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Trascurate e vandalizzate: a Seveso le aree giochi non sono per bambini

Trascurate e vandalizzate: a Seveso le aree giochi non sono per bambini

23 Ottobre 2018

Pochi spazi per i bambini e poca manutenzione dei giochi pubblici: a sentire i genitori, il quadro sevesino appare sconfortante. Al punto che anche l’intervento all’area giochi del Bosco delle Querce, in programma per questa settimana secondo un annuncio pubblicato sul sito del parco, sembra in fondo ininfluente da un punto di vista generale: anche altrove i giochi sono vecchi, spesso rovinati, oppure sono stati smontati per ragioni di sicurezza ma mai sostituiti.

Per rendersene conto basta un giro domenicale per alcuni dei “giardinetti” della città, complice anche un ottobre insolitamente caldo che invita a stare all’aria aperta. Lo stato di incuria è evidente e si protrae ormai da anni, tanto che diversi genitori preferiscono portare i figli in oratorio, dove i giochi sono più curati, o in altri comuni, quelli vicini come Barlassina o Cesano Maderno, ma anche più lontani, verso Milano, Monza o Como. «Mia figlia ha cinque anni – racconta Chiara, una mamma che abbiamo incontrato al Parco delle Rose, proprio di fianco alle scuole di via Adua – ma rispetto a quando aveva un anno la situazione non è cambiata. Non si tratta neanche di vandalismo, ma proprio di assenza di manutenzione: ho anche scritto al Comune, ma non ho mai avuto una risposta. Peccato, perché secondo me l’attenzione che un’amministrazione mette in queste cose dice tanto del Comune stesso. E di spazi dedicati ai bambini non ce ne sono nemmeno tanti a Seveso». «Ci vorrebbe un addetto che a fine inverno facesse il giro dei parchetti e verificasse la situazione» aggiunge Simone, anche lui nello stesso parco in compagnia della figlia. E la mancanza di risorse sembra quasi un pretesto: «Sistemare due altalene costa meno che rifare le aiuole, ma magari si preferisce sistemare queste ultime perché è una cosa più visibile» aggiunge, scoraggiato.

Parco delle Rose

All’ingresso del Parco delle Rose un cartello invita a rispettare i giochi e il parco. Ma, a parte una panchina vandalizzata, l’impressione è che i danni peggiori li faccia l’assenza di manutenzione. Le altalene sono inagibili per i bambini più piccoli: mancano quelle con l’imbragatura, che dovevano essere sostituite tempo fa, ma il loro posto è rimasto vuoto. Chi vuole arrampicarsi invece deve fare attenzione a dove mette i piedi: in un gioco manca un piolo e in un altro una delle assi della passerella. Il gioco più grande, quello con lo scivolo costruito come un tunnel, è stato invece eliminato tempo fa e mai più sostituito. In più c’è il problema delle aiuole, delimitate da sassi e rocce appuntite decisamente poco adatte ai giochi dei bambini: «I bambini corrono, giocano e non ci fanno caso, ma rischiano di farsi male: qualcuno si è rotto un braccio, qualcun altro si è tagliato il mento – spiega Simone -. Le rose sono belle, ma in mezzo al parco giochi ostacolano solo i bambini. Capisco che non si possa fare molto per le radici degli alberi (alcune hanno addirittura divelto un’inferriata, ndr), ma almeno i sassi si potrebbero togliere. Anche perché in autunno, quando cadono le foglie, nessuno le raccoglie: non vedere dove si cammina è pericoloso».

C’è poi il discorso dei servizi igienici: «Uno dei problemi più sottovalutati è l’assenza di bagni pubblici – afferma Anna, una mamma dell’Altopiano con tre figli di 9, 7 e 4 anni -. Non solo per i bambini, ma anche per chi li accompagna: magari un anziano o una donna incinta». Anna frequenta spesso il parco dell’ex Tirassegno, a Barlassina, ma in realtà i bagni pubblici nel Parco delle Rose ci sarebbero: sono stati chiusi anni fa per evitare vandalismi. «Dovrebbero riaprirli e metterli a disposizione, anche a pagamento» propone Chiara.

Bosco delle Querce

L’area giochi del Bosco delle Querce, un po’ defilata rispetto all’ingresso di via Ada Negri, è risultata apprezzatissima da diversi genitori: il parco è grande, lo spazio non è mai troppo affollato, e anche se i giochi sono al sole gli alberi garantiscono sempre un po’ di ombra e di fresco. Anche i giochi stessi sono belli, tra castello e nave: peccato, appunto, che al momento non siano utilizzabili (manca un gradino ed è saltata una delle assi del tunnel). Il sito del Bosco delle Querce motiva l’attesa con i tempi di consegna dei pezzi da sostituire, ma Chiara non manca di far notare che la situazione è ferma da tempo: e il rischio è che comunque, con l’arrivo dei primi freddi e del brutto tempo, saranno sempre meno le possibilità di giocare all’aria aperta.

Parco del Gaggin

Il tam tam delle mamme punta il dito anche contro il Parco del Gaggin: un fazzoletto di verde tra le case di via Mezzera, un luogo prezioso per i bambini dei dintorni che possono raggiungerlo facilmente. Dei giochi originari, però, ne sono rimasti pochissimi: due altalene (una anche con l’imbragatura, con la seduta che però comincia già a rovinarsi e rompersi) e due giostrine per dondolarsi, tanto che sembra ci sia già un progetto per acquistarne di nuovicon dei fondi regionali. Nell’area giochi ci sarebbe in effetti posto per altri tre giochi, che però devono essere stati smontati e mai più sostituiti: a testimoniarlo restano soltanto delle irregolarità nelle pedane, che rendono paradossalmente più pericoloso il gioco e il movimento per i bambini. Più in là, nel parco vero e proprio, alcune panchine dovrebbero invece essere sostituite: qualcuno ha divelto parte delle assi, rendendo impossibile sedersi.

Villa Dho

Il parco di Villa Dho è da sempre adibito a percorso vita: all’ingresso, tuttavia, è stata ricavata una piccola area giochi per i bambini. L’impressione, rafforzata dalla chiusura fino a data da definirsi de La Petitosa, è quella di un luogo un po’ trascurato, con immondizia per terra e giochi danneggiati più dal tempo che dai vandali: anche qui manca un’altalena, mentre l’ultimo gradino della scala che porta allo scivolo si sta rompendo, e anche la fune per arrampicarsi si sta rovinando.

L’auspicio è che, magari anche grazie alla pausa invernale,si riesca a fare una mappa delle criticità dei parchi giochi del territorio, e a intervenire in tempo almeno per la prossima primavera. Altrimenti genitori e bambini continueranno a migrare o verso soluzioni “private” (come, appunto, i giochi dell’oratorio) o in altri comuni: e il territorio di Seveso ne risulterà per forza di cose impoverito. «I vandali sono una scusa – conclude Chiara -. Vengo da Milano e in periferia ci sono zone oggettivamente più difficili come contesto sociale, ma le aree giochi sono più curate». Forse è tempo che lo si cominci a fare anche a Seveso.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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