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Corden Pharma, il nuovo impianto porterà 50 posti di lavoro in più - MBNews
Economia

Corden Pharma, il nuovo impianto porterà 50 posti di lavoro in più

Taglio del nastro per il nuovo impianto farmaceutico di produzione in asepsi. L'azienda prevede di far salire i dipendenti da 370 a 420 nel giro di qualche anno

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Un nuovo impianto, che rilancia il sito produttivo di Caponago e allontana sempre più lo spettro della crisi.  Taglio del nastro questa mattina lunedì 5 novembre per il nuovo impianto farmaceutico di produzione in asepsi della Corden Pharma che, secondo le previsioni, potrebbe far salire nel giro di un triennio i lavoratori impiegati da 370 a 420.

L’inaugurazione ufficiale è avvenuta alla presenza dell’Amministratore Delegato Fabrizio Fiordigiglio, del Direttore della Global Injectables Platform Fabio Stevanon, di Patrick Schnitzer e Achim Riemann del gruppo ICIG (di cui fa parte la Corden Pharma), nonché del sindaco di Caponago Monica Buzzini. «Quando una azienda decide di investire è sempre un’ottima notizia – ha commentato il Primo Cittadino – Tanti caponaghesi e non solo lavorano in questo sito e la presenza dell’Amministrazione è per valorizzare questo».

Con un investimento di oltre 20 milioni di euro, la Corden si pone l’ambizioso obiettivo di diventare un centro di eccellenza mondiale per i prodotti iniettabili. La società ha investito nella creazione di linee produttive in grado di trattare le molecole più delicate, che richiedono la produzione in “asepsi”, ovvero con controlli maggiori della sterilizzazione a monte e capaci di evitare ogni forma di contaminazione.

I lavori sono stati portati avanti tra il 2016 e il 2017 e hanno permesso la realizzazione di due dipartimenti, uno dedicato alla produzione di siringhe pre-riempite, il secondo a quella di flaconi in forma liquida e liofilizzata: a regime, la produzione si rivolgerà soprattutto ai mercati esteri, in particolare a quello statunitense. Nei prossimi mesi si comincerà con attivare il reparto commerciale a caccia di clienti, poi si inizierà la produzione, prima su un turno per arrivare nel giro di qualche anno a regime pieno su tre turni, come già avviene nelle altre aree dell’impianto di Caponago.

L’investimento rassicura i dipendenti caponaghesi, allontanando lo spettro della crisi che ha colpito, per esempio, lo stabilimento di Sermoneta (Latina) del gruppo, dove ai dipendenti è stato comunicato l’impossibilità da parte dell’azienda di versare gli stipendi di ottobre e la rata della 14esima mensilità. Ma senza andare così lontano, nel 2011 i lavoratori di Caponago se l’erano vista brutta e avevano incrociato le braccia per protestare contro una serie di annunciati licenziamenti. Prima di allora, l’acquisizione di Astra Zeneca da parte della Corden aveva già permesso di salvaguardare posti di lavoro.