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I tifosi del Monza sognano la serie A. Con Berlusconi "sarà romantico"

I tifosi del Monza sognano la serie A. Con Berlusconi “sarà romantico”

14 Ottobre 2018

Chiacchiere, cori, abbracci, fotografie, musica, birra, salamelle e fuochi d’artificio. Non mancava praticamente nulla allo stadio Brianteo ieri sera alla Festa della curva Davide Pieri e dei tifosi biancorossi del Monza 1912.

Alla vigilia dell’importantissimo match tra la compagine del neoproprietario Silvio Berlusconi e la Triestina, approfittando del gemellaggio quasi quarantennale con la tifoseria alabardata, gli ultras dei Sab si sono fatti aprire le porte dello stadio Brianteo, abbellito dal restyling eseguito in settimana, per ospitare una sorta di raduno del popolo che ha sempre supportato, qualunque fosse il campionato (Serie B, C o D), la squadra italiana più blasonata tra quelle mai state in Serie A.

I tifosi si sono riuniti, si sono abbracciati (soprattutto i capi della curva monzese con gli omologhi giuliani), hanno ammirato le foto storiche degli ultras biancorossi e hanno parlato di quello che è stato, di quello che è e di quello che si spera sarà presto, che per il Monza significa la Serie A nel 2020. Con la famiglia Berlusconi come proprietaria e Adriano Galliani come amministratore delegato sognare è assolutamente lecito. Ed è quello che è emerso nel dibattito dal titolo “E non andremo mai in Serie A… o forse sì?”.

Alla serata sono intervenute alcune autorità e membri della dirigenza del “1912”. Il sindaco Dario Allevi ha ringraziato in particolare gli ultras e il presidente della società Nicola Colombo: “Questo è un momento storico per la nostra città, per i nostri colori, per la nostra società. Anche nei momenti più bui voi tifosi ci siete sempre stati e di questo la città vi sarà riconoscente sempre. Così come sarà riconoscente alla famiglia Colombo, che ha preso il Monza dopo il secondo fallimento, l’ha riportato in Serie C, ha tenuto i conti in ordine, creando le condizioni per il passaggio di consegne con la famiglia Berlusconi. Ora godiamoci questo sogno, che ha un sapore speciale per chi come me era allo spareggio di Bologna per la promozione in Serie A nel 1979: la sconfitta contro il Pescara è una ferita ancora aperta e che fa ancora male”.

L’assessore allo Sport, e membro dei Sab, Andrea Arbizzoni, ha ricordato il “grande sogno della Serie A svanito ripetutamente all’ultimo alla fine degli anni ‘70. Se siamo nella situazione in cui ci troviamo oggi, con la dignità riconquistata, è grazie a Colombo e a quelli che io chiamo ‘i tre moschettieri’, ossia Roberto Mazzo, Vincenzo Iacopino e Filippo Antonelli Agomeri. Tutti loro hanno riportato il Monza dalle ceneri all’alta classifica di Serie C. Stasera e domani festeggeremo con gli amici, coi fratelli, della Triestina, coi quali abbiamo condiviso tanti bei momenti. L’arrivo della coppia vincente Berlusconi-Galliani è un’occasione da cogliere al volo per tutti noi”.

Del Consiglio di amministrazione del Monza era appunto presente Mazzo, che nei giorni scorsi ha lasciato il suo 5% di quota a Fininvest: “Noi siamo cresciuti vedendo giocare un certo Monza, che lottava per la Serie A. Poi c’è stato un calo di interesse per questa squadra, ma ora sta tornando la passione di quei tempi e sono convinto che porterà lontano. Se siamo arrivati a questo punto è stato grazie alla famiglia Colombo e al lavoro anche di noi collaboratori. Ma anche allo spirito unitario che si è creato in città. A differenza che con altre proprietà tutti hanno remato dalla stessa parte, compresi i giornalisti e i tifosi. Che ho avuto il piacere di vedere nelle tante trasferte fatte al seguito della squadra. Per me è stato sempre bello, sempre una grande emozione vedere voi in tutte le curve degli stadi che ho frequentato. Ora abbiamo un’opportunità unica, che dobbiamo sfruttare. Dobbiamo far capire quanta passione abbiamo verso la nostra squadra. Io voglio dire ‘benvenuto Berlusconi’ e ‘bentornato a casa Galliani’”.

Il club manager, ed ex giocatore, Iacopino è stato commovente: “Ho avuto la fortuna di indossare questa fantastica maglia per pochi anni. Mi avete sempre sostenuto, anche nei momenti non belli, dove non era così semplice venirne fuori (quando venne coinvolto in una delle inchieste sul calcioscommesse, ndr). Sono rimasto a vivere qua fino alla fine del processo penale (da cui è stato riabilitato, ndr) perché volevo andare in giro a testa alta nella città di cui mi ero innamorato. Sono orgoglioso di far parte di questa grande famiglia”.

Il direttore sportivo Antonelli Agomeri ha esordito salutando i tifosi della Triestina: “Ho un bellissimo ricordo dei 4 anni trascorsi a giocare in Venezia Giulia, dove tra l’altro ho conosciuto la ragazza che poi è diventata mia moglie. Auguro anche a loro di tornare presto nel calcio che conta perché sono una tifoseria appassionata come quella del Monza. Qui la curva ha capito le difficoltà che abbiamo incontrato il primo anno dopo il fallimento, che è stata un’esperienza utile per la mia crescita. È un’emozione essere qui e credo anch’io che tutto sarà davvero romantico”.

La serata è proseguita tra cori, fiumi di birra, salamelle, la musica folk del duo dei Prunella Ballor e quella mixata dal dj Vise e si è conclusa coi fuochi artificiali, naturalmente biancorossi.

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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