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Villa Reale "privata" finisce sotto la lente del comune e del Comitato - MBNews
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Villa Reale “privata” finisce sotto la lente del comune e del Comitato

Scoppia la questione Villa Reale e l'affitto al privato Luxottica per il maxi evento della durata di un mese. Chiusa dunque la Reggia al pubblico. Il sindaco attiva una camera di regia speciale.

Crisi Villa Reale di Monza

La Villa Reale di Monza chiude dal 1° novembre al 6 dicembre: i visitatori non potranno accedere ai tre piani centrali, all’appartamento di Umberto 1° e a parte dei Giardini della Villa Reale. A deciderlo Nuova Villa Reale spa, presieduta da Attilio Navarra, il concessionario, che ha affittato gli spazi a Luxottica. Si tratta di un evento commerciale che ospiterà 500 buyer provenienti da tutto il mondo. Lo scorso anno si è svolto della Reggia di Venaria Reale, a Torino: anche in quell’occasione l’edificio è rimasto chiuso al pubblico per un intero mese.

La decisione però, a Monza ha scatenato numerose polemiche. Immediata la reazione di parte dei cittadini, del Comitato Parco, che rivendica la destinazione d’uso pubblica della Reggia di Monza. Rimostranze anche dalle file della politica locale che chiedono chiarimenti sulla gestione pubblico-privato, ormai in essere da quattro anni.

Il punto: ristrutturazione pubblica, affitto al privato

La questione Villa Reale è emersa anche durante l’ultimo consiglio Comunale tenutosi ieri. ‘Con la ristrutturazione della Reggia, avvenuta grazie a un investimento pubblico cospicuo di 21 milioni di euro, con il supporto di altri 6 milioni elargiti dal concessionario privato – ha ricordato il consigliere PD, e x sindaco Roberto Scanagatti – è nata la gestione pubblico-privato del corpo centrale della durata di 20 anni. Al tempo erano sorte delle preoccupazioni sul fatto che quel rapporto avrebbe potuto precludere l’uso pubblico della struttura che doveva essere garantito. Oggi quell’ipotesi si sta concretizzando. L’anomalia che stiamo registrando è relativa all’affitto degli appartamenti reali a un privato. Questi sono stati completamente ristrutturati dal soggetto pubblico e sono nella totale disponibilità del Consorzio’.

A chiarire le maglie dell’intera operazione è stato il sindaco di Monza, Dario Allevi, il quale ha voluto sottolineare che la decisione di offrire anche gli appartamenti reali per l’evento Luxottica è stata presa in accordo col concessionario, dopo un’attenta valutazione dei pro e dei contro.

‘La decisione di ospitare questo importante evento mondiale è stata presa dal finanziatore, che però ha chiesto il semaforo verde al Consorzio. Noi come soci pubblici gli abbiamo dato il consenso all’unanimità – ha spiegato il primo cittadino – dopo aver valutato l’indotto che ci sarà in questo mese sul territorio. E’ chiaro che i 500 buyer che arriveranno a Monza da tutto il mondo dormiranno nei nostri alberghi, mangeranno nei nostri ristoranti e faranno shopping nei nostri negozi. L’unico contro sarebbe stato il fatto di non poter lasciare la Villa aperta al pubblico per il mese di novembre. Ma si tratta peraltro di quello che ha registrato un minor afflusso di visitatori negli ultimi 4 anni di gestione. E’ stato quindi quantificato il valore degli ingressi agli appartamenti reali per i 30 giorni di chiusura e la cifra ci è stata riconosciuta interamente dal concessionario. Da questa operazione quindi il consorzio incassa 14mila euro per i biglietti, a cui si aggiungono 11mila euro, una sorta di affitto per una piccola porzione dei giardini reali richiesti da Luxottica sempre per la gestione dell’evento. Insomma nessuna perdita di incassi e soprattutto buone prospettive di indotto per tutto il territorio monzese’.

Pubblico-privato, un matrimonio difficile

I problemi della Villa Reale però, non si esauriscono qui. ‘Si aggiunge la fuga degli operatori – spiega il Comitato Parco – tra i quali da ultimo il Museo del Design ospitato al Belvedere (pressoché l’unica attività coerente con la destinazione culturale e formativa della Villa), penalizzati dagli affitti alle stelle imposti dal concessionario e da una offerta culturale talmente povera da essere ben poco attrattiva’.

Inoltre, tra i corridoi corre voce, che il finanziatore privato abbia chiesto di ridurre i giorni di apertura della Villa, al termine dell’evento Luxottica , lasciandolo aperto al pubblico solo per il fine settimana, o al massimo dal giovedì. Sempre nell’ottica di ridurre le spese.

A riguardo di quest’ultimo punto il sindaco Allevi, ai nostri microfoni, ha voluto precisare che ‘per ora si tratta soltanto di voci. E’ ancora un discorso tutto da definire con il concessionario. Per quanto riguarda invece lo spostamento della Triennale a Milano, semplicemente è scaduto il contratto e per ora non c’è stata la volontà di rinnovarlo. Vedremo se è possibile costruire un percorso di riavvicinamento al Belvedere di Monza, visto che forse non tutti sanno che la Triennale nasce proprio a Monza’.

Ma il vero nocciolo della questione, confermato dal primo cittadino di Monza, è che ‘il finanziatore privato lamenta dei costi eccessivi da sostenere. Questo matrimonio tra pubblico e privato inizia a scricchiolare. Io ho ereditato una situazione esistente da 3 anni, sono diventato presidente del consorzio soltanto nell’ultimo anno. Vista la situazione ho deciso di fermare tutto e creare una camera di regia e un tavolo di lavoro. L’obiettivo e capire perché il privato sostiene di avere questi costi eccessivi e vedere come si può intervenire’.

Per ora dunque la Reggia di Monza rimane un ‘sorvegliato speciale’, per conoscerne il destino bisognerà attendere la fine dell’anno, quando la camera di regia fornirà i primi risultati del suo studio.