camere

Era il 1958 quando il papà Bartolomeo ritirò l’Hotel de la Ville offertagli dalla famiglia Fossati: un albergo con pochissime camere, alcune addirittura senza il bagno. Ben lontano da quello che è ora l’Hotel de la Ville, un albergo di lusso, punto di riferimento per molti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, che conta ben 70 camere. Di passi da gigante, in questi primi sessant’anni ne sono stati fatti: “Io e mio fratello Tany abbiamo sempre avuto le idee molto chiare su quello che volevamo diventasse l’Hotel de la Ville – ci spiega Gigi – i nostri studi in Svizzera, a Losanna, ci hanno permesso di rapportarci al settore alberghiero di un certo livello e così abbiamo lavorato per offrire ai nostri clienti un certo tipo di qualità”. E infatti, in quelle stanze hanno dormito personaggi di un certo spessore, da attori famosi sia italiani che internazionali, a grandi campioni del mondo dello sport. Ma quale è stata la richiesta più folle o il vezzo più particolare richiesto da un cliente “vip”? Ce lo svela proprio Gigi Nardi: “In questi anni di episodi  simpatici da raccontare ne sono successi molti – ci svela – quello che mi viene in mente ora è la richiesta che ci è stata fatta da un cliente orientale, un pilota: lui aveva l’abitudine di fare colazione sempre con uova e tartufo fresco, quindi noi, per soddisfare la sua richiesta, siamo andati fino ad Alba per prendere e fargli trovare ogni mattina dell’ottimo tartufo”.

Il “classicismo” dell’Hotel de la Ville nasconde un’anima social

Si starebbe ore ad ascoltare le meravigliose storie custodite all’interno dell’Hotel de la Ville, ma i fratelli Nardi non si fermano ai ricordi, anzi. Hanno ben chiaro i prossimi passi nel futuro della propria struttura.  Il sapore un po’ “retrò” suggerito dagli arredi classici della struttura, nasconde però un’anima social e Gigi e Tany sono perfettamente consapevoli che il web, oggi, rappresenta un importante strumento di comunicazione.

“Con mio fratello ci siamo divisi i compiti e mi sono sempre occupato di tutta la parte amministrativa e di gestione del personale. Anche se all’inizio, non nascondo che laddove c’era bisogno, io non mi tiravo mai indietro. Oggi il business ha bisogno però di figure sempre più specializzate e così è giusto che ognuno faccia il suo. Per esempio, da qualche tempo abbiamo uno staff dedicato al mondo della comunicazione e in particolare dei social. Senza di essi non si può più lavorare.” Queste le parole di Gigi Nardi che aggiunge: “non sono proprio un amante di Facebook e Instagram, ma sono consapevole dell’enorme importanza che hanno, assieme al web.”
Insomma, anche per una struttura simbolo come l’Hotel de la Ville è importantissimo rimanere sempre costantemente aggiornata, e i fratelli Nardi questo lo sanno benissimo, per questo puntano molto sulla scelta del personale, altamente qualificato.
“Abbiamo una figura professionale molto importante, il Revenue Manager, che si occupa da qualche tempo principalmente di ottimizzare le prenotazioni: si lavora tantissimo con gli algoritmi e bisogna essere tempestivi nell’aggiornare i prezzi in tempo reale per prendere nuovi clienti. Una volta non era così – ci spiega il titolare – c’era un listino prezzi e quello andava bene sempre, per ogni evento e ogni stagione. Oggi, invece, è sempre tutto in divenire”.

 

Un po’ di Monza nel mondo grazie all’Hotel de la Ville

Dal 2007, l’Hotel monzese è entrato a far parte degli “Small Luxury Hotel” del mondo, ovvero un’associazione che riunisce tutti i più piccoli e indipendenti hotel di lusso: un’appartenenza che porta a soggiornare all’Hotel de la Ville una clientela attenta al dettaglio e sofisticata, che non si accontenta dello sfarzo delle grandi catene, ma ricerca l’unicum degli hotel indipendenti.

Questo ci ha dato moltissima visibilità, il 70% dei nostri clienti è estero – conclude Gigi Nardi – ma ci impegniamo sempre molto a partecipare alle più importanti fiere del settore, soprattutto negli Stati Uniti, e questo, nel nostro piccolo, ci ha permesso di esportare un po’ di Monza nel Mondo”. Insomma, nonostante la già ottima reputazione, la voglia di crescere e migliorare non si arresta, anzi, aumenta.

“Sono convinto che Monza sia una città con un grande potenziale – afferma – ma è indubbio che dobbiamo sempre fare i conti con chi sta in un territorio più attrattivo di noi, Milano e Como soprattutto. Monza però non ha nulla da invidiare agli altri: ha la Reggia, il Parco, un centro storico bellissimo – e aggiunge – noi, per esempio, lavoriamo moltissimo soprattutto quando ci sono grandi eventi: in primis, ovviamente, il Gran Premio di Formula 1 durante il quale il nostro hotel ospita solo i piloti proprio per garantire loro privacy ed esclusività. Ma l’arrivo di Papa Francesco, gli Open di Golf e il concerto di Liguabue, per esempio, hanno fatto registrare un incremento del 12% sulle vendite”. E quindi, cosa si potrebbe fare in più?

“Monza dovrebbe investire molto di più su sé stessa, abbiamo tanto da offrire – conclude Gigi Nardi – a volte, è sufficiente dare uno sguardo un po’ più in là, fuori dall’Italia per esempio, per avere spunti di riflessione interessanti”.

 

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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