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Stazione Monza, presidio Polizia locale: prosegue la sperimentazione?

Stazione Monza, presidio Polizia locale: prosegue la sperimentazione?

17 Ottobre 2018

E’ tempo di bilanci, ma i conti ancora non si conoscono. E, quindi, ancora non si sa se tornano. E’ passato poco più di un mese dall’inizio della sperimentazione dei nuovi orari di servizio di pubblica sicurezza presso la stazione ferroviaria di Monza. Era, infatti, il 3 settembre quando, dopo aver sfiorato lo sciopero dei vigili urbani proprio in occasione del Gp d’Italia di Formula 1 (clicca qui), l’accordo tra Comune e Sulpm (Sindacato unitario lavoratori polizia municipale) per la riorganizzazione e l’efficientamento dei turni del presidio aveva preso il via (leggi l’articolo).

 

Per 30 giorni davanti alla stazione, troppo spesso al centro di episodi con protagonisti tossicodipendenti, violenti e malfattori, dalle ore 7.00 alle 9.00 il presidio è stato composto da due agenti e una pattuglia mobile di pronto intervento con priorità sulla stazione e dalle 17.00 alle 22.00 con quattro agenti e la medesima pattuglia. Nelle ore centrali della giornata, non coperte dall’accordo, ci si è affidati alla Polfer e ai pattugliamenti delle altre forze dell’ordine e della stessa Polizia locale.

I problemi di sicurezza della stazione di Monza non sono certamente stati risolti. E lo dimostra anche il caso, uno degli ultimi in ordine di tempo, del richiedente asilo gambiano che ha spruzzato nell’aria dello spray al peperoncino provocando ai pendolari malori, bruciore agli occhi e fatica a respirare, oltre alla sospensione del traffico ferroviario per circa 30 minuti (qui l’approfondimento). Ora, però, a distanza di circa un mese dall’avvio della sperimentazione, è il momento di decidere se continuare con i nuovi turni del presidio.

“Ne parleremo con la Prefettura, analizzeremo i dati a disposizione e poi daremo una comunicazione ufficiale – afferma l’assessore comunale alla Sicurezza, Mobilità, Viabilità e Polizia locale, Federico Arena – la mia impressione è che nella zona ci sia stato un minor numero di interventi delle forze dell’ordine negli ultimi 30 giorni. Di sicuro ci sono cose negative ed altre positive – continua – tra queste ultime la possibilità di avere più personale nelle ore più problematiche del pomeriggio e della sera”.

Sulla prospettiva di aumentare l’impiego della Polizia di Stato e dell’arrivo dell’Esercito davanti alla stazione, l’esponente dell’amministrazione di Piazza Trento e Trieste non si sbilancia. “Non dipende da noi, ma sono questioni che abbiamo posto all’attenzione anche del Governo – spiega Arena – i tempi decisionali di Roma sono quelli che sono, con il vicepremier e Ministro dell’Interno, Salvini, che il 15 ottobre è stato a Monza per l’Assemblea nazionale di Confimi (leggi il suo intervento), abbiamo un contatto diretto e, quindi, siamo speranzosi”.

In attesa di conoscere i prossimi sviluppi della vicenda, ci sono altre idee che puntano a rendere più vitale la zona della stazione. Con iniziative culturali, che potrebbero essere una sorta di antidoto sociale alla criminalità. “La Saletta Reale della stazione è stata già di recente protagonista di appuntamenti durante il FuoriSalone Monza 2018, in contemporanea con la Design Week di Milano, ma anche di mostre ed eventi musicali grazie agli Amici dei Musei – afferma Massimiliano Longo, Assessore comunale al Commercio, al Lavoro, alle Attività produttive, al Turismo e alla Cultura – dal punto di vista commerciale, c’è l’obiettivo di rafforzare l’asse stazione/centro. L’anno scorso a Natale abbiamo, per la prima volta, su Corso Milano installato la stessa illuminazione e posto delle sagome di legno del presepe”.

Avanzare nella direzione di combattere il degrado e l’insicurezza della stazione ferroviaria anche con le “armi” della cultura e del turismo si scontra con ostacoli oggettivi. “Purtroppo su Corso Milano non si possono organizzare eventi per motivi legati alla viabilità – spiega Longo – comunque vogliamo definire appuntamenti durante le ore diurne della giornata che, sul modello già avviato per i Boschetti reali, possano costituire momenti di aggregazione e socializzazione”.

Intanto, per il prossimo Natale, che si avvicina inesorabilmente, non ci sono ancora certezze. “Abbiamo l’intenzione di ripetere l’esperimento dell’anno scorso con un’illuminazione  che parta dalla stazione e prosegua in centro, ma abbiamo bisogno di sponsor – ammette l’assessore – in questo periodo stiamo cercando di raccogliere le risorse economiche”. Chissà se, in ogni caso, le festività natalizie potranno contribuire davvero a dare nuova luce dove troppo spesso, anche metaforicamente, domina il buio.

 

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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