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Seveso, l'amministrazione: "Non c'è amianto alla scuola Munari". Ma è polemica

Seveso, l’amministrazione: “Non c’è amianto alla scuola Munari”. Ma è polemica

16 Ottobre 2018

Non c’è amianto nel cantiere della scuola Bruno Munari di Seveso Altopiano: lo afferma un comunicato pubblicato sul sito del comune e datato 14 ottobre, 10 giorni dopo il consiglio comunale in cui il consigliere Paolo Butti aveva chiesto rassicurazioni ufficiali in merito. Non ha ancora ricevuto risposta, invece, Domenico Cristiano, padre di un’alunna della primaria dell’Altopiano ed ex candidato consigliere per “Impegno è servizio”, che il 28 settembre aveva inviato al sindaco e all’assessore ai Lavori pubblici una lettera protocollata in cui chiedeva, oltre a una conferma sull’assenza di amianto nel cantiere, il perché dell’interruzione dei lavori, insieme a ulteriori chiarimenti sulla sicurezza di studenti e personale scolastico e sulle lezioni di educazione fisica, al momento interrotte. D’altra parte sia Butti sia Cristiano, ritenendo “vergognosa” la mancanza di risposte concrete durante la seduta consiliare, avevano già provveduto a un doppio esposto contro il sindaco di Seveso, Luca Allievi: un gesto veementemente biasimato anche nel comunicato, dai toni molto accesi per essere un testo istituzionale.

«Negli scorsi giorni due politici locali, entrambi candidati per lo schieramento di sinistra dell’ex sindaco Paolo Butti alle elezioni comunali dello scorso mese di giugno, hanno diffuso informazioni atte a far credere che all’interno del perimetro della scuola Bruno Munari di Seveso Altopiano vi fosse una situazione di pericolo causata dalla presenza di amianto nel cantiere per la realizzazione della nuova palestra – recita il comunicato online -. Non è vero.  Non vi è alcuna traccia di presenza di amianto all’interno dell’area». Il testo prosegue spiegando che, fino a fine lavori, gli alunni della Munari potranno utilizzare la palestra del vicino oratorio San Carlo, e invitando genitori e cittadini «a non farsi strumentalizzare da persone senza scrupoli ma di rivolgersi sempre e solo alle istituzioni di riferimento». L’accusa a Butti è quella di aver presentato l’esposto nonostante le rassicurazioni ricevute in merito alla questione amianto dal funzionario responsabile del settore Lavori. «Un atto di gravissima scorrettezza da parte dell’ex sindaco – si legge – fatto solo per fomentare paure tra i genitori degli alunni della scuola Bruno Munari nell’auspicio di recuperare quel consenso elettorale perso dopo 5 anni di pessima amministrazione».

«Perché la risposta ufficiale è arrivata dopo così tanti giorni?  – ribatte Butti, che sottolinea anche che l’accordo con la parrocchia per l’uso della palestra era già stato fatto a maggio -. Perché non è stata data ufficialmente in consiglio comunale lo scorso 4 ottobre, quando l’ho chiesta a conferma di quello che mi era stato detto verbalmente dal funzionario responsabile dei Lavori pubblici? Perché rispondere con un documento che è impostato come un comunicato di attacco politico anziché con una semplice informazione? La risposta penso sia solo questa: oggi Seveso è amministrata da gente cattiva, egocentrica, incapace di creare un confronto leale».

Cristiano, però, spiega di non voler ridurre la questione a uno scontro tra Lega e Pd. Pur criticando il comunicato per «l’ambiguità con cui si parla di candidati politici» e per l’assenza di una firma, spiega ancora una volta di aver inviato la lettera in modo formale e riservato, nel rispetto delle istituzioni, e di averla voluta rendere pubblica solo sei giorni più tardi, dopo aver scoperto che l’ufficio protocollo non l’aveva inviata ai destinatari. «Ho realmente pensato di poter essere utile ai bambini della scuola Munari, frequentata da mia figlia, e ai loro genitori: probabilmente mi sbagliavo – aggiunge -. Ad oggi questi sono i fatti: nel cantiere della scuola si apprende che non c’è amianto. A quella lettera, però, un amministratore serio, concreto e veloce, se ha tutte le risposte, dà soddisfazione al cittadino che le pone il prima possibile». E ribadisce: «Se c’è di mezzo la salute di mia figlia non c’è comunicato stampa o minacce di azioni legali che non mi scivolino addosso».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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