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La Meridiana primi in Italia. A Monza nuovo centro diurno integrato

La Meridiana primi in Italia. A Monza nuovo centro diurno integrato

8 Ottobre 2018

“Per noi è davvero un momento importante perché è l’ultima ciliegina che mettiamo sul progetto il Paese ritrovato”. A dirlo è stato Roberto Mauri, direttore de la Meridiana, in occasione del taglio ufficiale del nuovo centro diurno integrato.

Continua l’avventura, iniziata lo scorso 24 febbraio, da La Meridiana. Un progetto che è stato reso possibile grazie anche alle tante famiglie monzesi, che ci hanno creduto. È stato inaugurato a Monza, ieri, sabato 6 ottobre, il nuovo centro diurno integrato Il Ciliegio. “C’era la necessità – sostiene Mauri – di trovare una nuova realtà che non fosse la San Pietro. Abbiamo quindi contestualizzato il suo modello a Monza, unica realtà in Italia.

LA NECESSITÀ

Piccola passo indietro. Cosa rappresenta il Centro Diurno Integrato (CDI) S. Pietro? Si tratta di una palazzina autonoma, collocata nella parte nord del parco interno del Centro Geriatrico Polifunzionale San Pietro.
Una struttura che offre agli ospiti del centro un orto attrezzato, piazzole di sosta e percorsi fruibili anche da anziani con limitate capacità di movimento. In parole povere è una struttura semi residenziale per anziani – cosa ben diversa dalla residenza socio sanitaria per disabili (RSD) – che offre prestazioni socio assistenziali e sanitarie in regime diurno.

Per quanto la struttura sia funzionale, si è palesata una certa necessità. Quella di proteggere e meglio assistere gli ospiti. A chiarire interviene Roberto Mauri. “C’erano grandi difficoltà – spiega – nel gestire uno spazio aperto dove le persone affette dalla demenza rischiavano di uscire all’esterno. Ora – sottolinea – si trovano in un luogo protetto”.

E di protezione è giusto parlare. Aiutare e coadiuvare, chi ha bisogno di essere tenuto per mano. “Tutto quello che facciamo – asserisce Mauri – lo facciamo per far stare bene i nostri ospiti, che da oggi potranno usufruire di tutti quei servizi offerti da il Paese Ritrovato“. Un dato oggettivo? No, si tratta di un fatto. Nel nuovo CDI il Ciliegio, c’è tutto. C’è una cucina e un salottino col camino. C’è un pianoforte, ci sono libri e un grosso tavolo dove star seduti in compagnia. E c’è anche una palestra. “Questo è un angolo di casa – testimoniano alcuni presenti – portare qui i nostri genitori, significa restituire loro la serenità di cui hanno bisogno”.

Operativo già da lunedì scorso, il CDI è stato inaugurato, nel corso della mattinata di ieri, sabato 6 settembre, in modo ufficiale assieme alle famiglie degli ospiti già attivi . In tal occasione è sta fatta maggior chiarezza sui servizi che il centro offre. Primo di tutti, lo sportello “e adesso cosa faccio?“.  Uno sportello telefonico con due operatrici e una cosante consulenza a tutto tondo, comprensiva di un servizio di orientamento. “I servizi ci sono, ma non parlano tra di loro”, asserisce Mauri. “Noi – continua – abbiamo cercato di sopperire a questa problematica fornendo, in oltre, un momento di ascolto grazie al quale le persone di possano sentire meno sole”. Ma sentiamo l’intervista, che Mauri ha rilasciato in esclusiva a MBNews.

Un luogo dove le persone possono usufruire di tutta una serie di servizi tra cui quello di orientare la famiglia verso l’evoluzione della malattia. Assistenza a tutto campo, si è detto. “I nostri ospiti – spiega Mauri – vengono qui portati la mattina con i nostri mezzi e riaccompagnati poi a casa la sera”. Un’accoglienza, quest’ultima, resa possibile soprattutto grazie alle donazioni dei privati. “Voglio ringraziare chi continua a credere in noi – dice Mauri – e soprattutto la famiglia Farina, che ci ha donato un furgone, rendendo migliore il nostro servizi di assistenza alle famiglie”.

“Lo abbiamo fatto – testimonia Andrea Farina – perché conosciamo il centro in modo diretto, per via della malattia del papà. Questo – conclude – è un centro che si è dimostrato serio e questo è un gesto fatto con il cuore, per chi il cuore ce lo mette già ogni giorno”.

 

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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