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Innovazione in Brianza: ai cittadini interessa, ma c'è ancora molto da fare

Innovazione in Brianza: ai cittadini interessa, ma c’è ancora molto da fare

12 ottobre 2018

Sono interessati, anzi alla maggior parte di loro piace. Perché ne apprezzano la capacità di offrire di offrire servizi più efficienti e l’opportunità di ridurre l’inquinamento, migliorare la viabilità e il riciclo dei rifiuti. Il rapporto tra innovazione e brianzoli ha basi fondate sull’ottimismo e la positività. Ma, a Monza e dintorni, tanto resta ancora da fare sul fronte dello scetticismo e della diffusione di una mentalità realmente smart, cioè costruita intorno alle nuove tecnologie e dispositivi.

E’ quanto emerge dalla ricerca che RetiPiù, l’utility che distribuisce energia elettrica e gas metano in 25 Comuni della Brianza, ha commissionato all’istituto SWG. “C’è tutta la potenzialità di recepire l’investimento sull’innovazione, ma c’è la necessità da parte dei cittadini di capire quello che sta accadendo in merito alla concreta utilità delle nuove tecnologie e al dialogo con quella parte della popolazione che mostra più perplessità su questi temi” afferma Maurizio Pessato, vicepresidene della SWG.

Lo studio è stato presentato nella Villa Reale di Monza  al Brianza Innovation Day, la giornata di avvio di un percorso che dovrebbe tradursi in progetti concreti di innovazione per consentire di creare una vera e propria Smart Area in Brianza. Con RetiPiù, che ha sede legale a Seregno, come perno e facilitatore di un modello di sviluppo 4.0.

“Siamo da sempre impegnati sul fronte dell’innovazione, ma siamo consapevoli che, per rivoluzionare il modo di pensare all’utility nell’era dell’economia digitale, sia necessario partire dai territori e intercettarne i bisogni – spiega Mario Carlo Novara, Presidente di RetiPiù (nella foto in basso)– ci poniamo come partner dell’innovazione territoriale e provider di soluzioni avanzate per fare in modo che le idee di oggi possano trasformarsi in progetti concreti e diventare realtà”.

I DATI POSITIVI

Oltre 7 brianzoli su 10, circa il 78%, si dichiara interessato all’innovazione e alle tecnologie smart. Solo il 6% mostra indifferenza rispetto a questi temi. Su una scala da uno a 10, il grado di interesse medio registrato nei confronti dell’innovazione è più elevato tra le persone istruite (7,9), benestanti (7,5) e giovani (7,5). È più basso tra i pensionati (6), tra chi è meno istruito (5,8) e tra le casalinghe (5,7).

L’aspetto che più piace delle tecnologie smart ai cittadini intervistati, un campione di 1000 persone residenti a Monza e in Brianza, è la comodità data da servizi più efficienti (33%). E i sentimenti che le nuove tecnologie generano sono curiosità (33%) e ottimismo (21%). Solo un quarto dei brianzoli prova sensazioni negative quali incomprensione (7%), paura (3%), angoscia (3%). Il riciclo e il riuso dei rifiuti si conferma il tema, legato all’innovazione, più sentito dai brianzoli con un punteggio di 7,9 su una scala da uno a 10. A seguire i servizi per migliorare la viabilità e ridurre il traffico con voto pari a 7,7. Tra i servizi da implementare, i brianzoli scelgono sistemi di videosorveglianza nei parcheggi, servizi online (corsi di formazione e servizi di pubblica utilità), e bike e car sharing.

I DATI NEGATIVI

L’innovazione suscita nei brianzoli anche una certa preoccupazione. Il 34% del campione, infatti, è turbato dalla prospettiva di una società sempre più controllata e alienata. E, se si guarda al futuro, il 53 per cento degli intervistati rimane convinto che innovazione e tecnologie smart avranno un impatto limitato o trascurabile sulla vita delle persone e che in futuro non ci saranno grossi sconvolgimenti, soprattutto in provincia.

A livello locale, l’indagine di SWG evidenzia che la diffusione degli smart service non è capillare. Un quarto dei brianzoli, infatti, dichiara di non usufruire di servizi smart perché assenti nei loro Comuni e il 59 per cento della popolazione raggiunta da almeno uno smart service ritiene siano insufficienti e di bassa qualità. Soprattutto a causa delle difficoltà economiche dei Comuni (32%) e delle dimensioni ridotte degli stessi (20 per cento). Ecco perché circa l’80 per cento, quindi 4 cittadini su 5, auspica la nascita di una cabina di regia brianzola guidata da un unico soggetto.

Il Brianza Innovation Day ha cominciato a dare risposte pratiche alle istanze arrivate dai cittadini. Soprattutto attraverso le idee dei 6 tavoli di lavoro tematici, riservati ai rappresentanti delle amministrazioni e delle imprese locali, che hanno affrontato altrettanti temi specifici: smart energy, economia circolare, smart living, mobilità sostenibile, economia 4.0, smart community. C’è chi ha proposto di rendere più efficiente e coordinata, anche in ottica sicurezza, l’illuminazione pubblica.

Altri si sono “inventati” lo SportHello, un gioco di parole per lanciare un modo nuovo in cui la Pubblica Amministrazione possa fornire servizi più diretti e semplificati ai cittadini. C’è, poi, chi, nel concreto, vorrebbe l’istituzione di un Innovation Manager nei Comuni della Brianza, ritiene utile avviare il prototipo di una piattaforma comune per il commercio dei centri storici e la creazione di un unico Sistema bibliotecario integrato sul nostro territorio.

Il materiale su cui lavorare, insomma, non manca. Tanto che, magari già per la prossima edizione del Brianza Innovation Day, “si potrebbe creare lo spazio per una Fiera delle smart application per la città” propone Chicco Testa, presidente di FISE Assoambiente. Di sicuro, per lo sviluppo dei temi dell’innovazione e delle nuove tecnologiche, è fondamentale l’approccio delle amministrazioni pubbliche e la loro capacità di creare le condizioni perché le informazioni e i dati vengano messi facilmente a disposizione dei cittadini.

Per questo all’evento in Villa Reale a Monza erano presenti molti sindaci, in prima fila quello di Seregno, Alberto Rossi, socio di maggioranza di RetiPiù. Anche Regione Lombardia, presente con l’assessore allo Sport e Giovani, Martina Cambiaghi, si dichiara pronta a fare la sua parte.

Del resto in Lombardia e in Brianza il terreno dell’innovazione e delle nuove tecnologie è tra i più fertili in Italia e in Europa. Lo dimostrano esperienze di successo come il Parco scientifico e tecnologico Kilometro Rosso, diretto da Salvatore Majorana, con il suo distretto fondato sul modello dell’Open innovation, capace di mettere a stretto contatto, nello stesso luogo fisico, 55 aziende e 1700 addetti e ricercatori. Oppure il PoliHub, l’incubatore di start-up del Politecnico di Milano, “il terzo nel mondo – ricorda la General Manager, Claudia Pingue – per la capacità di generare imprese tecnologiche ad alto potenziale di business”.

Tante le sfide da affrontare nel prossimo futuro. Tra queste la trasformazione digitale nel settore energia. “Su questo fronte ci saranno sempre più cambiamenti nell’ambito della generazione, distribuzione e del retail – sostiene Vittorio Chiesa, Head of Energy Strategy Group, Politecnico di Milano – ma lo spazio di business più grande si apre per i servizi post-contatore con le possibilità, ad esempio, dell’autoproduzione e dell’accumulo di energia e delle applicazioni smart home”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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