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I cittadini sul vecchio San Gerardo: "No alle residenze, sì a un sistema integrato di servizi" - MBNews
Attualità

I cittadini sul vecchio San Gerardo: “No alle residenze, sì a un sistema integrato di servizi”

Il Comitato San Giuseppe-San Carlo lancia le sue proposte dopo il rinnovo dell'Accordo di programma per la vendita dell'area dismessa dell'ex ospedale cittadino.

monza vecchio ospedale san gerardo via solferino

Pensare ad un sistema integrato di servizi, possibilmente anche medici e socio-assistenziali. Evitare la realizzazione di nuove case. E, magari, anche aprire il prossimo bando d’asta alla vendita di più lotti in grado di interessare un numero maggiore di operatori. Con un unico obiettivo: trovare la soluzione migliore per valorizzare una delle aree dismesse più grandi ed importanti di Monza.

Stiamo parlando della vendita del vecchio ospedale San Gerardo. E le proposte sono quelle del Comitato di quartiere San Carlo e San Giuseppe, uno degli interlocutori più significativi di una vicenda che nei giorni scorsi ha registrato un capitolo tutto da leggere: il rinnovo dell’Accordo di Programma stipulato fra Comune di Monza, Regione Lombardia e Azienda ospedaliera nel 2008 per la vendita dell’area di via Solferino, quella dove sorge l’ospedale realizzato nel 1890 grazie a una cospicua donazione di re Umberto I (qui l’approfondimento).

“In base a quanto emerso sui nuovi termini dell’Accordo di Programma, di cui aspettiamo di poter vedere presto il testo nello specifico, siamo contenti che si sia deciso di abbassare la percentuale di residenziale e di diminuire le volumetrie – spiega il presidente del Comitato, Villy De Luca – a Monza non abbiamo bisogno di altre case, ce ne sono già 3mila vuote perché sfitte o lasciate non occupate dai proprietari. Il mercato immobiliare è ancora in crisi – continua – ora quel che conta davvero sono le destinazioni d’uso dell’area del vecchio San Gerardo”. E su questo i cittadini hanno un’idea piuttosto precisa, anche se tutta da definire nei dettagli.

“Siamo convinti che si debba puntare su un sistema integrato di servizi, tra i quali ci potrebbe essere anche un centro dedicato alle malattie degenerative o all’ambito socio-assistenziale, visto il continuo invecchiamento della popolazione – afferma De Luca – anche la proposta di concentrare nell’area dell’ex ospedale tutti gli uffici dell’Azienda ospedaliera brianzola ci trova d’accordo”.

Il futuro dell’ampia area dismessa, non lontana dal centro e dalla stazione ferroviaria di Monza, dipenderà in gran parte dall’esito della prossima asta di vendita. Si tratterà della terza, dopo le due da 50 e 37 milioni di euro, andate entrambe deserte negli ultimi dieci anni. Questa volta la cifra giusta potrebbe essere 20 milioni, che sono i soldi di cui l’azienda ospedaliera ha bisogno per finanziare il completamento del piano di riqualificazione del Nuovo San Gerardo.

Il tema è sul tavolo da tempo a Monza. Già da prima delle elezioni comunali del giugno 2017  (leggi l’articolo). Ma ora si affaccia con sempre più insistenza l’ipotesi di spacchettare l’area di via Solferino in più lotti, in modo tale da suscitare l’interesse di più operatori e riuscire più facilmente a raggiungere la somma di vendita richiesta.

“Crediamo che creare più lotti dia maggiori possibilità concrete che non vada deserta anche una terza asta da 20 milioni di euro – sostiene il presidente del Comitato di quartiere San Carlo e San Giuseppe – infatti ci sono esempi nella vicina Milano che dimostrano come ad avere più chance di successo, in questi casi, sono i cosiddetti mix funzionali, cioè aree in cui vengono concentrate opportunità legate ad ambiti diversi. Il pericolo da evitare, però, è quello che si perda la coerenza di destinazione d’uso tra i vari operatori economici eventualmente interessati – continua – per questo è necessario, se si sceglierà di fare più lotti, che il Comune mantenga la regia delle operazioni”.

Il dibattito, insomma, resta ancora aperto. E i cittadini hanno tutta l’intenzione di essere parte attiva. “Abbiamo avviato un dialogo con associazioni, enti del terzo settore e diversi stake-holders – afferma De Luca – ci piacerebbe, il prima possibile, organizzare un incontro pubblico aperto a tutti, anche ai professionisti delle materie urbanistiche, per analizzare le tematiche legate al vecchio San Gerardo”.

Con una speranza ben in mente. “Bisogna evitare che a Monza si faccia la fine dell’ex ospedale di Vimercate, che dopo 20 anni ancora non ha una soluzione adeguata per la vendita dell’area” è l’augurio del presidente del Comitato. Nel capoluogo della Brianza dieci anni sono già passati dal primo Accordo di Programma stipulato fra Comune di Monza, Regione Lombardia e Azienda ospedaliera. Il tempo passa più velocemente di quanto si pensi.