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Varedo: sesta edizione per l’albero della Cuccagna. Che festa!

14 Ottobre 2018

C’è fermento in città per la festa Patronale, mentre tra tradizioni e novità un albero fa comunità. Non si tratta di uno scogli lingua, ma dell’ evento clou della manifestazione quest’anno giunta alla sua sesta edizione.

Varedo, domenica 14 ottobre. Il paese si veste in festa. Stand delle associazioni varedesi e bancarelle di hobbistica. Dolci e cibarie varie. Un fiume di persone, una piazza gremita. Questo il panorama che ha animato il centro cittadino di Varedo all’insegna della convivialità.

Ma in piazza, quella parrocchiale di SS. Pietro e Paolo, un albero funge da collante. C’è aria di festa, quella portata dall’albero della Cuccagna. Quattro squadre, tutte varedesi e, ad assisterle, i giovani delle Iene Girls e Iene Boys. Sono i testimonial dell’evento arrivati dalla Regione Piemonte e facenti parte dell’Associazione Italiana Palo della Cuccagna UISP.

Ma qual è  la storia dell’albero? A raccontarlo in esclusiva a MBNews è Francesco Marzorati, consigliere provinciale Avis Monza e Brianza.

“L’albero della cuccagna – racconta – è la storia di Varedo e della nostra parrocchia e non credo di aver mai visto così tanti giovani riversarsi tutti assieme nella piazza parrocchiale”. Una dichiarazione, che numeri alla mano, rappresenta la giusta fotografia di quel che è stato. Intorno all’albero centinaia di persone hanno assistito alla kermesse.

Un evento organizzato da Avis Varedo e, si è detto, giunto alla sua sesta edizione. “Una manifestazione di tale portata – dichiara Felice Marzorati – è una semina sul territorio, che poi raccogliamo nei mesi successivi”. Insomma, un evento che fa comunità e che aiuta Avis a sensibilizzare sul tema donazioni. Un po’ di zucchero filato e… La donazione è fatta. Ed è sempre Marzorati che lancia un appello, chiedendo a cuor sincero a chi sapesse di appartenere al gruppo 0 negativo, di iscriversi e donare. “Come denuncia l’ASST di Desio – dichiara Marzorati – c’è una forte carenza ematica di 0 negativo ed è per questo che abbiamo bisogno di voi”. Un appello sincero, nella speranza possa trovare ascolto.

E nel frattempo c’è Radio Varedo Web. La musica pompa dalle casse e la voce degli speaker intrattiene gli astanti. Risveglio muscolare, le quattro squadre scendono in campo. Ci sono gli Spider Pork, i Barlafus, i Grifone e, new entry di quest’anno, i Los Cuccadores. 

Parte il timer, sale la prima squadra. Gambe in spalla, è il caso di dirlo, i Barlafus, già vincitori dell’edizione 2016, cominciano l’arrampicata verso l’alto, verso la cuccagna. Verso la vittoria.

Vengono sgrassati i primi metri, ma il tempo finisce e la scena viene data alla squadra avversaria. Avvantaggiati, gli avversari salgono laddove il grasso è già stato tolto. Salgono più in alto per fare lo stesso ingrato compito, quello di togliere grasso dal palo della cuccagna. La fatica avanza e con essa il tempo che inesorabile passa e scade. Turno successivo, squadra successiva.

Il gioco si ripete ad ogni giro, ma aumenta il tempo a disposizione per agevolare la faticosa salita. Scalata dopo scalata, le 4 squadre si sfidano all’ultima cuccagna. A vincere, alla fine dei giochi, sono i Barlafus con un tempo record di 0,44 secondi. A seguirli, le new entry, giovani ma bravi verrebbe da dire, con un tempo di 1,14 secondi. Terzi, invece, con 1,18 arrivano gli Spider Pork e ultimi, vincitori della scorsa edizione, i Grifone.

I classificati, Barlafus

Avis, tuttavia, un premio ha voluto darlo a tutte le squadre. L’impegno messo, del resto, va comunque premiato. E dai salumi, più grandi o men grandi asseconda del podio, ogni capitano ha ricevuto un orologio grazie all’impegno messo dagli sponsor del territorio.

L’adrenalina scorre veloce nel sangue. Varedo ha i suoi nuovi campioni, che verranno chiamati a difendere il titolo il prossimo anno. Oggi, la festa Patronale è terminata. Rimane il bel ricordo di una domenica passata all’insegna della convivialità, ma soprattutto rimane la speranza di donare.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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